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For All Mankind, il ritorno dell’ucronia sul piccolo schermo

For All Mankind, il ritorno dell’ucronia sul piccolo schermo

Di Lorenzo Pedrazzi

Tra le serie appena lanciate dalla piattaforma Apple TV+ c’è anche For All Mankind, un drama creato da Ronald D. Moore, Matt Wolpert e Ben Nedivi che parte da una premessa insolita: cosa sarebbe successo se fossero stati i russi, e non gli americani, a conquistare la Luna? Lo show è infatti ambientato in una realtà alternativa dove l’ente spaziale sovietico riesce a far allunare il cosmonauta Alexei Leonov nel 1969, battendo la NASA sul tempo. Gli americani sono scioccati, ma non si arrendono e decidono di continuare a sfidare i rivali: ciò significa che la corsa allo spazio non si conclude nel ’69, ma prosegue anche negli anni successivi.

Al di là della trama in sé, For All Mankind desta un certo interesse perché ripropone un genere molto affascinante della narrativa fantastica, l’ucronia o storia alternativa. Vediamo di cosa si tratta.

Joel Kinnaman in For All Mankind

What if…?

L’idea alla base dell’ucronia è relativamente semplice, ma le sue conseguenze possono rivelarsi alquanto complesse: i racconti ucronici ipotizzano un corso diverso della Storia umana (anche relativa a un singolo popolo o paese) a partire da uno o più eventi decisivi, la cui evoluzione è opposta rispetto a quella reale. Il primo esempio documentato di ucronia è un brano contenuto nell’opera Ab Urbe condita libri CXLII di Tito Livio, dove l’autore immagina la possibilità che Alessandro Magno avesse espanso il regno macedone verso ovest, anziché verso est. Una singola decisione – o un singolo evento – che influenza il corso della Storia, dando luogo a una linea temporale alternativa: questo è il fondamento dell’ucronia.

Il ragionamento si può applicare virtualmente a qualunque snodo storico. In Napoléon et la conquête du monde, 1812 à 1832 – Histoire de la monarchie universelle, ad esempio, Louis Geoffroy immagina cosa sarebbe successo se Napoleone avesse vinto la campagna di Russia; mentre in Storia della Toscana sino al principato, Lorenzo Pignotti ipotizza un ruolo decisivo per Lorenzo il Magnifico nella difesa della penisola italica dalle invasioni straniere, se il signore di Firenze non fosse morto nel 1492.

L’ordine mondiale ne L’uomo dell’alto castello

Considerando l’impatto devastante della Seconda Guerra Mondiale sul XX secolo, e lo sviluppo della narrativa fantastica nello stesso periodo, non c’è da stupirsi che quel particolare conflitto abbia ispirato molte ucronie. La più celebre è L’uomo nell’alto castello di Philip K. Dick (altrimenti noto in Italia come La svastica sul sole), dove il grande scrittore americano mette in scena un mondo assoggettato alle potenze dell’Asse, vincitrici della guerra. Anche Fatherland di Robert Harris immagina uno scenario simile, pur variando alcuni dettagli.

Persino nella letteratura italiana esistono alcuni esempi di questo tipo. I più noti sono Occidente di Mario Farneti e L’inattesa piega degli eventi di Enrico Brizzi, con i relativi sequel o prequel: in entrambi i casi, gli autori immaginano cosa sarebbe successo se l’Italia fascista fosse rimasta neutrale durante il conflitto.

Dr. Manhattan vince la guerra del Vietnam in Watchmen

Tra Watchmen e Tarantino

Anche la narrativa per immagini ha reinterpretato l’ucronia a modo proprio. I film di questo genere non sono tantissimi – forse perché la complessità dell’argomento predilige l’approccio seriale dei fumetti e della televisione – ma si può citare It Happened Here (1965) come uno dei casi più significativi: il lungometraggio di Kevin Brownlow e Andrew Mollo, girato con stile semi-documentaristico, è ambientato in un’Inghilterra occupata dai nazisti. Vale la pena citare anche Delitto di stato di Christopher Menaul, basato su Fatherland, ma i casi più clamorosi – perché inaspettati – sono due film di Quentin Tarantino: sia Bastardi senza gloria sia C’era una volta a Hollywood, infatti, sono assimilabili all’ucronia, poiché mutano radicalmente il corso della Storia attraverso le azioni dei personaggi.

Il fumetto è ricchissimo di esempi significativi, il primo dei quali (per importanza) è Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons: in questo caso, la diffusione dei vigilanti mascherati e la nascita del Dr. Manhattan influenzano la Storia degli Stati Uniti, che prendono una piega fortemente reazionaria, vincono la guerra in Vietnam e rieleggono Nixon per cinque mandati. La stessa DC Comics ha giocato spesso con l’ucronia: basti pensare alla linea Elseworlds, dove le Terre parallele del multiverso ospitano differenti versioni della Storia, con i supereroi al centro delle trame. In Red Son, ad esempio, Superman precipita nell’Unione Sovietica, non negli Stati Uniti, e diviene quindi il campione di Stalin. Dal canto suo, la Marvel si è baloccata con le storie alternative nella testata What If?, dove le vicissitudini dei supereroi prendono strade diverse da quelle narrate nella timeline principale. Il fumetto, peraltro, diventerà una serie animata per Disney+, ambientata in varie incarnazioni alternative del Marvel Cinematic Universe.

Adolf Hitler viene ucciso in Bastardi senza gloria

È proprio il piccolo schermo ad aver ospitato svariati show ucronici. Ne I viaggiatori, andata in onda tra il 1995 e il 2000, un gruppo di personaggi esplora numerosi mondi paralleli scoprendo che in molti di essi la Storia ha avuto un corso differente: c’è una Terra in cui gli Stati Uniti non hanno mai conquistato l’indipendenza dall’impero britannico; una in cui l’Unione Sovietica ha vinto la Guerra Fredda; una in cui i ruoli sociali di uomini e donne sono ribaltati; e così via. Anche nell’universo parallelo di Fringe alcuni eventi si sono svolti in maniera diversa: ad esempio, gli attentati dell’11 settembre 2001 hanno colpito la Casa Bianca e il Pentagono, non le Torri Gemelle.

Un ottimo successo ha riscontrato The Man in the High Castle, tratta dal romanzo di Dick, e quindi ambientata in un mondo dove i nazisti hanno vinto la Seconda Guerra Mondiale. 1983, prima serie originale prodotta da Netflix in Polonia, immagina invece un attentato terroristico che cambia la Storia recente: la cortina di ferro non cade, e nel 2003 la Guerra Fredda è ancora in corso. In 22.11.63, dall’omonimo romanzo di Stephen King, un insegnante di inglese torna indietro nel tempo per impedire l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy, stravolgendo così il percorso degli eventi.

Times Square è nazista in The Man in the High Castle

Insomma, For All Mankind eredita un retaggio lungo e prestigioso, rileggendolo da una prospettiva diversa: a cambiare non è uno snodo violento della Storia (come l’esito di una guerra), bensì una tappa di carattere scientifico, il cui valore politico e morale è però talmente gravoso da influenzare tutto il resto.

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