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Vicini 1 Metro, il Film: quando la quarantena diventa creativa

Vicini 1 Metro, il Film: quando la quarantena diventa creativa

Di Filippo Magnifico

Nel giro di poche settimane, la nostra vita è stata letteralmente stravolta.
Ci troviamo nel bel mezzo di una pandemia globale, uno scenario a cui mai avremmo pensato, che ci è piombato addosso come un macigno.
Stiamo vivendo nostro malgrado, purtroppo, un momento che cambierà per sempre il mondo, che sarà citato nei libri di storia e che cambierà noi stessi. Perché ci sta già cambiando, ci sta obbligando a rimanere a casa, lontano dalle persone che più amiamo.

Ma dobbiamo farlo, cercando di farci forza l’un l’altro per superare e contrastare l’avanzata del COVID-19.
Fortunatamente, se così si può dire, tutto questo è successo in un momento in cui disponiamo di mezzi che per certi versi sono in grado di alleggerire questa distanza.
I nostri smartphone, i social network, sono diventati un mezzo potentissimo per comunicare tra di noi, affrontare la quarantena, dare spazio al nostro estro creativo.

Vicini 1 Metro, il Nostro Film

All’interno di uno scenario così strano, così inaspettato, nasce un’iniziativa che definire lodevole risulta riduttivo: Vicini 1 Metro.
Un progetto creato da Gianluca Lasaracina e dal suo socio, da ormai 10 anni, Gianmarco Picchi, realizzato in collaborazione con Federico Nardone, presidente di Margherone Fa Cose Onlus.
Lo scopo? Raccontare l’Italia prima, dopo, ma soprattutto durante il lockdown.

Abbiamo chiesto a Gianluca Lasaracina di parlarci di Vicini 1 Metro e di spiegarci come l’idea è nata. Ecco le sue dichiarazioni.

Dopo i primi due giorni di isolamento vedevo in giro sui social network tantissime persone che condividevano video e foto con i loro amici. Gente che faceva le 6 di mattina a parlare su House Party, file al supermercato, meme per sdrammatizzare il momento. Ho pensato che per quanto ci possiamo impegnare questo periodo sarà indimenticabile, ma potrebbe rimanere nella testa della gente come solo un “ti ricordi la quarantena del 2020?”. Allora ho pensato che fosse necessario documentare la nazione prima e dopo, ma soprattutto durante… il lockdown…raccontare il dietro le quinte di un momento storico estramemente delicato.
Il fine è quello di ricordarci un giorno questo momento nel bene e nel male e vedere che siamo e possiamo essere uniti.
Dall’altra parte quello di far girare il più possibile un documentario che possa essere di “lezione” – passami il termine – per ricominciare da un punto 1 e non da un punto zero, semmai dovesse ricapitare qualcos’altro, o ancora meglio per prevenirne le conseguenze.

Ed ecco alcune informazioni utili.

In cosa consiste il progetto?

Il COVID-19, più noto come Corona Virus, è arrivato a toglierci le abitudini quotidiane: un saluto, un abbraccio, una stretta di mano, un bacio; l’attuale situazione ci vede costretti a chiuderci in casa per un bene comune, ovvero quello di far guarire il Paese da questo virus.

Le notizie, gli umori, i problemi e le reazioni che questa situazione ha portato con sé, vengono raccontati giornalmente su tutti i canali di comunicazione, specialmente sui social: e proprio questo ultimo “nuovo” canale è la rappresentazione del nostro punto di vista, delle nostre vite quotidiane stravolte da un giorno all’altro.

Un’escalation di cose sbagliate al momento sbagliato, ci ha allontanato dalle nostre certezze, creando nelle nostre menti un senso di sconforto mai provato prima. Ma forse non tutto il male viene per nuocere. In una crisi così profonda, si può trovare un punto di partenza. Noi vogliamo dare vita ad un nuovo punto di partenza, stando “vicini” senza toccarci.

E come? Tramite quel dispositivo che negli ultimi tempi è stato anche criticato: lo smartphone.

In un momento di quarantena comune, è il nostro cellulare che ci da la possibilità di tenerci in contatto con il nostro lavoro, la nostra famiglia e i nostri amici. Lo smartphone è diventato la nostra finestra sul mondo esterno e il megafono con cui comunichiamo con esso: videochiamate, messaggi e social network ci aggiornano sulla situazione attuale del virus ma al tempo stesso ci strappano dalla realtà della solitudine in cui siamo obbligati.
E allora perché tenerci questa voglia di stare insieme solo per noi?

“Vicini 1 metro” vuole raccogliere migliaia di sguardi, racconti, punti di vista per assemblarli e far nascere un racconto comune di questo periodo storico, unico nel suo genere.
Un documentario per ricordarci come abbiamo reagito, fatto da centinaia di filmati amatoriali mandati da persone che sono costrette dentro casa e che vogliono, un domani che si spera vicino, rivedersi e ricordare la forza, lo spirito di adattamento e il sacrificio che ci ha portato furi dall’emergenza.

Qualsiasi cosa stiate facendo in questi giorni e vogliate condividerla con tutta l’Italia.
In questo caso non ci sono restrizioni. Basta raccontare la propria storia con il proprio smartphone.

Cosa posso raccontare?

Qualsiasi cosa ritragga gli attimi della tua quotidianità in questo momento storico. Da come provi a seguire le lezioni a distanza a come sperimenti nuove ricette online; una fila al supermercato a 1 m di distanza, una videochat con gli amici, una giornata di lavoro sempre con le cuffie, il ritorno a casa di una persona a te cara guarita o un canzone fuori dalla finestra.

Cosa NON posso raccontare?

Non mettere in pericolo la tua vita, ne quella degli altri. Non andare contro le attuali restrizioni di isolamento. Non uscire di casa senza motivo, per riprendere qualcosa che pensi importante e non fare video a persone che non conosci se non sono d’accordo.

Non c’è un video più importante di un altro, ma solo tanti video che raccontano una storia, la nostra.

Come faccio a inviare il video?

Una volta girato il video (o più), clicca sul tasto “CARICA IL TUO VIDEO” che troverai sul sito di Vicini 1 Metro. Una volta accettata la liberatoria sulla privacy, essenziale se vuoi comparire nel documentario, entrerai nella pagina WeTransfer del progetto dove potrai caricare il tuo/i tuoi video direttamente da smartphone oppure da computer. Riceverai una email di conferma del download.

Ricordiamo che sempre in collaborazione con Margherone Fa Cose Onlus è stata creata una campagna di donazione che si trova su GoFund me, il cui scopo è raccogliere fondi da destinare a tutti coloro che si sono e sono ancora impegnati nella battaglia contro il virus.

#CinemaReloaded è un messaggio di ottimismo aperto a tutti per testimoniare, condividere e sostenere le iniziative di rilancio del cinema in sala. Scopri di più e aderisci sul sito Cinemareloaded.it.

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