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Dieci papà che vorremmo al nostro fianco nell’apocalisse

Dieci papà che vorremmo al nostro fianco nell’apocalisse

Di Marco Triolo

È la festa del papà! Avete fatto gli auguri ai vostri papà? Dai, dai, che quest’anno più di ogni altro anno ne hanno bisogno, soprattutto se la quarantena vi sta tenendo lontani da loro. È un momento strano, non c’è bisogno di sottolinearlo ulteriormente. Ed è proprio in momenti come questo che i papà sono più importanti che mai: la loro guida, la loro saggezza, ma anche il loro affetto e protezione sono cose che ci servono, che ci danno sostegno.

Vista la situazione, abbiamo deciso di celebrare la festa del papà andando alla ricerca di dieci padri del grande schermo che vorremmo avere accanto durante l’apocalisse. Dieci figure rassicuranti, ma anche dei veri combattenti, pronti a qualsiasi cosa pur di salvare la loro prole…

10. Papà (Casey Affleck) – Light of My Life

Un papà che legge le favole alla figlia, in una tenda e alla luce di una torcia. Non è una gita fuori porta, purtroppo per loro, perché fuori c’è un mondo post-apocalittico pieno di insidie. Rag (Anna Pniowsky) è una delle pochissime donne sopravvissute a una pandemia che ha lasciato in vita gli uomini. Non una situazione leggerissima, va detto, ma il papà interpretato da Casey Affleck (il cui nome non viene mai pronunciato, è semplicemente “papà”) ce la mette tutta per accudire la sua piccola come se tutto fosse normale.

9. Joe Brody (Bryan Cranston) – Godzilla

Quando antichi mostri giganti si risvegliano per devastare il mondo, è sempre meglio avere accanto Walter White. In Godzilla, Bryan Cranston scambia la crystal meth con la scienza, l’ossessione per il potere con quella per la verità. Non è esattamente il papà più affettuoso di sempre, vive in un tugurio in Giappone tutto tappezzato di ritagli di giornale come il peggiore dei complottisti e blatera di ecolocazione dalla mattina alla sera. Non si è visto neanche una partita a baseball del figlio ed è il classico parente che, ai matrimoni, tutti fanno finta di ascoltare per poi scappare con la scusa del buffet. Ma poi si scopre che aveva ragione su tutto, e allora che gli vuoi dire.

8. Steven Hiller (Will Smith) – Independence Day

Il capitano Steven Hiller di Will Smith non è un papà in senso biologico. È la sua compagna ad avere un figlio che lui accudisce come fosse suo. Un vero signore. Nel sequel, Independence Day: Rigenerazione, il piccolo Dylan è diventato grande e ha seguito le orme di Steven. Avere un padre adottivo che ti racconta di quella volta che ha preso a pugni in faccia un alieno, e di quando ha fatto saltare un’astronave madre con una bomba atomica per poi fumarsi un sigaro, fa questo effetto.

7. Cooper (Matthew McConaughey) – Interstellar

Arriva la fine del mondo sotto forma di cambiamento climatico che rende l’aria velenosa. La tua nazione, ma che dico, il tuo pianeta ti chiede di indossare una tuta pressurizzata e attraversare un wormhole per trovare mondi da colonizzare. Che fai? Non parti? Ovvio che sì, altrimenti non ci sarebbe il film. Per Cooper è una decisione durissima: lascia a casa due figli piccoli che da grandi diventano delle versioni traumatizzate di Jessica Chastain e Casey Affleck. Ma lo fa allo scopo di salvare loro e tutti i loro coetanei e i loro genitori da una fine certa e vicina. Se questo non è l’atto d’amore definitivo, non so davvero cosa sia.

6. Harry Stamper (Bruce Willis) – Armageddon

A volte gioco a mettermi nei panni del morosetto di Rumer Willis (la figlia di Bruce Willis e Demi Moore), quando la riaccompagnava a casa dopo una serata a limonare sulla Collina delle Pomiciate. Il giovane Chad accosta con la sua Vista Cruiser alla villetta degli Willis e dà un ultimo bacio a Rumer prima di salutarla. Ma c’è un problema. C’è un’ombra seduta in veranda. L’ombra si alza: è Bruce, che lo squadra dalla testa ai piedi e gli fa: “Ragazzino, hai esattamente tre secondi per allontanarti il più possibile da qui. Tre… due… uno…”. Ecco, Armageddon è praticamente il biopic di Bruce Willis con Liv Tyler nei panni di Rumer Willis e Ben Affleck in quelli del morosetto. E ci insegna due cose importanti: 1) quando un asteroide gigante minaccia la Terra, Bruce Willis è la persona da chiamare; 2) ci vorrà l’apocalisse prima che tu possa uscire con sua figlia.

5. Il T-800 (Arnold Schwarzenegger) – Terminator 2

Il migliore padre adottivo di sempre è per forza lui, Arnold Schwarzenegger. Oggi si fa i video nella Jacuzzi in giardino per dirci di stare a casa (ti vogliamo bene uguale, ma anche grazie a ‘sta cippa signor Schwarzenegger), ma trent’anni fa ha contribuito a salvare la timeline proteggendo John Connor e arrivando a immergersi nel metallo fuso per lui. Poi abbiamo scoperto (svariate volte) che ha fatto tutto per niente, ma vabbè. Vale anche la pena ricordare come, tra una madre fanatica della sopravvivenza e un cyborg assassino proveniente dal futuro, fosse quest’ultima la figura genitoriale più pacata.

4. Lee Abbott (John Krasinski) – A Quiet Place

In un futuro in cui dei mostri alieni hanno sterminato mezza umanità, e l’altra metà è costretta a vivere in isolamento nel silenzio più totale (perché gli alieni attaccano basandosi sull’udito), John Krasinski è un papà perfetto. Ha una folta e curatissima barba, progetta apparecchi per la figlia sordomuta, va a pesca, porta la famiglia a fare gite fuori porta… Vabbè, forse quest’ultima cosa non imitatela, ok?

3. Ray Ferrier (Tom Cruise) – La guerra dei mondi

All’inizio de La guerra dei mondi di Steven Spielberg, Tom Cruise è tutto fuorché il padre dell’anno. Ma quando lui e la figlia Dakota Fanning si ritrovano alla mercé di un matto col botto (Tim Robbins) che potrebbe condannarli a morte tutti, sa esattamente quello che deve fare. Ne esce una delle sequenze più moralmente ambigue della filmografia di Spielberg, ma anche una delle più potenti. E in cui ogni padre di questo mondo può identificarsi.

2. Uomo (Viggo Mortensen) – The Road

Come Light of My Life, ma peggio! In The Road, tratto da un romanzo di Cormac McCarthy, le cose sono andate male, ma male male. Lo si capisce dal fatto che nei supermercati sono finiti tutti i fagioli in scatola. Là fuori c’è un sacco di fango e di pazzi che se ne vanno in giro con l’idea di rivalersi sul prossimo. Meno male che il giovane Ragazzo (Kodi Smit-McPhee) ha come padre un attore di metodo disposto a passare l’inverno in Siberia pur di preparare un ruolo. Viggo Mortensen! Metodico anche quando c’è da sopravvivere all’apocalisse.

1. Guido Orefice (Roberto Benigni) – La vita è bella

Chi ha detto che l’apocalisse si trova solo nelle storie di finzione? Quella che l’Occidente ha vissuto prima e durante la Seconda Guerra Mondiale è stata un’apocalisse molto reale. Molto peggio del momento difficile che stiamo vivendo ora. In entrambe le situazioni, comunque, occorre un papà come quello interpretato da Roberto Benigni in La vita è bella. I bambini di oggi saranno gli adulti di domani e dovranno certamente ricordare ciò che sta accadendo, affinché non si ripeta. Ma l’importante, adesso, è superare le difficoltà e proiettarsi verso il futuro. E non c’è modo migliore per farlo che giocare insieme.

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