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THE DOC(MANHATTAN) IS IN – Smallville

THE DOC(MANHATTAN) IS IN – Smallville

Di DocManhattan

Due settimane fa, avevamo lasciato al capolinea la precedente avventura televisiva di Superman, con la chiusura di Lois & Clark dopo la quarta stagione. Con quella storia del super (?) baby lasciata appesa, perché si era tirata giù la saracinesca in tutta fretta, dopo il crollo degli ascolti. Clark Kent resta però lontano dalla TV solo per qualche anno, perché nel 2001 debutta su The WB Smallville. La serie che racconta la vita da ragazzo del futuro eroe di Metropolis e che rimarrà in onda per la bellezza di dieci anni e 217 episodi, introducendo una quantità impressionante di eroi e supercriminali e in pratica preparando il terreno all’odierna generazione di eroi DC in TV. Soprattutto quelli dell’Arrowverso, che va in onda non a caso su The CW, la rete che ha preso sostanzialmente il posto di WB e che ha ospitato le stagioni dalla 6 alla 10 di Smallville. E dire che tutto era partito… da Batman?

Smallville Welling

UN GIOVANE BRUCE WAYNE… ANZI, CLARK KENT

È il 2000. La Tollin/Robbins Productions è la compagnia di produzione di Mike Tollin e Brian Robbins. Dopo aver realizzato una sitcom su un agente sportivo per la HBO (Arli$$) e alcuni sketch comedy show per ragazzi per Nickelodeon (come All That e lo spin-off Amanda Show), alla TRP viene in mente di creare una serie su un giovane Bruce Wayne. Le avventure di Batman da ragazzo, prima che diventi Batman: sì, praticamente Gotham, quattordici anni prima. C’è però un problema. La Warner ha in mente di sviluppare un nuovo film sulle origini di Batman, quello che poi diventerà Batman Begins di Nolan, e non vuole che le due cose si sovrappongano. Tollin e Robbins si limitano allora a cambiare il protagonista: ripropongono la stessa idea, ma con Superman. Peter Roth, il presidente della Warner Bros. Television, è intanto in contatto con una coppia di produttori e sceneggiatori, Alfred Gough e Miles Millar, che gli hanno proposto un episodio pilota tratto dal film del ’96 con Arnold Schwarzenegger L’eliminatore – Eraser. Roth butta lì la proposta: se la sentono di curare, invece, questa serie sul giovane Superman? Cough e Millar, che hanno già scritto insieme, tra le altre cose, Arma Letale 4 e la sfigata serie tratta dal film Timecop, accettano. E credono di essere le persone adatte per quel lavoro soprattutto per un motivo: di Superman, e più in generale di fumetti, non sanno niente.

UN APPROCCIO NUOVO

Essere a digiuno di quelle storie, dicono, garantirà loro un approccio fresco e nuovo al personaggio e al suo mondo, quando iniziano a studiarlo. Vogliono ricominciare daccapo, raccontare il Clark Kent – appunto – prima di Metropolis. “Niente costumi e niente volo”, promettono, anche se nel corso della sua storia Smallville si riempirà di supertizi. La serie se l’aggiudica “la soluzione interna”, The WB, che è interessata a mandarla in onda quanto la Fox, e ne viene commissionata una prima stagione. A interpretare Clark è Tom Welling, che prima di diventare un modello, intorno ai vent’anni, lavorava nei cantieri, ed è già apparso in vari episodi di Giudice Amy. Lana Lang, la ragazza della porta accanto, è un’altra giovane promessa, Kristin Kreuk, già Biancaneve in un film per la TV e in futuro Chun-Li di Street Fighter. Quando si dice un curriculum eterogeneo. Il terzo membro principale del cast è il Lex Luthor di Michael Rosenbaum, che a Smallville si occupa di fertilizzanti, per fare pratica con il fatto che diventerà un geniale stronzo. Lex è qui da principio un amico di Clark. Prima che l’ego e le scelte di vita, tipo la voglia di dominare il pianeta, li allontanino.

Smallville

QUESTA È LA BALLATA DI BO E CLARK

Ma il cast di Smallville, vista anche la lunga durata della serie, diventa a tal punto vasto da comprendere, al di là dei suoi giovani protagonisti – come Laura Vandervoort, nei superpanni della cugina Kryptoniana di Clark (la futura Supergirl) nella settima stagione, o Erica Durance come Lois Lane – tutta una serie di volti noti. John Schneider, il Bo Duke di Hazzard, è il padre adottivo di Kent, John Glover, specializzato nei ruoli da cattivo, è Lionel Luthor. Ma c’è spazio anche per tutta una serie di rimandi: Annette O’Toole è qui Martha Kent, ma era stata Lana Lang nell’83, nel film Superman III. I due precedenti Superman e Lois Lane televisivi, dicevamo la volta scorsa, Dean Cain e Teri Hatcher, sono Curtis Knox ed Ella Lane, la madre di Lois. Ma sono della partita, per uno o più episodi, anche Rutger Hauer, Brian Austin Green e Tori Spelling di Beverly Hills 90210 (rispettivamente come il villain Metallo e Linda Lake), Pam Grier (Amanda Waller), Michael Ironside, Michael Hogan e Aaron Douglas di Battlestar GalacticaLynda Carter, Neil Flynn (il mitico inserviente di Scrubs), Amy Adams e tanti altri. Compresi vari wrestler: Kane, Batista e Ashley Massaro

Alleati e nemici: Dr. Fate, Hawkman e Doomsday. L’Aquaman della serie è Alan Ritchson, l’Hawk di Titans.

PIÙ VELOCE DI UN TELECOMANDO

La formula di Smallville piace al pubblico di The WB. La puntata pilota va in onda il 16 ottobre del 2001 e viene vista da quasi otto milioni e mezzo di spettatori. È un record per l’emittente. La stagione si chiuderà con una media di quasi sei milioni di spettatori a puntata. Una media migliorata dalla seconda stagione: nei mesi in cui arriva anche da noi (su Italia 1, dal dicembre del 2002), Smallville va infatti a gonfie vele in patria, soprattutto tra gli under 30, toccando numeri che non raggiungerà più. Anche quello che è ancora per tutti il volto di Superman, Christopher Reeve (che scomparirà poco dopo, nel 2004), si dice colpito da una serie in cui non riponeva molta fiducia. E invece gli piacciono dialoghi, gli interpreti – a cominciare dal nuovo Clark, Tom Welling – e gli effetti speciali, che grazie al computer possono essere affrontati in relativa scioltezza per una serie TV, laddove per ottenere gli stessi effetti, nei suoi film, occorrevano settimane di lavoro. Lo stesso Reeve apparirà in due episodi nei panni del Dr. Virgil Swann, tra il 2003 e il 2004. La struttura da villain of the week – che i produttori temevano potesse scocciare presto – alla fine non annoia, perché, almeno nei primi anni, è ancora in corso la transizione da un vecchio tipo di TV a quello attuale. La colonna sonora la cura, per le prime sei stagioni, un artista che ha partecipato con le sue note proprio agli inizi di quella transizione: Mark Snow di X-Files.

Smallville Daily Planet

ADDIO, SMALLVILLE

Ma al di là del calo progressivo degli ascolti e del cambio di canale con il passaggio a CW, Smallville affronta una serie di cambiamenti anche dal punto di vista produttivo e strutturale. I due showrunner che l’hanno messa in piedi, Gough e Millar, se ne vanno nell’aprile del 2008, dopo aver chiuso la settima stagione. Da principio non danno alcuna spiegazione, ma la motivazione risulta chiara quando fanno causa alla Warner Bros e a The CW per aver venduto male i diritti della serie all’estero, “ben al di sotto del suo valore”, il che avrebbe fatto perdere loro un sacco di soldi. Come showrunner subentrano Todd Slavkin, Darren Swimmer, Kelly Souders e Brian Peterson, e nell’ultima stagione anche lo stesso Tom Welling. Dall’ottava stagione, Clark lavora al Daily Planet, Kristin Kreuk e Michael Rosenbaum non sono più membri fissi del cast e i supertipi sono sempre più frequenti. Due anni dopo,  il 13 maggio del 2011, il doppio episodio “Finale” (le puntate 21 e 22 della stagione 10) chiude la lunga avventura in TV di Smallville.

Smallville Superman

Il pubblico apprezza il modo in cui la storia chiude le sottotrame in sospeso, gradisce il ritorno di Rosenbaum… e beh, gradisce molto meno il fatto che quando Clark, sulle note dell’immortale colonna sonora di Williams dei film, sale sul tetto, apre la camicia e mostra finalmente il suo costume da Superman… si vede solo il logo pettorale, non il resto del costume. Welling spiegherà che Al Gough e Miles Millar non avrebbero mai permesso di mostrare il costume, e che arrivati alla fine, quando i due ormai non erano più a bordo, si è pensato solo di accennare visivamente il passaggio ormai avvenuto da Clark a Superman. Gli spettatori avrebbero completato la scena nello loro teste. La produzione aveva pensato di mostrare in quella scena il costume intero, e di far vedere Superman in azione, ma lo stesso Welling si era opposto.

Poco più di un anno dopo, nell’ottobre del 2012, su The CW va in onda la prima puntata di Arrow, e parte un nuovo ciclo pieno di eroi in costume e serie interconnesse, con tanto di mega crossover Crisis, che riporterà lo stesso Tom Welling nei panni di Clark Kent (ed Erica Durance in quelli di Lois). Ma pure quella, come si suol dire, è un’altra (super)storia.

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