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Star Wars The Mandalorian: Le citazioni e i riferimenti nell’ultimo episodio!

Star Wars The Mandalorian: Le citazioni e i riferimenti nell’ultimo episodio!

Di Andrea Suatoni

La fenomenale corsa di The Mandalorian è giunta al termine, con un ottavo episodio ricco di rivelazioni e di colpi di scena: nello specifico, la trama relativa al misterioso passato del Mandaloriano è stata messa a nudo in Redemption, episodio che ci svela finalmente anche il nome del protagonista interpretato da Pedro Pascal: Din Djarin.
Partiamo quindi con l’ultimo appuntamento con le citazioni, i riferimenti e le easter egg nell’episodio relative alla saga di Star Wars (e non solo), dandovi appuntamento al prossimo autunno per la seconda stagione!

DEATH WATCH

Una squadra di Death Watch interviene nei flashback del passato del Mandaloriano, salvandolo dall’eccidio sul pianeta Mandalore ad opera dei Separatisti,durante le Guerre dei Cloni.
La Death Watch è un gruppo estremista di mandaloriani che ha visto l’esordio nella serie animata The Clone Wars: si tratta di un clan distaccato ed anarchico che giudicava il governo di Mandalore troppo pacifico rispetto alla tradizione guerriera che invece esso avrebbe dovuto onorare.

IL MODELLO DEL PROTAGONISTA

I principali protagonisti della saga di Star Wars aderiscono ad un modello ben preciso (e collaudato): vengono nascosti per sfuggire ad una minaccia in tenera età, per poi venire salvati da una figura paterna che ne forma il carattere in una particolare e reiterata versione del Viaggio dell’Eroe. Come Luke Skywalker, Jyn Erso o Rey Palpatine quindi, anche Din Djarin aderisce a tale modello.

GLI “STREGONI” JEDI

La mandaloriana che conosciamo come l’Armaiola rivela finalmente ai protagonisti ciò che gli spettatori sanno ormai dall’inizio della storia: il misterioso potere che Baby Yoda padroneggia altro non è che La Forza, che sembra però essere stata tramandata nella tradizione mandaloriana in forma travisata. In pratica una magia usata da stregoni chiamati Jedi, i più temibili nemici dei mandaloriani, un Ordine ormai spazzato via dopo gli eventi visti narrare nella seconda trilogia (prequel).

L’ASSEDIO DI MANDALORE

Con il riferimento alla Notte delle Mille Lacrime si vuole richiamare l’Assedio di Mandalore ad opera delle truppe della Repubblica guidate da Ahsoka Tano, come letto nel romanzo (canon) Ahsoka e visto nelle serie animate The Clone Wars e Star Wars Rebels.
Durante la battaglia, l’Imperatore diede il tristemente celebre Ordine 66, cui conseguì la fine della Repubblica e l’inizio dell’Impero.

LE ORIGINI DI CARA DUNE

Scopriamo solamente in questo episodio che Cara Dune (o meglio, Carasynthia), il personaggio interpretato da Gina Carano, è nata e cresciuta sul pianeta Alderaan, lo stesso su cui ha vissuto gran parte della sua vita la principessa Leia Organa e che fu distrutto dalla potenza distruttiva della prima Morte Nera in Star Wars: Una Nuova Speranza.
La rivelazione ci spiega le reali motivazioni dietro la scelta di Cara di aiutare il Mandaloriano (aveva infatti cambiato idea riguardo la missione su Nevarro al solo sentire che avrebbe potuto uccidere dei soldati imperiali): la guerriera è infatti ancora in cerca di vendetta verso ogni lascito dell’Impero poiché questo ha letteralmente disintegrato il suo pianeta d’origine.

IL MIND FLAYER

Cara Dune cita anche la possibilità che un Mind Flayer possa essere usato su di lei per carpire delle informazioni dalla sua mente: il termine pesca a piene mani dai manuali di Dungeons & Dragons, come ben sanno anche i fan della serie Netflix Stranger Things che ha reso tale mostro “famoso” anche a livello del grande pubblico.
E’ probabile che per Mind Flayer nell’universo di Star Wars ci si riferisca a persone o creature capaci (proprio come le creature del Dungeons & Dragons) di sondare le menti altrui e carpirne i segreti; abbiamo visto in passato degli esempi in tal senso con Bor Gullet, l’essere che in Rogue One: A Star Wars Story viene usato da Saw Guerrera su Bodhi Rook.

LA DARK SABER

La famigerata Dark Saber viene mostrata nelle mani di Moff Gideon (Giancarlo Esposito), in un colpo di scena che probabilmente verrà spiegato nella prossima stagione della serie.
La spada laser di colore nero è unica nel suo genere: fu creata con una tecnologia ormai perduta da Tarre Vizsla, il primo ed unico mandaloriano mai accolto all’interno dell’Ordine dei Jedi. Egli in seguito rinnegò l’Ordine per tornare fra la sua gente, e la Dark Saber divenne un simbolo del potere mandaloriano tramandato di governante in governante del pianeta Mandalore.
Avevano visto la spada l’ultima volta in mano a Bo-Tan Kryze, ma il fatto che ora essa si trovi in mano ad un Moff Imperiale è un passaggio oscuro che deve ancora essere raccontato.

TAG E BINK

Protagonisti di una ironica serie edita da Dark Horse Comics, la coppia di soldati imperiali Tag e Bink ha da sempre assistito da dietro le quinte ai grandi eventi della saga di Star Wars, nel tentativo di portare avanti dei compiti puntualmente vanificati dalle vicende più importanti della storia di Star Wars. In Redemption compaiono due Scout Troopers che ricordano molto da vicino la coppia dei fumetti, in quello che è con quasi totale probabilità un omaggio ai due personaggi.

IMPERIAL SECURITY BUREAU

Moff Gideon ci viene rivelato come un membro dell’Imperial Security Bureau, una agenzia che raccoglie una serie di agenti operativi (sostanzialmente, una fitta rete di spie) con il compito di scovare ed eliminare sul nascere eventuali minacce di ribellione all’Impero. L’ISB ha esordito in Star Wars: Una Nuova Speranza, per poi tornare a far parlare di sé in moltissime ramificazioni del franchise.

FINALMENTE, IL JETPACK!

Dopo averlo ardentemente desiderato anche al nostro Mandaloriano è finalmente stata concessa la possibilità di pilotare un jetpack: l’oggetto è fin dall’esordio del cacciatore di taglie Boba Fett accomunato dai fan ad una sorta di armamentario standard mandaloriano, ed in Redemption infine possiamo assistere ad una battaglia aerea di Din Djarin.

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