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THE DOC(MANHATTAN) IS IN – Highlander, la Serie TV

THE DOC(MANHATTAN) IS IN – Highlander, la Serie TV

Di DocManhattan

“Sono Duncan MacLeod, nato 400 anni fa sulle Highlands della Scozia. Sono immortale e non sono il solo”. Ma questo lo sapevamo già, Duncan, grazie. La serie TV di Highlander (Highlander: the Series) sposta appunto i riflettori su un altro membro del clan MacLeod, Duncan, chiedendogli di prendere sul piccolo schermo il posto di Connor. Anche se i due finiranno per incrociarsi alcune volte, all’inizio e alla fine. Ma andiamo con ordine.

È il 1991 ed è da poco uscito in sala Highlander II – Il ritorno (Highlander II – The Quickening), che la critica si è divertita a demolire, arrivando a definirlo il peggior film di sempre. Questo non frena però i produttori Peter S. Davis e William N. Panzer. La loro storia l’abbiamo raccontata nell’articolo di FantaDoc sulle origini di Highlander, e il loro amore per questa storia di immortali che si spiccano la testa dal collo con un colpo di spada, perché ne resterà soltanto uno e bla bla, non viene meno dopo il fiasco del secondo film. Il problema era trovare qualcuno disposto a finanziare il loro progetto, uno spin-off televisivo della saga, dopo quel buco nell’acqua. Ma Christopher Lambert magari quel qualcuno lo conosceva, eh, Chris?

connor duncan macleod

Sì, lo conosceva. Lambert mette in contatto i due con Christian Charret, capoccia di una storica casa cinematografica francese, la Gaumont, che ha appena aperto una sua divisione TV. Highlander, la serie dall’animo transalpino ma pensata soprattutto per il mercato USA, muove così i suoi primi passi. Panzer è convinto delle grandi potenzialità del prodotto, perché quello di Highlander è un brand molto famoso in tutto il pianeta e quindi lo show che ne porta il nome partirà avvantaggiato. Hanno del resto anche quelle canzoni dei Queen da usare, ereditate dal film (“Princes of the Universe” diventerà la sigla dello show). E Connor MacLeod per fare le presentazioni.

Visto che Lambert non vuole saperne di diventare il protagonista della serie, e che comunque la porta per altre avventure cinematografiche del suo personaggio è ancora aperta, si pensa dapprima di far interpretare a qualcun altro Connor MacLeod, ma in un secondo momento prevale l’idea di un altro protagonista. Per il ruolo di Duncan MacLeod viene scelto Adrian Paul, trentenne londinese, ex calciatore, che aveva collezionato fino a quel momento solo piccoli ruoli in film come L’ombra del peccato o serie TV come La bella e la bestia. La ragazza di Duncan – presenza fissa fino alla seconda stagione, in cui viene ammazzata – è la Tessa interpretata dalla belga Alexandra Vandernoot. Nel cast figurano anche Stan Kirsch, Amanda Wyss, Jim Byrnes, Philip Akin, Michel Modo, Elizabeth Gracen (e in seguito, dalla terza stagione, Peter Wingfield e Lisa Howard). Sì, non esattamente delle star di primissimo piano. Ma Christopher Lambert magari avrebbe dato una mano, eh, Chris?

Highlander TV

Sì, lo avrebbe fatto. Lambert accetta di prender parte all’episodio pilota, che nelle intenzioni iniziali dei produttori avrebbe dovuto essere un film TV, ma alla fine diventa semplicemente una puntata da un’ora. Non ci sono i soldi per avere chissà quali effetti speciali o valori di produzione, si gira tutto a Vancouver, in Canada, e a Parigi, con 800mila dollari a puntata. Possono sembrare tanti, ma solo fino a quando non si ricorda che per girare un episodio della prima stagione di X-Files se ne spenderanno un milione e mezzo (e per E.R., nel ’94, 2 milioni). L’idea di base resta comunque quella di episodi godibili anche a sé, come dei minifilm, e imbottiti di flashback, come ormai tradizione dell’allora giovane franchise di Highlander. Così, mentre viene messo in cantiere il terzo film, per risollevare le sorti cinematografiche di Connor (spoiler: Highlander 3, aka Highlander III: The Sorcerer, sarà un altro clamoroso bagno di sangue al botteghino), Highlander, la serie, debutta in TV nell’ottobre del ’92. In Francia va su TF1, negli USA in syndication. Da noi, inevitabilmente, su Italia 1, quasi un anno dopo (settembre ’93).

La serie piace, la critica smette di lanciare ortaggi ai sequel cinematografici per affermare la superiorità dello spin-off televisivo su questi ultimi – sì, anche se fatica da principio a trovare il suo villain di peso, come il Clancy Brown della prima pellicola – e Highlander cresce. Cresce di volume la storia degli Immortali, con qualche piccolo retcon a quanto visto sul grande schermo, e crescono i consensi da parte del popolo del telecomando. Flashback dopo flashback, in tutta questa lunga carrellata di costumi indossati da Duncan come a un party di Carnevale serioso infinito, la serie si costruisce il suo pubblico.

Highlander serie TV Duncan Macleod

Alla prima stagione TV ne fanno seguito così altre cinque. La produzione franco-canadese, che ricava quasi tutto il suo budget dalla vendita dei diritti televisivi all’estero, prosegue spedita per 119 episodi, fino al maggio del 1998. Lo spin-off dà vita nel frattempo ai suoi prodotti derivati, come una lunga serie di romanzi (il decimo dei quali è un’antologia di racconti scritti da vari membri del cast), mentre arriva in TV il cartoon sull’ultimo-ultimo dei MacLeod, Quentin, nel lontano 27° secolo (Highlander – La serie animata). La fiera della decapitazione sulle note dei Queen non si chiude però con la fine dello show, le cui ultime due stagioni vengono giudicate dai più deludenti e troppo tirate per i capelli. Nella sesta e ultima season, i produttori fanno incontrare a Duncan una serie di Immortali donna, per preparare il terreno per uno spin-off.

Si tratta di Highlander: The Raven, incentrato sul personaggio di Amanda (Elizabeth Gracen). Ma non c’è molta azione nella serie, e quando c’è è scadente; ai fan, più in generale, non piace comunque questa idea del poliziesco con gli Immortali. The Raven chiude dopo una sola stagione di 22 episodi (settembre 1998 – maggio 1999) ed è inedita in Italia. Poi c’è The Methos Chronicles, serie di corti animati in Flash da 1 minuto (2001), ma soprattutto ci sono i film, che per chiudere il cerchio, riportano le zuffe tra Immortali sul grande schermo. Cioè, ci provano, ma senza riuscirci del tutto.

Highlander: Endgame è un film del 2000 in cui si rivedono assieme Duncan e Connor, Adrian Paul e Cristopher Lambert, otto anni dopo l’episodio pilota della serie TV. Viene pensato dapprima come una pellicola collegata a The Raven, ma quando si leggono i dati d’ascolto terribili di quest’ultima, si decide di fare altro. Viene girato con due soldi in Romania, e il distributore impone in fase di montaggio talmente tanti tagli alle scene di dialoghi da rendere Endgame praticamente incomprensibile a chi non abbia visto i film e seguito la serie. In Italia esce direttamente in home video, e in seguito arriva in TV come Highlander – Scontro finale.

Highlander: The Source (2007) è il quinto e ultimo film della saga di Highlander, l’ultimo atto per Duncan – che alla fine aspetta un figlio da Anna (Thekla Reuten) e sarà quest’ultimo il prescelto, The One, di cui tutti parlano dal minuto uno – Methos e Joe Dawson. Dopo averlo rimbalzato nel proprio elenco uscite per oltre un anno, la Lionsgate lo molla infine a Sci-Fi Channel, trasformandolo di fatto e a posteriori in un film TV. Titoli di coda. Esiste un Highlander Reunion (sic), ma è un corto di 17 minuti in cui Peter Wingfield, Elizabeth Gracen e Jim Byrnes riprendono i loro personaggi e li mettono a chiacchierare in una casa al mare che sembra una villetta bifamiliare sul Tirreno calabrese. Sì, ha questo mood da puntata di Centovetrine. Ma oh, magari siete fan della serie, vi siete persi questa chicca e vi interessa recuperarla, boh.

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