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Streets of Rage 4: un sequel / revival che è un atto d’amore verso uno dei generi cardine degli anni ’90

Streets of Rage 4: un sequel / revival che è un atto d’amore verso uno dei generi cardine degli anni ’90

Di Marco Lucio Papaleo

Chi ha vissuto il periodo d’oro delle sale giochi e delle console 16 bit ha sicuramente un posticino nel cuore riservato a un genere di videogiochi oramai quasi scomparso, ma all’epoca particolarmente in auge: quello dei picchiaduro a scorrimento, evoluzione degli action game che rinunciava alle piattaforme in virtù di una accentuata verve “scazzottatoria” un po’ ripresa dalla moda dei film incentrati sulle arti marziali e sulle faide tra bande. Nel 1991, Double Dragon e Final Fight, i due più amati esponenti del genere, devono letteralmente scontrarsi contro un nuovo peso massimo, sviluppato direttamente per console da SEGA, alla ricerca di una nuova killer application per il suo MegaDrive / Genesis: Streets of Rage (o Bare Knuckle, se preferite il titolo giapponese).

“Nessuna mezza misura” sulle Strade della Rabbia

Streets of Rage (e i suoi due seguiti, sempre realizzati per l’ammiraglia SEGA nel giro di pochi anni) diventarono in breve un cult e rimangono tutt’ora nel gotha dei titoli per la console e per l’intero genere: una trama che è un mero pretesto per una serie di infinite scazzottate in giro per una città malfamata, personaggi accattivanti, una discreta quantità di mosse di ogni tipo, luci e colori fluo e una colonna sonora squisitamente figlia di quegli anni passata alla storia. Il tutto spremendo tecnicamente la console come un limone: SoR fu uno dei primi giochi che fece sentire i possessori di console in sala giochi, ma comodamente sul divano di casa… al giorno d’oggi può non sembrare una gran cosa, ma all’epoca le conversioni erano spesso scadenti e la potenza di console e home computer non era paragonabile a quella delle schede da sala.
streets of rage 4
Non stupisce quindi che a quasi trent’anni di distanza, l’annuncio di un nuovo episodio ha stupito molti, timorosi tuttavia di un risultato non all’altezza delle aspettative.
Fortunatamente, Dotemu e Lizardcube, oramai esperti nei rifacimenti di grandi classici del passato (impossibile non citare il porting rimasterizzato di Windjammers e il bellissimo Wonder Boy: The Dragon’s Trap) hanno realizzato un mezzo miracolo, creando un sequel rispettoso ma al passo coi tempi. Il passaggio dallo storico team di produzione giapponese originale a quello francese si vede e si sente, ma non stravolge le carte in tavola: in ogni singolo pixel e in ogni singola mossa non si può non notare l’amore e la riverenza rispetto al Classico.
Il feeling è quello di trent’anni fa: nella trama, nelle atmosfere, nella grafica e nelle musiche. Certo, il design non è quello pixelloso di una volta, regalandoci invece una morbida pennellata di colore e di ottimo design realizzato a mano, dallo stile spiccatamente europeo ma che non snatura quello originale, anzi per certi versi lo valorizza e ricorda quello che caratterizzò molti titoli NEO GEO nel passaggio di secolo. Una cosa che appare palese, difatti, è che SoR 4 non omaggia solo la saga di provenienza, ma tutto il genere, con tante piccole chicche destinate agli appassionati.
Venendo al core dell’esperienza (ovvero… le scazzottate, naturalmente!) dobbiamo fare ulteriori complimenti al team di sviluppo per aver saputo fondere così bene lo stile classico dei picchiaduro a scorrimento con un ritmo comunque moderno e che non scade nel difetto tipico del genere: la ripetitività. C’è sempre qualcosa di nuovo e sorprendente da scoprire, diverse modalità di gioco, la possibilità di giocare online con un amico e in locale con ben tre amici… oltre al fatto che i personaggi sbloccabili, oltre ai quattro di base, sono una dozzina, ognuno con un move set differente e caratteristico. Notevole, inoltre, il lavoro su collisioni, impatti e combo, sempre varie e soddisfacenti, lavorando di fino sull’espansione del sistema di controllo senza, tuttavia, trasformare il gioco in qualcosa di più complesso, alla Dragon’s Crown, per intenderci. L’intenzione non era di rivoluzionare il genere, quanto di rinverdirlo. Intenzione centrata in pieno, per un titolo semplicemente imperdibile per chi vuole rivivere (o riscoprire) quelle emozioni digitali di così tanti anni fa.
streets of rage 4

Dove lo trovo?

Il titolo è disponibile da oggi, 30 aprile, in Digital Download su una svariata quantità di sistemi: PC (su Steam, GOG, Humble), Nintendo Switch, Xbox One, PlayStation 4, oltre che prenotabile in specialissime versioni limitate per Switch e PS4 sul sito di Limited Run Games.

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