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Golden Globes 2020: il monologo di apertuta di Ricky Gervais, da DiCaprio all’ISIS

Golden Globes 2020: il monologo di apertuta di Ricky Gervais, da DiCaprio all’ISIS

Di Filippo Magnifico

Ricky Gervais ha presentato 77ma edizione dei Golden Globe Awards che si è da poco conclusa. Dopo le edizioni del 2010, 2011, 2012 e 2016, il comico e attore britannico è tornato sul palco del Beverly Hilton Hotel, storica sede della manifestazione, e ha aperto le danze con un monologo particolarmente pungente, che non ha risparmiato niente e nessuno.

Sicuramente vi farà piacere sapere che questa è l’ultima volta che presento questi premi, quindi non mi interessa più nulla” ha detto Gervais, lasciando intendere che il suo sarebbe stato un monologo di apertura particolarmente scorretto.

Scherzo, in realtà non mi è mai importato niente. E neanche alla NBC interessa. Kevin Hart non ha presentato gli Oscar per alcuni tweet offensivi… Per mia fortuna la Hollywood Foreign Press parla a stento inglese. Non hanno la più pallida idea di cosa sia Twitter.

Un chiaro riferimento ad alcuni recenti tweet controversi dell’attore, considerati profondamente transfobici.
Ma questo era solo l’inizio, Ricky Gervais ha poi continuano regalando un pensiero a Felicity Huffman, l’ex star di Desperate Housewives condannata lo scorso agosto a 14 giorni di prigione.

Sono arrivato in limousine stasera, e la targa l’aveva fatta Felicity Huffman. No, in fondo mi dispiace per sua figlia. Deve essere stata la cosa più imbarazzante della sua vita, e suo padre era stato anche uno dei protagonisti di Svalvolati on the road!

Moriremo presto e non ci sarà un sequel

Ma, come ha voluto precisare il comico, le sue erano solo battute, in fondo “moriremo presto e non ci sarà un sequel“, e soffermandosi sugli ospiti della serata:

Ci sono tante celebrità qui stasera, leggende, icone. Solo a questo tavolo ci sono Al Pacino, Robert De Niro, Baby Yoda. Ah no, è Joe Pesci. Ti voglio bene amico, non farmi accoppare.

Partendo da The Irishman, è poi arrivata la frecciatina a Leonardo DiCaprio:

The Irishman è un film incredibile ma non si tratta dell’unico film epico. C’era una volta a… Hollywood dura quasi tre ore. Leonardo DiCaprio è andato alla premiere e alla fine del film la sua compagna era troppo vecchia per lui!

E per quanto riguarda le pesanti critiche rivolte da Martin Scorsese al mondo dei cinecomic…

Il più grande regista vivente, ha fatto notizia per alcune sue dichiarazioni controverse sui film della Marvel. Ha detto che non si tratta di vero cinema, che sono più dei parchi a tema. Sono d’accordo, anche se non mi è chiaro il perché vada in giro nei parchi a tema. Non è troppo vecchio per le giostre?

Rivolgendosi agli spettatori, Gervais li ha invitati a cambiare canale e a guardare altro, chiudendo il discorso sul suicidio di Jeffrey Epstein, morto in carcere la scorsa estate:

Invece di guardare questo show potreste fare binge watching di tutta la prima stagione di Afterlife. È una serie che parla di un uomo che vuole suicidarsi dopo che la moglie è morta di cancro e in ogni caso è più divertente di questa cerimonia. Spoiler: c’è una seconda stagione in arrivo, quindi alla fine l’uomo non si uccide. Proprio come Jeffrey Epstein! Silenzio. So che era vostro amico ma non mi interessa.

La Apple e l’ISIS

Bersaglio del monologo anche la Apple:

Apple si è messa in gioco con serie tv come The Morning Show. Un dramma superbo che parla dell’importanza della dignità, di fare la cosa giusta, realizzato da una compagnia che sfrutta la mano d’opera cinese. Le compagnie per cui lavorate sono incredibili. Apple, Amazon, Disney. Se l’ISIS lanciasse il suo servizio streaming, contattereste subito il vostro agente, non trovate?

Immancabile il riferimento a Cats, il chiacchierato adattamento del musical di Andrew Lloyd Webber, forse il più pesante del suo monologo:

Il mondo deve vedere James Corden nel ruolo di un gatto grasso (“fat pussy” un gioco di parole che fa riferimento all’organo genitale femminile). E ha recitato anche in Cats, ma nessuno lo hai visto. E le recensioni sul film? Terribili. Hanno scritto che Cats è la cosa peggiore che potesse capitare ai gatti dopo i cani.
E Judi Dench ha difeso il film, dicendo che era il ruolo per cui era nata. Questo perché lei… Non posso dire questa battuta. Perché lei sa che non c’è niente di più bello di starsene lì, con il culo sul tappeto, leccandosela con le gambe aperte. Lei è della vecchia scuola!

QUI trovate tutti i vincitori dei Golden Globes 2020

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