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Le Ragazze di Wall Street: la vera storia che ha ispirato il film con Jennifer Lopez

Le Ragazze di Wall Street: la vera storia che ha ispirato il film con Jennifer Lopez

Di Filippo Magnifico

Nel giro di cinque anni Roselyn ‘Rosie’ Keo è passata dal carcere al red carpet del Toronto International Film Festival. Il motivo? La presentazione di un film incentrato, appunto, sui crimini compiuti nel 2014 da lei, da altre tre donne e da un uomo. L’accusa? aver drogato quattro persone e addebitato migliaia di dollari sulle loro carte di credito nei club di New York.

Il film in questione è Le Ragazze di Wall Street (titolo originale Hustlers), ispirato all’articolo ‘The Hustlers at Scores‘ di Jessica Pressler, pubblicato sul New York Magazine. Nel cast Jennifer Lopez, la “Jenny from the block” che a 50 anni si è rimessa in gioco con un ruolo particolarmente fisico ma anche particolarmente importante.

Cerchiamo, quindi, di conoscere la vera storia dietro il film.

Roselyn Keo

Roselyn Keo e Samantha Barbash

Tutto inizia con una giovane ragazza, Roselyn Keo, la cui vita non si può di certo definire facile. Figlia di rifugiati cambogiani fuggiti negli Stati Uniti, quando è solo una bambina viene lasciata a casa dei nonni dai genitori, che decidono di partire in cerca di fortuna per non fare più ritorno.
Roselyn non si perde d’animo e fa quello che può per tirare avanti. Lascia presto a scuola, si innamora sempre dei ragazzi sbagliati, a soli diciassette anni inizia a lavorare in un Diner per compensare il reddito dei nonni, che non si può certo definire alto.
Lavora da mattina a seria, i suoi clienti sono in gran parte impiegati del Lace, un locale per soli uomini che si trova nelle vicinanze. Ed è proprio uno di loro che un giorno, dopo aver lasciato una cospicua mancia, dice una cosa che Roselyn ascolta con molta attenzione: “Con quel corpo potresti guadagnare molti più soldi lavorando al Lace“.
La giovane accetta il consiglio. In quel periodo, del resto, gli strip club vengono visti sotto un’ottica diversa: togliersi i vestiti di fronte ad un pubblico non è una cosa degradante, ma un atto per certi versi liberatorio, un’affermazione della propria personalità.
Roselyn, dunque, corre verso il Lace, mente sulla sua età e ottiene un posto mica male, che le permette di ottenere mance che variano dai 500 ai 1000 dollari a notte.
Ma i veri soldi non si trovano lì e lei lo sa bene, proprio per questo nel giro di pochissimo tempo raggiunge Manhattan e inizia a lavorare nel Flash Dancers di Times Square e nell’Hustler Club di Larry Flynt, dove conosce Samantha Barbash.

Samantha Barbash

La Barbash ha trent’anni. C’è chi la definirebbe “troppo vecchia” per quel mestiere ma lei è riuscita comunque a rimanere a galla, coltivando giovani talenti. Prende a cuore la causa di Keo, la presenta a diversi clienti: ragazzi di wall street che vogliono principalmente divertirsi, scaricare la tensione, ma che soprattutto sono disposti a spendere molti, moltissimi soldi.
Stiamo parlando di 100mila dollari a serata, 10mila dollari a testa per ogni ragazza che fa parte della cerchia di Barbash. Mica male.
Il più delle volte si tratta di uomini spostati, viscidi, che trattano le donne come merce. Spillar loro più soldi possibile non è un problema per le ragazze, che non si sentono certo in colpa.

Le strade si dividono, ma solo per breve tempo

Keo, intanto, cerca di investire sul suo futuro. Si iscrive al College, non vuole rimanere bloccata in quell’ambiente per sempre, come la Barbash.
Purtroppo, però, continua ad innamorarsi degli uomini sbagliati e rimane incinta dell’ultimo avanzo di galera che ha scelto come compagno.
Si allontana dal giro ma nel giro di pochissimo tempo, come prevedibile, quella relazione finisce nel peggiore dei modi.
Roselyn si ritrova sola, con una figlia da mantenere. Decide quindi di tornare all’Hustler Club. Ma le cose non sono più come un tempo.
Il crollo dei mercati del 2008 ha lasciato per strada mezza Wall Street e l’altra metà non ha più tanta voglia di frequentare gli strip club.
Oltretutto l’aria che tira nei club non è più quella di un tempo, sembra che ormai tutto sia finito nelle mani di russe e colombiane, che sono bellissime, disinibite, con loro è praticamente impossibile competere.
È in questo contesto che le strade di Keo e Barbash si incrociano di nuovo.

Una scena del film

Il piano

Samantha ha trovato un metodo per arricchirsi in un periodo decisamente difficile per il settore.
Un settore che, in ogni caso, conosce molto bene.
I club hanno bisogno i clienti e lei è in grado di portarli nei locali.
Con gli anni è riuscita a raccogliere molti contatti e regolarmente manda messaggi sexy e foto per capire se i potenziali polli sono in vena di festeggiare.
Non manda sempre la sua foto perché, lo sa, il tempo è passato per lei e molto probabilmente ha esagerato con la chirurgia plastica. Ci sono però le sue ragazze, che sono giovani e bellissime.
Il piano è semplice: attirare il malcapitato di turno, circondarlo di ragazze, ubriacarlo di alcol e attenzioni femminili, infine condurlo in un club complice.
Per ogni strisciata di carta di credito, la Barbash ottiene una percentuale che divide con la sua “banda”.
Certo, il più delle volte le ragazze forzano gli eventi, aggiungendo MDMA e ketamina ai drink dei ricchi gentleman da spennare, ma poco importa.
E se il giorno dopo ci sono lamentele per tutti i soldi spesi la risposta è sempre e solo una:

Ma come, caro, non ricordi? Eri così felice, davi la mancia a tutti…

E dato che stiamo parlando di uomini per la maggior parte sposati, la polemica finisce lì.
È tutto calcolato fino al minimo dettaglio: le ragazze, ad esempio, non possono bere o assumere droga quando sono “in missione”, la Barbash ha insegnato loro a bere e sniffare per finta.

L’arresto di Samantha Barbash

L’armonia presto scompare

Le cose, per un po’ di tempo, procedono nel migliore dei modi. I soldi circolano e sono anche parecchi. Ma gestire una squadra di spogliarelliste, prostitute e ladri si rivela presto complicato.
Del resto, non stiamo parlando di persone particolarmente affidabili.
Perdono i clienti abituali e cominciano a dedicarsi principalmente ad estranei, il cui comportamento è imprevedibile.
Diventano avide e si accaniscono su un poveruomo che si è da poco separato e ha un figlio autistico da mantenere. Gli rubano 17mila dollari tra carta personale e aziendale.
Una volta scoperto l’accaduto lui le implora, rivuole indietro i suoi soldi.
Keo sembra cedere ma la Barbash è irremovibile.
L’uomo perde il suo posto di lavoro e decide, quindi, di rivolgersi al dipartimento di polizia di New York, portando come testimonianza una registrazione in cui un’altra spogliarellista, che ha collaborato con Keo e Barbash in passato, conferma il loro modus operandi.
Partono le indagini, arrivano nuovi testimoni, e nel giro di otto mesi Barbash, Keo, altre due donne e Carmine Vitolo, manager del club RoadHouse vengono arrestati.
Le accuse sono associazione a delinquere, furto aggravato, aggressione e contraffazione ma le donne non si considerano colpevoli.
Hanno fatto qualcosa di sbagliato? Beh, questo è niente in confronto a quello che gli uomini fanno ogni giorno. Facendola sempre franca oltretutto!
Keo e Barbash sono condannate a cinque anni di libertà vigilata. La loro storia, intanto, fa il giro del mondo.

Le Ragazze di Wall Street vede nel cast Jennifer Lopez, Constance Wu (Crazy & Rich), Julia Stiles (la saga di Bourne), Keke Palmer (Berlin Station), Lili Reinhart (Riverdale) e le rapper Lizzo e Cardi B. Con loro anche Mercedes Ruehl (La leggenda del re pescatore), Trace Lysette (Transparent), Mette Towley (Cats) e Madeline Brewer (The Handmaid’s Tale).

La trama

Dopo il successo di Ricomincio da me, Jennifer Lopez torna sul grande schermo affiancata da un cast d’eccezione tutto al femminile. Cardi B, Constance Wu, Lizzo e Lili Reinhart sono un gruppo di spregiudicate spogliarelliste di New York che, guidate da Jennifer Lopez, uniscono le forze per attuare un piano criminale in grande stile: derubare i loro clienti, per la maggior parte ricchi broker di Wall Street.Il film, basato su un’incredibile storia vera raccontata sul New York Magazine e diventata subito virale, è un avvincente mix di umorismo, spettacolo e crime.

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