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Explorers (FantaDoc)

Explorers (FantaDoc)

Di DocManhattan

Ben, Wolfgang e Darren hanno impiegato molto più tempo di quanto immaginate per raggiungere lo spazio su un’astronave costruita con i rottami e un vecchio computer Apple IIc. Il copione di Explorers girava già da mesi e a nessuno sembrava importare particolarmente di questa storia, scritta da Eric Luke, che al tempo lavora nel campo degli effetti speciali e sogna di diventare uno sceneggiatore a tempo pieno. Beh, almeno fino al boom di E.T. l’extra-terrestre di Spielberg nell’82, e all’invasione di pellicole con i ragazzini e gli alieni che ha generato. Una caccia al nuovo E.T. in cui Hollywood brucerà un sacco di soldi, inanellando una serie di flop e mezzi fiaschi proprio come Explorers, o come Navigator. Ma questo il celebre produttore Edward S. Feldman non può saperlo. Feldman sta cercando di piazzare i suoi nuovi progetti, Witness – Il testimoneThe Hitcher – La lunga strada della paura, quando riceve una telefonata. Il suo socio, David Bombyk, si è imbattuto in questo copione su tre ragazzi che costruiscono un’astronave: s’intitola Explorers.

COME UN NUOVO IL MAGO DI OZ

Feldman racconta nell’85 in un’intervista su Starlog che secondo Bombyk le prime 65 pagine del copione di Eric Luke erano eccezionali. Il resto no, perché “diventa un’avventura alla Flash Gordon troppo sdolcinata”, ma le prime 65 bastano e avanzano per spingerli a comprare quella storia e riuscire a piazzarla alla Paramount, dopo il no di Fox. Eric Luke si mette al lavoro sulla seconda parte dello script, per modificare il finale come richiestogli, e intanto i produttori cercano un regista…

Feldman vorrebbe tirare a bordo Wolfgang Petersen, reduce dal caldo assurdo sul set La storia infinita, ma il regista tedesco vorrebbe girare il film nel suo paese, e la produzione teme che questo potrebbe dare al tutto uno stile completamente diverso. Feldman vuole che il film sia americano al cento per cento, e inoltre crede che girarlo a migliaia di chilometri dagli studi della Industrial Light & Magic, che si occuperà degli effetti speciali, possa generare solo una quantità incredibile di casini. La seconda scelta per la regia è Joe Dante, allora fresco di Gremlins, che accetta e chiede a Luke una serie di modifiche ulteriori alla storia. “Per Joe – ricorda Feldman in quell’intervista – se un film non ha qualcosa di originale, è destinato a fallire. Ha portato inoltre un tocco molto umano nel film. Anche se a curare gli effetti speciali sono i tipi di Star Wars, Explorers non è un film che si basa su quello, ma sulle persone. Come un nuovo Il mago di Oz“. Cioè, un altro ancora.

HAWKE E IL PIEDE ROTTO

La ricerca dei tre giovani interpreti coinvolge decine di aspiranti star in tutto il paese. Paradossalmente, l’unico dei tre attori principali che aveva già esperienza nel settore è quello oggi meno ricordato: Jason Presson (Darren) ai tempi ha già recitato in diverse pellicole, come The Stone Boy e Invito all’inferno. Ethan Hawke e River Phoenix (che viene scelto inizialmente per interpretare Darren, prima che Dante decida di provarlo per il ruolo dello scienziato in erba Wolfgang) sono invece due esordienti. Hawke è un quattordicenne nato in Texas e cresciuto nel New Jersey. Sogna di fare lo scrittore, ha recitato perlopiù a scuola ed è stato preso al primo casting a cui si sia mai presentato.

Phoenix ha davanti a sé una breve ma folgorante carriera da giovane stella, che s’interromperà tragicamente a 23 anni, davanti a un locale di West Hollywood. Ha recitato in alcuni spot, ma siccome ha vissuto buona parte della sua vita, fino al quel momento, in Venezuela, dove la setta a cui appartengono ha spedito i suoi genitori a fare proselitismo, sa molto poco degli Stati Uniti e dei coetanei USA. Nel cast c’è anche Amanda Peterson (scomparsa anche lei, nel 2015). Feldman si dice contento dell’alchimia venuta a crearsi tra i tre ragazzi sul set, e anche se Ethan Hawke si è rotto un piede all’inizio delle riprese (per questo in alcune scene del film è seduto), e se questo incidente lo manda in apprensione ogni volta che li vede giocare con un pallone tra un ciak e l’altro, tutto sembra “procedere per il meglio, senza particolari complicazioni”. Aspetta.

Explorers 1985 Joe Dante 3

OMAGGIO ALLA FANTASCIENZA ANNI 50

Nel 2008, prima di una proiezione del film nello storico New Beverly Cinema di Los Angeles, Joe Dante ricorderà che un cambio ai vertici della società di produzione, durante le riprese, ha diminuito drasticamente il tempo a sua disposizione per completare la pellicola. I nuovi dirigenti mettono addosso una fretta del diavolo, in altre parole, a lui e a tutta la troupe: “I ragazzi si muovevano su set in cui la vernice era ancora fresca, letteralmente”. Anche durante la fase di montaggio, Paramount continua a ripetere a Dante di darsi una mossa e consegnare il lavoro. Dante è costretto a malincuore a rinunciare a molto materiale e praticamente a mandare in sala un work in progress ben lontano dall’essere pronto.

Il regista si domanda se, così com’è, il film verrà apprezzato dal pubblico. Se si capirà che è tutto un gigantesco omaggio ai successi sci-fi recenti, come Star Wars (nel drive-in sorvolato dai ragazzi si vede un film il cui eroe si chiama Starkiller, come il primo nome pensato da Lucas per Luke Skywalker), e ai grandi classici del genere degli anni 50: Destinazione… Terra!, La guerra dei mondi, Cittadino dello spazio, Ultimatum alla Terra… Un frullatone di citazioni in cui il doppiaggio italiano della pellicola infilerà anche le voci di una serie di personaggi televisivi nostrani, imitati da Fabio Fazio. Gli alieni teledipendenti incontrati da Ben e gli altri, viene fuori, sono fan di Beppe Grillo, Roberto Benigni, Gianni Minà e tanti altri volti noti della TV tricolore anni 80. Fazio all’epoca aveva poco più di vent’anni ed era entrato in RAI facendo proprio l’imitatore alla radio.

Explorers 1985 Joe Dante

PEGGIO DI AMERICAN NINJA

La risposta all’interrogativo di Joe Dante di cui sopra, a ogni modo, è “No”. Il pubblico non avrebbe capito e apprezzato. Praticamente catapultato nei cinema USA il 12 luglio dell’85, nove giorni dopo Ritorno al Futuro, Explorers viene maciullato dalla concorrenza. Recupera poco più di un terzo dei 25 milioni spesi per girarlo (9 milioni di dollari worldwide). A fine anno riuscirà ad entrare nella top 100 dei film più visti della stagione giusto per un pelo: 92°, sotto American Ninja e La rosa purpurea del Cairo di Woody Allen. Dante continuerà a girare film, con alterne fortune, Eric Luke a scrivere, firmando tra l’altro la storia di debutto in cinque parti dei Gargoyles. Quanto ad Explorers, otterrà comunque il suo status di piccolo cult, grazie al mercato home video e alle repliche televisive. Parte di una grande famiglia di film sui ragazzini amici degli alieni e dell’avventura, che con una BMX riuscivano a volare. E con un’astronave fatta in casa, assemblata con l’oblò di una lavatrice e un secchione della spazzatura e battezzata “Thunder Road” come il brano di Springsteen del ’75, erano in grado di andare a chieder conto a dei giovani alieni dei loro gusti in fatto di TV…

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