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THE DOC(MANHATTAN) IS IN – Una mamma per amica

THE DOC(MANHATTAN) IS IN – Una mamma per amica

Di DocManhattan

Amy Sherman-Palladino era felice. L’ex sceneggiatrice di Pappa e ciccia era lieta che finalmente la Warner Bros aveva approvato uno dei suoi progetti, Gilmore Girls, dopo una serie di rifiuti. C’era però un problema: Gilmore Girls, che in Italia avremmo conosciuto come Una mamma per amica, ancora non esisteva. Amy aveva piazzato questo pitch riguardo “a una madre e a una figlia che sono più due amiche che, beh, una madre e una figlia”, ma una volta uscita da quella sala riunione, aveva confessato al suo manager di non avere sostanzialmente altro in testa al di fuori di quella frase. L’idea di ambientare lo show in una cittadina immaginaria del Connecticut, Star Hollow, e di far lavorare una delle due protagoniste, Lorelai, in un alberghetto, nasce da un soggiorno che Amy Sherman-Palladino si gode in un posto simile, a Washington Depot, Connecticut. Un luogo talmente “magico e caloroso” che all’autrice sembra l’ambientazione ideale per la nuova serie. Nota: per quella vacanza, è lì con suo marito, Daniel Palladino, che diventerà un produttore di Una mamma per amica e che per dedicarsi a questo lavoro lascerà il ruolo analogo che aveva ne I Griffin (Family Guy).

Una mamma per amica

Per interpretare Lorelai Gilmore, madre single trentenne, indipendente e amante della cultura pop, Sherman-Palladino ha un solo nome in mente, quello di Lauren Graham, soprattutto dopo averla vista nella sitcom della NBC Conrad Bloom. Perché crede sia l’unica in grado di “parlare velocissimamente, ed essere divertente, sexy e forte, ma non troppo aggressiva o con l’aria da mangiauomini”. L’attrice è però già impegnata con un altro show della NBC, perciò Amy fa l’unica cosa che può fare: gufa quella produzione, M.Y.O.B. (Mind Your Own Business), che nasce e muore nel giro di sole quattro puntate, tutte andate in onda nel giugno del 2000. Anche se all’ultimo secondo utile, Sherman-Palladino ha l’attrice che voleva e può presentarla alla sua collega, l’interprete di Rory… il giorno prima dell’inizio delle riprese dell’episodio pilota. Rory è l’esordiente Alexis Bledel, texana che viene dal teatro e da uno spot TV, e che alla showrunner piace perché per la giovane di casa Gilmore vuole un volto dall’aria innocente.

MR. ROBOT E JESSICA JONES

Il cast viene completato, tra gli altri, da Scott Paterson (Saw IV, Saw V, 90210), dalla comica Melissa McCarthy e, nel corso delle varie stagioni della serie, da una serie di giovani volti che diventeranno facce note della TV e non solo: Rami Malek, Milo Ventimiglia, Matt Czuchry di The Good Wife, Krysten Ritter… Girata in Canada e negli studi Warner di Burbank, Gilmore Girls va in onda per la prima volta su The WB il 5 ottobre del 2000. A guardare quell’episodio sono quasi 5 milioni di americani, ipnotizzati dai dialoghi frizzanti dello show e dalla personalità delle due protagoniste: la giovane madre spumeggiante e l’assennata figlia sedicenne. La critica ne tesse le lodi –  Una mamma per amica verrà inserito nei listoni dei migliori show annuali dell’American Film Institute e della Television Critics Association – e gli ascolti continuano a crescere, tenendosi alti per tutti i 21 episodi della prima stagione. Parte, per alcuni milioni di americani, il rito annuale di una nuova stagione con Gilmore Girls, da fine settembre a maggio. Un rito che proseguirà negli anni grazie al quantitativo impressionante di meme generati grazie a quei dialoghi frizzanti lì: meme che al tempo dei social media spingeranno una nuova generazione a scoprire la storia di Lorelai e Rory. Anche dopo il naufragio della serie, rimasta orfana del suo capitano. Ma ci arriviamo tra un attimo.

Una mamma per amica

SENZA MAMMA

Il ritmo seguito per mandare avanti la macchina di Gilmore Girls è a dir poco frenetico. Per girare un episodio si impiegano otto giorni da almeno 14 ore di lavoro l’uno. In un’intervista del 2016, Lauren Graham ricorda che ai tempi, nell’ambiente, West Wing – Tutti gli uomini del Presidente veniva considerato uno show per il quale era difficile lavorare, perché Aaron Sorkin faceva fare le ore piccole a tutti. Ma Gilmore Girls veniva girato insieme a The West Wing, ed erano sempre loro gli ultimi ad andare a dormire. Snocciolare quei lunghi dialoghi con i tempi giusti, sembrando divertenti, freschi e gioviali anche quando scoppiavi dal sonno, non era semplicissimo, diremo.

Grazie al passaparola e alle tante recensioni zeppe di lodi, all’appuntamento del giovedì sera su The WB si presentano, anno dopo anno, sempre più spettatori. La prima puntata della sesta stagione viene vista da oltre 6 milioni di persone, con un media di 4,5. Dal 2002, intanto, la serie è sbarcata – con l’originalissimo titolo di Una mamma per amica, appunto – anche da noi, dapprima su Canale 5, poi su Italia 1. Ma nel 2006 avviene l’imponderabile, che porta alla fine di tutto. Cioè, quasi.

L’emittente The WB si è fusa a gennaio con la UPN dando vita a un nuovo canale, The CW, parchetto giochi dal 2012 dell’Arrowverso. Gilmore Girls passa sulle frequenze del nuovo network, ma Amy Sherman-Palladino e suo marito Daniel non si accordano con la proprietà per il rinnovo del contratto. Vorrebbero una mano con le sceneggiature perché stanno impazzendo dietro a quei ritmi di lavoro, e il network rifiuta. Salvo poi dover ingaggiare comunque un team di sceneggiatori per rimpiazzare i due coniugi, che fino a quel punto hanno scritto da soli buona parte delle storie. Come showrunner viene scelto David S. Rosenthal, che ha lavorato alla serie nella stagione precedente. Paradossalmente rimasta senza la sua vera mamma, Una mamma per amica viene cancellata dopo quell’ultima, settima stagione. Quando girano quelle puntate, gli attori ancora non sanno se ci sarà un’ottava stagione, visto che il network decide definitivamente per la cancellazione solo a bocce ferme.

NUOVE, FANTASTICHE AVVENTURE

Il finale visto in TV non soddisfa i fan e la critica è concorde nel definire questo Gilmore Girls qualcosa di diverso da quanto visto nelle sei annate precedenti. Sembra tutto finito, ma il cast continua a parlare in ogni intervista di un possibile seguito, con una reunion quasi al completo (Edward Herrmann è scomparso a fine 2014). Finché, beh, quel seguito non arriva davvero. Quattro anni fa, Warner e Netflix si accordano per una nuova stagione, sia pure in formato diverso. Nasce il progetto Gilmore Girls: A Year in the Life, miniserie in quattro episodi di circa novanta minuti l’uno, sbarcata sulla piattaforma di streaming il 25 novembre del 2016 e scritta e diretta dai Palladino. Rory è una giornalista freelance ed Emily, rimasta vedova, trascina sua figlia Lorelai in terapia con sé. Gran finale con matrimonio e bebè in arrivo, come confessato in uno di quei discorsi tra due amiche che erano anche, casualmente, madre e figlia. Critici contenti, fan pure: ciao, meravigliose ragazze Gilmore.

Completato (?) finalmente il discorso con lo show che le ha regalato il successo e parecchie notti insonni, Amy Sherman-Palladino si è potuta dedicare ad altro. Continuando a fare quello che ha sempre saputo fare, cioè scrivere serie con personaggi e dialoghi pazzeschi. Come l’effettivamente fantastica La fantastica signora Maisel per Amazon. Se non l’avete mai visto, vi state facendo un torto enorme, sappiatelo. Che nessuno la fermi mai più, questa donna, please.

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