L'annuncio si chiuderà tra pochi secondi
CHIUDI 
L'annuncio si chiuderà tra pochi secondi
CHIUDI 
Robert Downey Jr. da Tony Stark a Dolittle

Robert Downey Jr. da Tony Stark a Dolittle

Di Lorenzo Pedrazzi

Il confine tra arte e vita può essere molto labile, anche quando separa un personaggio dal suo interprete. D’altronde, se il carisma di un attore è molto elevato, diventa egli stesso un “personaggio” agli occhi dell’opinione pubblica, come dimostra il caso di Robert Downey Jr.: l’attore newyorkese è l’esempio lampante di come una carriera possa risorgere dalle sue stesse ceneri, ricostruendosi più fulgida e stabile di prima, all’insegna di uno star power ancora maggiore.

Perché, diciamoci la verità: in pochi avrebbero scommesso su di lui nel 2006, e quasi nessuno si sarebbe aspettato di rivederlo tra i grandi divi di caratura mondiale. Robert Downey Jr. stava risalendo la china dopo anni turbolenti (nel 2001 fu licenziato dalla produzione di Ally McBeal dopo il suo arresto per possesso di droga), e il pubblico cominciava a riprendere familiarità con il suo talento: oltre ad aver interpretato il protagonista in The Singing Detective, Kiss Kiss Bang Bang e Guida per riconoscere i tuoi santi, aveva ottenuto dei ruoli importanti in Gothika, Good Night, and Good Luck, A Scanner Darkly – Un oscuro scrutare, Fur – Un ritratto immaginario di Diane Arbus e Zodiac.

Eppure, Jon Favreau deve faticare non poco per convincere la Marvel a scritturare Robert in Iron Man, ma il regista è convinto che sia lui la persona giusta. «I momenti migliori e peggiori della vita di Robert sono stati esposti agli occhi del pubblico» dichiara. «Ha dovuto trovare un equilibrio interno per superare ostacoli che andavano ben oltre la sua carriera. Quello è Tony Stark».

Insomma, Favreau è convinto che Robert Downey Jr. e Tony Stark si rispecchino nel profondo, e ha ragione. Se Iron Man è la storia della redenzione di Tony, che passa da mercante di armi a difensore della pace, il film incarna anche il riscatto professionale di Robert, che torna prepotentemente nelle grazie di Hollywood. Nonostante il budget di 140 milioni di dollari, Favreau adotta un approccio che rievoca il cinema indipendente, lasciando liberi gli attori di improvvisare alcune scene. Downey Jr. vi riversa tutto se stesso, e carica il personaggio di tic che lo rendono una sorta di moderno Howard Hughes. Sin dal primo film, la sua interpretazione preme su piccole nevrosi che contribuiscono a caratterizzare Stark: non gli piace ricevere oggetti da mani altrui, evita di incrociare lo sguardo con chi non considera al suo livello, mangia anche nei momenti delicati… e molti altri piccoli dettagli che lo rendono immediatamente riconoscibile (nonché irritante per i suoi avversari).

Robert Downey Jr.

Il grande successo di Iron Man gli spalanca le porte per altri ruoli, come quello dello spassoso Kirk Lazarus in Tropic Thunder di Ben Stiller, parodia di un attore che porta il metodo Stanislavskij a livelli estremi (si scurisce persino la pelle per interpretare un soldato afroamericano). Al contempo, diventa protagonista di un altro franchise: quello di Sherlock Holmes, che rilancia il detective di Conan Doyle sul grande schermo grazie all’inventiva di Guy Ritchie. Oltre alle ovazioni del pubblico, Robert riceve il Golden Globe per il miglior attore in un film commedia o musicale.

La rinascita è ormai completa: l’attore newyorkese, che dopo i primi anni Novanta aveva rischiato di perdersi nel limbo dei divi decaduti, ha nuovamente un ruolo di primo piano nell’immaginario collettivo. Il merito è soprattutto del suo impegno come Tony Stark nel Marvel Cinematic Universe, il cui successo è sempre più sfavillante. Iron Man 2 e The Avengers gli permettono infatti di approfondire il personaggio nelle sue idiosincrasie, soprattutto quando si confronta con gli altri eroi: celebre il contrasto con Capitan America, lontanissimo da Iron Man per storia, carattere e ideali. Così, se Tony è il leader de facto della squadra, Robert Downey Jr. diventa ben presto il volto del MCU, e non solo perché ha inaugurato questo universo narrativo: Robert possiede infatti un carisma particolarissimo, una combinazione di ego e ironia che seduce il pubblico all’istante. Non a caso, è protagonista di numerosi meme e gif che diventano virali su internet: come questa, con la collega Gwyneth Paltrow / Pepper Potts

…e questa, dove gli occhi al cielo hanno un significato inequivocabile:

via GIPHY

Nel frattempo si dedica anche ad altri progetti, più intimi, come Il solista e The Judge, realizzato dalla casa di produzione che lui stesso fonda nel 2010 con la moglie Susan Levin, e chiamata inequivocabilmente Team Downey. La maggior parte delle sue apparizioni sul grande schermo sono però legate al Marvel Cinematic Universe: in Iron Man 3, Robert ci regala un Tony Stark affetto da stress post-traumatico dopo la battaglia finale con i Chitauri, aggiungendo nuove sfumature anche grazie al regista/sceneggiatore Shane Black, che aveva già lavorato con lui in Kiss Kiss Bang Bang. Il successivo Avengers: Age of Ultron spalanca le porte alla crisi tra Tony e Cap in Captain America: Civil War, dove Robert radicalizza il conflitto tra Iron Man e gli altri eroi, diventando al contempo il mentore di un giovanissimo Spider-Man.

Non avevamo mai visto Tony Stark in veste di surrogato paterno, ma è proprio ciò che diviene per Peter Parker, come dimostra Spider-Man: Homecoming, dove Robert fa il comprimario di lusso. Lo zenit della sua parabola nel MCU è però rappresentato da Avengers: Infinity War ed Endgame: nel guidare – insieme a Chris Evans / Capitan America – la battaglia degli eroi Marvel contro Thanos, l’attore newyorkese dona un finale memorabile al suo Iron Man, con una circolarità che ci riporta all’epilogo della sua prima avventura. «I am Iron Man.»

Ormai riabilitato anche agli occhi della legge (nel 2015 ottiene la grazia formale dal governatore Jerry Brown e la cancellazione dei precedenti penali), Robert Downey Jr. può intraprendere una nuova avventura in Dolittle: il film di Stephen Gaghan adatta i libri per bambini di Hugh Lofting, pubblicati fra il 1920 e il 1952, e Robert presta il volto al celebre dottore che parla con gli animali.

Accento britannico come ai tempi di Sherlock Holmes, il “nostro” affronta la sfida con la consueta ironia, e potremo scoprirne i risultati a partire dal 30 gennaio. Ma non è difficile immaginare che, anche stavolta, il confine tra arte e vita sarà molto sottile.

Robert Downey Jr.

CORONAVIRUS: QUI l'elenco completo, in costante aggiornamento, di tutti i principali blockbuster che hanno subito uno slittamento sulla data di uscita o hanno optato per una distribuzione digitale.


Vi invitiamo a scaricare la nostra APP gratuita di ScreenWeek Blog (per iOS e Android) per non perdervi tutte le news sul mondo del cinema, senza dimenticarvi di seguire il nostro canale YouTube ScreenWeek TV. ScreenWEEK è anche su Facebook, Twitter e Instagram.

LEGGI ANCHE

Edgar Wright dirigerà la commedia sci-fi Set My Heart to Five 1 Aprile 2020 - 12:45

Edgar Wright tornerà a lavorare con Focus Features per la commedia fantascientifica Set My Heart to Five, tratta dal romanzo di Simon Stephenson.

La casa dei Simpson ha una stanza segreta (che si vede solo in 5 episodi) 1 Aprile 2020 - 11:45

Casa Simpson ha una stanza segreta, che ci è stata mostrata solo in cinque episodi. Ecco tutti i dettagli.

La spada nella roccia da oggi è disponibile su Disney+! 1 Aprile 2020 - 10:54

Il classico di animazione La spada nella roccia è da oggi disponibile su Disney+, la piattaforma streaming della Casa di Topolino.

THE DOC(MANHATTAN) IS IN – Colombo 4 Marzo 2020 - 17:11

La storia di Colombo: i tre volti del tenente, Mrs. Columbo, Spielberg e...

7 cose che forse non sapevate su Forza Sugar 3 Marzo 2020 - 13:30

La parentela con Rocky Joe, il regista famoso, la sigla riciclata... sette curiosità su Forza Sugar.

THE DOC(MANHATTAN) IS IN – Dark Angel 27 Febbraio 2020 - 16:15

Jessica Alba, il 2019 post-apocalittico visto dal 2000 e la prima infatuazione di James Cameron per Alita.