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Unorthodox – La vera storia dietro la serie Netflix

Unorthodox – La vera storia dietro la serie Netflix

Di Andrea Suatoni

Pubblicata lo scorso 26 Marzo su Netflix, la miniserie Unorthodox è inizialmente quasi passata in sordina, per poi diventare pian piano uno dei prodotti più amati dell’attuale panorama dell’offerta della piattaforma online, stabilmente in Top 10 fra i più visti di Netflix.
Complice l’alta qualità del prodotto ed il passaparola fra gli utenti, la storia di Esty ha conquistato praticamente tutti; dietro lo show si nasconde però una drammatica storia vera, di cui è stata protagonista una ragazza in carne ed ossa: Deborah Feldman.

UNORTHODOX: THE SCANDALOUS REJECTION OF MY HASIDIC ROOTS

Unorthodox è infatti liberamente basata sul libro autobiografico di Deborah Feldman Ex Ortodossa. Il Rifiuto scandaloso delle mie radici chassidiche, che racconta una storia di, coraggio e disperazione che portò la Feldman da New York fino a Berlino in cerca di libertà ed autodeterminazione.

Nata a New York, nel quartiere di Brooklyn, Deborah discende dalle comunità ebree ungheresi e rumene che riuscirono a fuggire dall’Europa durante (o dopo) la Seconda Guerra Mondiale e che seguono il movimento chassidico, una filosofia religiosa ebraica basata sul rinnovamento spirituale dell’ebraismo ortodosso. Secondo il movimento chassidico, lo sterminio degli ebrei da parte di Hitler fu il modo in cui Dio stesso decise di punire il suo popolo per la colpa di essersi lasciato sedurre dalle lusinghe del mondo europeo ed occidentale.
Il moderno chassidismo vieta quindi i contatti con il mondo esterno a quello della comunità ebraica cui si appartiene, in virtù della salvezza dell’intero popolo ebraico: sono banditi libri, tv, giornali, ovviamente una qualsiasi connessione ad internet, mentre l’istruzione personale viene limitata allo studio dei testi sacri dell’ebraismo (Talmund e Torah), ma solamente per gli uomini; le donne sono relegate ad un mero ruolo riproduttivo, madri e mogli con il solo scopo nella vita di mettere al mondo figli, crescerli, ed accudire la casa.

Deborah Feldman in particolare fu cresciuta dai suoi nonni, entrambi sopravvissuti all’Olocausto, poiché sua madre fu bandita da giovane dalla comunità, e non le era permesso vedere i suoi figli (mentre suo padre non era mentalmente nelle condizioni di poterli crescere). Come tutte le ragazze della sua comunità, le fu negata una tipica istruzione americana; i vertici della comunità le indicavano come vestire, cosa era possibile leggere, con chi le era permesso parlare.
Il primissimo suo moto di ribellione si esplicitò con una sortita nascosta in biblioteca, dalla quale riportò a casa alcuni libri che dovette nascondere accuratamente per evitare di essere punita. A soli 17 anni Deborah fu costretta a sposare un completo sconosciuto tramite un matrimonio combinato, senza aver mai avuto (come del resto suo marito) alcun tipo di educazione sessuale; dopo più di un anno rimase incinta e a 19 anni diventò madre di un bambino.

LA FUGA DI DEBORAH FELDMAN

La nascita del bambino cambiò le carte in tavola per la giovane donna: Deborah infatti non voleva che suo figlio crescesse negli stessi ambienti carichi di repressione ed oppressione nei quali lei stessa era cresciuta; sentiva su di sé la responsabilità di “salvare” il bimbo innocente appena nato da quel destino che a lei era stato imposto, e che oltre tutto lei stessa sarebbe stata tenuta ad imporgli coercitivamente. Mentendo a suo marito riuscì ad iscriversi nel 2006 al Sarah Lawrence College di New York, riuscendo a connettersi finalmente con il mondo esterno: pian piano riuscì ad aprire la propria mente e a commettere piccoli ma sempre più significativi atti di ribellione, dallo scrivere all’infuori del sabato (unico giorno in cui il chassidismo permette di farlo) all’indossare un paio di jeans o addirittura dei tacchi.
Finalmente, nel 2010 trovò il coraggio di lasciare suo marito (portando suo figlio con sé) e la comunità chassidica intera, alla ricerca di un suo posto nel mondo. Nel 2012 pubblicò l’autobiografia Ex Ortodossa. Il Rifiuto scandaloso delle mie radici chassidiche e vive ora a Berlino, lavorando come scrittrice. E’ comparsa nel 2018 anche in un documentario riguardante la sessualità femminile nel XXI secolo in diverse parti del mondo, chiamato #FemalePleasure.

Unorthodox

UNORTHODOX

La serie Netflix riprende la storia di Deborah (cambiando il nome della protagonista, che diventa Esther “Esty” Shapiro), facendo moltissimi cambiamenti al libro originale della scrittrice ma mantenendo intatta l’idea di base, che ruota attorno al rapporto con gli altri e con sé stessi, un inno alla libertà e alla capacità di autodeterminazione.
Esty nello show è interpretata da Shira Haas, attrice 24enne con alle spalle un curriculum di tutto rispetto e 4 nomination (ed una vittoria come Migliore Attrice Protagonista) agli Ophir Awards, i cosidetti Oscar Israeliani. Se volete saperne di più su di lei, vi rimandiamo all’articolo linkato di seguito.

LEGGI ANCHE: SHIRA HAAS – CONOSCIAMO L’ATTRICE CHE INTERPRETA ESTY IN UNORTHODOX

Da No Time to Die a Ghostbusters, ecco le nuove date dei film 2021 (in costante aggiornamento)

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