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Apple compra la Disney: quanto c’è di vero?

Apple compra la Disney: quanto c’è di vero?

Di Marlen Vazzoler

No, la Apple non ha comprato la Disney e non sta considerando la sua acquisizione.

I mercati azionari di tutto il mondo stanno subendo delle perdite a causa del coronavirus (COVID-19) e le società che operano nel mondo dell’intrattenimento sono state profondamente colpite.

THR riporta che a Wall Street qualcuno ha cominciato a chiedersi se dei colossi tecnologici che dispongono d’ingenti capitali potrebbero CONSIDERARE l’acquisizione di alcune compagnie Hollywoodiane.

La caduta del titolo

Nelle ultime tre settimane la Disney ha perso circa $85 miliardi, il titolo è sceso di un terzo dal 21 febbraio. La chiusura dei parchi tematici è stata un forte colpo per la compagnia, perché sono la principale fonte di contanti.

Inoltre ESPN l’emittente via cavo di punta della Walt Disney Co., soffrirà per la cancellazione di tutti i campionati sportivi, da quelli professionali a quelli universitari. A tutto questo aggiungiamo la posticipazione di diverse pellicole, in particolare Mulan, e lo stop alle produzioni cinematografiche e televisive.

Ma la speranza in uno stimolo federale ha visto un rialzo del titolo venerdì 13 marzo. Le azioni Disney (NYSE: DIS) sono rimbalzate insieme a una più ampia ripresa del mercato.

Il titolo della Apple è salito del 12% arrivando a $277.97, mentre quello Disney è salito del 11.7%, portando il valore a $102.5. Attualmente il valore si aggira sui $93.

Apple ha chiuso lo scorso trimestre con $107,1 miliardi in contanti, equivalenti in contanti e titoli negoziabili. Disney ha attualmente un valore aziendale di $254 miliardi.

Il rapporto di ricerca

Bernie McTernan, analista della Rosenblatt Securities, in un rapporto di ricerca redatto venerdì 13, ha SUGGERITO ad esempio che la Apple potrebbe CONSIDERARE l’acquisizione della Walt Disney Co., dopo la caduta delle azioni sotto i $100, avvenuta la scorsa settimana.

Possiamo leggere nel rapporto:

“Riteniamo che quelli con orizzonti temporali a lungo termine, come le società a mega-cap (le più grandi compagnie d’investimento misurate dalla capitalizzazione di mercato, ndr.) con grandi disponibilità liquide e il cui capitale abbia sovraperformato la Disney nelle ultime tre settimane, come Apple, potrebbero trarre vantaggio dalla volatilità.

Il vantaggio derivante dall’acquisizione di Disney consisterebbe nel proteggere la propria strategia dei contenuti/streaming e le potenziali sinergie derivanti dall’aggiunta dell’emergente ecosistema Disney alla piattaforma iOS”.

Un altro analista Bilal Hafeez aveva ipotizzato l’acquisto della Disney da parte della Apple, in quanto i guadagni di quest’ultima sono stati stagnanti negli ultimi anni.

L’idea circola da quando la Disney ha comprato la Pixar, ovvero dal 2006. Ma adesso sarebbe fattibile?

I numeri

Per The Motley Fool difficilmente gli azionisti della Disney approveranno un acquisto della compagnia al prezzo attuale, per cui possiamo presupporre un premio di acquisizione del 50%, che valuterebbe il titolo sotto i $140.

Per chiudere l’accordo Apple avrebbe bisogno di $400 miliardi, che verrebbero finanziati combinando titoli e contanti. Inoltre la compagnia dovrebbe assumere ulteriori debiti, aumentando i debiti a breve termine a $102.2 miliardi.

L’acquisto della Disney nella sua totalità aumenterebbe le entrate annuali di Apple di quasi il 30%.

In termini percentuali del reddito del 2019 della società combinata, le vendite dell’iPhone di Apple scenderebbero dal 55% al 43%. Questa riduzione è significativa, ma non risolve completamente la schiacciante dipendenza di Apple dalle vendite dell’iPhone.

Margini a lungo termine

Inoltre Apple opera con margini più elevati rispetto a Disney, che negli ultimi anni ha lottato con i margini di contrazione mentre i cord-cutters (termine con cui vengono indicati gli spettatori che rinunciano a vedere la televisione e l’offerta via cavo) hanno distrutto la sua attività mediatica che fornisce margini più alti.

Di conseguenza l’acquisizione della Disney eroderebbe in modo significativo i margini a lungo termine di Apple. La compagnia sta attualmente accumulando perdite con i suoi servizi di streaming (Disney+, ESPN+ e Hulu) per trattenere gli spettatori. L’integrazione delle risorse multimediali della Fox e il rinnovo dei suoi parchi a tema stanno aggravando questa pressione.

La Disney ha bisogno di far crescere i parchi a tema e le attività cinematografiche per compensare tali costi, ma entrambe le attività sono state colpite dalla crisi del coronavirus. Apple, che non ha esperienza in entrambi i mercati, potrebbe fare il passo più lungo della gamba ereditando quelle aziende.

Che vantaggi avrebbe Apple TV+?

McTernan afferma che Apple potrebbe rafforzare significativamente l’attività di Apple TV+ acquistando la casa del topo.

Disney+ ha quasi 30 milioni di abbonati e un recente rapporto del Wall Street Journal ha stimato che Apple TV+ ha oltre 30 milioni di abbonati. La fusione dei due servizi potrebbe creare un rivale formidabile per Netflix, che ha chiuso lo scorso trimestre con 167 milioni di abbonati in tutto il mondo.

Unire Disney+, ESPN+, Hulu e Apple TV+ in un’unica piattaforma rafforzerebbe in modo significativo l’ecosistema dei servizi Apple, che include anche altri servizi come App Store, Apple Music, Apple Pay e Apple Arcade.

Tuttavia, Apple dovrebbe farsi carico anche dell’aumento dei costi dei contenuti Disney. Quest’ultima ha speso $1 miliardo in contenuti in streaming nel 2019 e prevede che tale numero salirà a $2,5 miliardi entro il 2024. Apple si troverebbe anche a bilanciare i budget dell’enorme ecosistema cinematografico e multimediale della Disney, nonché i costi di espansione dei suoi parchi a tema e resort.

Conclusione

I costi per un’acquisizione della Disney da parte di Apple, sono troppo alti, l’integrazione sarebbe complicata nella situazione attuale, ricordiamo che la compagnia è ancora occupata con l’integrazione della Fox.

Apple normalmente compra delle compagnie più piccole come Xnor.ai, quindi è più probabile che le due compagnie stringano una partnership, piuttosto che una fusione.

Fonti THR, The Motley Fool, Markets Insider, The Motley Fool

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