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I Migliori Film del 2019 secondo ScreenWeek – La classifica di Filippo

I Migliori Film del 2019 secondo ScreenWeek – La classifica di Filippo

Di Filippo Magnifico

La fine dell’anno è vicina e, come sempre, si riflette su quelle che sono state le pellicole migliori di questa stagione cinematografica. Ecco, dunque, la mia Top 10, frutto di una meditazione che, anno dopo anno, diventa sempre più difficile.

Non mi stancherò mai ripeterlo: racchiudere un anno intero in 10 titoli non è facile. Ci sono molte altre pellicole che meriterebbero di entrare in questo elenco, gran parte delle quali non sono ancora arrivate (e forse mai arriveranno) nelle nostre sale.

Come l’anno scorso (e quello prima, e quello prima ancora e così via), la classifica contiene film molto distanti tra loro per genere. La cosa che li unisce è il senso di soddisfazione provato una volta giunti i titoli di coda. Perché un film va scandagliato, analizzato, osservato nel minimo dettaglio, ma prima di tutto va giudicato con il cuore.

N.B. Per questa top 10 sono state prese in considerazione le uscite italiane.

MENZIONI SPECIALI (in ordine sparso): Midsommar, Spider-Man: Far From Home, Shazam!, Noi, Doctor Sleep, El Camino, Finché morte non ci separi, 6 Underground, La Bambola Assassina, Dolemite Is My Name, Triple Frontier, Wolf Call, E poi c’è Katherine, Crawl.

10- THE NEST di Roberto De Feo

Roberto De Feo, all’esordio nel lungometraggio, ha confezionato un’opera non perfetta, è vero, ma ricca di atmosfera e profondamente suggestiva.
Ci vorrebbero più film del genere, in grado di dimostrare che il cinema di genere non fa parte solo del nostro glorioso passato ma è ancora una componente essenziale del nostro DNA.

9- SCARY STORIES TO TELL IN THE DARK di André Øvredal

Scary Stories to Tell in the Dark

Il regista André Øvredal è riuscito a far tornare indietro nel tempo tutti noi, ex ragazzi cresciuti a pane e horror, offrendo allo stesso tempo alle nuove generazioni l’occasione per vivere nel modo più sincero quei sani brividi che, ammettiamolo pure, hanno contribuito a far crescere la nostra passione nei confronti della settima arte.
Scary Stories to Tell in the Dark è un inno alle grandi avventure cinematografiche del passato, un divertente – e allo stesso tempo spaventoso – giro su quelle montagne russe che ci hanno intrattenuto quando eravamo più piccoli, e non hanno mai smesso di farlo.
Cosa si potrebbe chiedere di più ad un film?

8- LE RAGAZZE DI WALL STREET di Lorene Scafaria

Jennifer Lopez star assoluta di questa pellicola che rielabora al femminile alcune tematiche particolarmente care al cinema di Scorsese (non per niente il buon vecchio Martin era stato preso in considerazione per la regia). Le Brave Ragazze di Lorene Scafaria vanno ben oltre la superficie patinata che avvolge il film. Del resto sono proprio loro a ricordarci che “l’intero Paese è uno strip club, hai gente che lancia i soldi e gente che balla“. E questo messaggio non potrebbe essere più attuale.

7- C’ERA UNA VOLTA…A HOLLYWOOD di Quentin Tarantino

Quentin Tarantino non è più quello di una volta? Forse, ma anche meno male.
Il suo cinema è diventato più riflessivo, introverso, per certi versi malinconico e C’era una volta…a Hollywood ne è la dimostrazione. Un film che parla del tempo che passa. Quel tempo che ti mette in un angolo senza offrirti spiegazioni, perché è praticamente impossibile rimanere per sempre sulla cresta dell’onda.
Se ci riflettiamo questo è una tematica che ha occupato una buona fetta del 2019 e non solo sul grande schermo.

6- AVENGERS: ENDGAME di Anthony e Joe Russo

Marvel Avengers

Il perfetto (o quasi) culmine di un viaggio iniziato nell’ormai lontano 2008 con Iron Man. Piaccia o meno, i Marvel Studioso hanno dato vita ad un progetto cinematografico senza precedenti, considerato folle 10 anni fa e ora imitato (con scarnissimi risultati) da tutti i concorrenti.
Avengers: Endgame è storia del cinema, o per meglio dire dell’industria cinematografica. Molti lo vedranno come un male, ma il solco che ha lasciato nel mondo della settima arte è indelebile e questa è una cosa che non si può negare.

5- JOKER di Todd Phillips

Joker

Un’opera coraggiosa per certi versi, pretenziosa per altri.
Potente, nichilista, con un protagonista strepitoso e ricca di momenti entrati di prepotenza nell’immaginario comune.
Joker è stata una scommessa decisamente vinta e sembra destinato a lanciare una nuova epoca dei cosiddetti cinecomic. Proprio per questo è impossibile negare la sua importanza.

4- IL PRIMO RE di Matteo Rovere

Brutale, epico, maestoso, tragico.
Matteo Rovere ha confermato ancora una volta che nel nostro territorio si possono realizzare pellicole in grado di allontanarsi da quelle regole non scritte che sono diventate una fastidiosa costante.
Ci vorrebbero più opere così, in grado di osare, di essere coraggiose anche nelle imperfezioni.

3- MARRIAGE STORY di Noah Baumbach

Malinconico, rabbioso, straziante, animato da due protagonisti – Scarlett Johansson e Adam Driver – in stato di grazia, Marriage Story porta in scena i sentimenti e le dinamiche di coppia in maniera profondamente sincera.
Un’opera che vive di empatia, una caratteristica che troppo spesso il cinema contemporaneo mette da parte.

2- THE IRISHMAN di Martin Scorsese

The Irishman

Al di là delle polemiche che ne hanno accompagnato l’arrivo prima nelle sale e successivamente su Netflix, The Irishman rimane uno dei film più raffinati di questo 2019 cinematografico.
Il lato più introspettivo di Quei Bravi Ragazzi, una profonda riflessione che Martin Scorsese ha fatto sul suo cinema ma soprattuto su se stesso.
Una riflessione sulla vita che, al di là delle tematiche trattate, è in grado di toccare il cuore di ognuno di noi.

1- PARASITE di Bong Joon-ho

Un piccolo angolo di Corea si trasforma in un microcosmo che riflette alla perfezione l’essenza del nostro tempo, con tutte le sue disuguaglianze e ingiustizie che, a seconda della classe sociale a cui si appartiene, diventano più o meno tollerabili.
Bong Joon-ho ha firmato il capolavoro del 2019, un film che ognuno di noi dovrebbe guardare per fare un personale esame di coscienza, ma anche una vera e propria opera d’arte, in grado di intrattenere nel migliore dei modi.

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