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Frozen 2: Le voci italiane e i registi a Roma per presentare il film

Frozen 2: Le voci italiane e i registi a Roma per presentare il film

Di Andrea Suatoni

Enrico Brignano e Serena Rossi, rispettivamente voci del simpatico pupazzo di neve Olaf e della principessa Anna di Arendelle, sono tornati in sala doppiaggio per il secondo capitolo di Frozen, felicissimi di avere avuto una nuova occasione di lavorare con Disney; ieri a Roma li abbiamo incontrati insieme a Giuliano Sangiorgi, frontman dei Negramaro che interpreta la versione italiana della splendida Into the Unknown (pronta a mettere in ombra la super hit Let it Go) e a Jennifer Lee e Chris Buck, registi della pellicola (come della precedente), accompagnati dal produttore Peter Del Vecho.

Il gruppo ha risposto alle domande della stampa relative all’attesissimo Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle (la nostra recensione è in arrivo a breve): ecco cosa ci hanno rivelato Enrico Brignano, Serena Rossi, Giuliano Sangiorgi, Jennifer Lee, Chris Buck e Peter Del Vecho sul nuovo classico Disney in arrivo!

Così come il suo predecessore, Frozen 2 mette al centro della scena due donne forti e risolute, capaci di risolvere la situazione contando solamente l’una sull’altra…

Jennifer Lee: Nel mondo reale tutti siamo costretti a risolvere da soli i nostri problemi, ed Elsa ed Anna rispondono autonomamente delle proprie responsabilità così come facciamo – o dovremmo fare – noi. Non mollano mai, non si adagiano su un amore romantico che risolve tutto, lottano per quello in cui credono: penso siano in grado di essere una grande fonte di ispirazione per il pubblico.

Chris Buck: Il cinema è un mezzo potentissimo, e girando questo film sapevamo che avremmo scelto di trattare sarebbero arrivati principalmente ai più giovani. Sono temi che riguardano i nostri figli e le nuove generazioni, ma che insistono su personaggi che il pubblico già conosce: è quindi interessante notare il percorso che hanno fatto, in particolare la maturazione delle due protagoniste. Frozen 2 è come il secondo atto di un musical di Broadway, in cui i personaggi presentati precedentemente vengono approfonditi ed esplorati più a fondo.

In effetti, soprattutto il personaggio di Elsa è diventato un’icona, il suo poster è presente praticamente nelle camerette delle bambine di tutto il mondo: da cosa credete derivi il suo successo?

Peter Del Vecho: Anna ed Elsa non sono affatto perfette, e credo sia per questo che è così semplice empatizzare con loro. L’impressione che volevamo dare è quella di due neolaureate che si apprestano ad intraprendere un nuovo percorso nell’età adulta, fatto di sfide ed ostacoli.

Jennifer Lee: La principale caratteristica di Frozen è che il racconto si focalizza su un amore non romantico, ovvero sul fortissimo legame fra due sorelle che nonostante le difficoltà della vita riescono sempre a capire qual’è la cosa giusta da fare, anche se alcune scelte si rivelano molto difficili. Il loro legame sconfigge qualsiasi paura, è bellissimo che venga preso ad esempio.

Oltre l’amore, sono moltissimi i temi che Frozen 2 affronta…

Chris Buck: Frozen 2 vuole parlare ai giovani di ciò che purtroppo accade ancora nel mondo. La paura del diverso, la guerra fra i popoli, la necessità di salvaguardare l’ambiente e la natura: i nostri sono messaggi dai quali non vuole risultare una predica, bensì la speranza che in futuro si possa riuscire a non commettere gli stessi errori.

Si è parlato molto della possibilità di un amore omosessuale per Elsa: una leggenda nata sul web oppure c’è qualcosa di vero?

Jennifer Lee: Elsa è un personaggio concentrato su aspetti diversi: la questione dei suoi poteri, la responsabilità di un intero regno, l’amore per sua sorella Anna e per la sua nuova famiglia, composta anche da Olaf, Sven e Kristoff. Non c’è ancora spazio nella sua vita per un rapporto sentimentale, di qualunque tipo esso possa essere.

Siete già proiettati verso un terzo capitolo di Frozen?

Chris Buck: Il lungo lavoro relativo a Frozen 2 è appena finito, e siamo molto soddisfatti del risultato: sicuramente ora ci attende una lunga pausa. Non sappiamo ancora se torneremo a raccontare altre avventure di Anna ed Elsa, ma è importante osservare che il film in questione non rimane aperto. Certo, esiste sempre un margine di possibilità sul quale lavorare, ma per ora le due protagoniste hanno terminato ottimamente il loro percorso.

Anna Elsa

Serena ed Enrico, siete tornati a prestare la voce rispettivamente ad Anna e ad Olaf: come avete vissuto questa seconda opportunità che Disney vi ha regalato?

Serena Rossi: Come per il primo Frozen, sono orgogliosa di poter tornare a raccontare la forza e la fragilità di Anna, in un modo nuovo e più profondo di prima. Uno degli aspetti che più ho amato inoltre è lo sguardo sul passato che il film offre, un passato che solo se affrontato può rivelare davvero chi siamo e permetterci di andare avanti.
Lavorando su Frozen 2 mi è venuta voglia di fare un altro figlio, e anche di chiamare mia sorella tutti i giorni. Le emozioni in gioco sono moltissime: in sala doppiaggio ho pianto moltissimo!

Enrico Brignano: Al tempo del provino per il primo Frozen, avevo alle spalle una sola esperienza di doppiaggio: ero scettico riguardo la reale possibilità di essere scelto, soprattutto perché chi avrebbe ascoltato la mia voce era oltreoceano, e non mi conosceva affatto. Quando venni scelto esultai, ma non capii subito la portata emozionale di Frozen, né quanto e come in seguito le emozioni sarebbero cambiate: in quel periodo infatti nacque mia figlia Martina, ed il lavoro per Disney diventò un omaggio a lei. Che adesso cerca le canzoni di Olaf su Youtube per sentire cantare il suo papà all’interno di un film che adora.
Questa seconda chiamata di Disney, ora che lei è cresciuta, è stata quindi ancora più emozionante per me: più di una ipotetica chiamata di un regista famoso per un film a Hollywood.

Giuliano, tu invece sei stato scelto per cantare la versione italiana di Into the Unknown: cosa puoi dirci della tua esperienza?

Giuliano Sangiorgi: Anche per me lavorare in Frozen 2 è stato un atto d’amore verso mia figlia, che ora ha appena un anno ma sarà sicuramente rapita dalla storia di Anna ed Elsa nel prossimo futuro. Ma in realtà in un certo modo per me si è anche trattato di una sorta di “vendetta”: mia nipote mi ha fatto sentire milioni di volte le canzoni del primo Frozen, ma stavolta sarò io che entrerò nelle orecchie di tutti, “massacrando” le orecchie dei fan con la mia voce per gli anni a venire!

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