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21 Bridges, la recensione del thriller con Chadwick Boseman prodotto dai Fratelli Russo

21 Bridges, la recensione del thriller con Chadwick Boseman prodotto dai Fratelli Russo

Di Adriano Ercolani

Andre Davis non ha mai avuto scelta: per lui essere un poliziotto è una questione di DNA. Almeno da quando aveva tredici anni, e suo padre venne assassinato in servizio dopo aver steso due dei tre malviventi con cui si scontrò. E anche Andre i criminali spesso li stende: se c’è da impugnare la pistola e soprattutto usarla, anche per giusta causa, di certo non si tira indietro. Così quando due rapinatori nel tentativo di rubare trenta chili di cocaina compiono una strage di colleghi, è lui a essere messo sulle loro tracce. Ecco allora che parte una caccia all’uomo senza precedenti, in una notte in cui New York non risparmierà ad Andre sangue e sorprese…

Una sceneggiatura che sa perfettamente lavorare sui tempi e sugli spazi

Dopo il notevole Nella tana dei lupi di Christian Gudegast uscito qualche mese fa, ecco un altro solidissimo prodotto di genere destinato ad esaltare gli spettatori. Prodotto dai fratelli Russo e diretto dal regista di serie TV Brian Kirk (Game of Thrones, Boardwalk Empire, Penny Dreadful tra le altre) 21 Bridges sfrutta una sceneggiatura che sa perfettamente lavorare sui tempi e sugli spazi. La necessità di prendere gli assassini in poche ore, l’idea di bloccarli dentro l’isola di Manhattan per poi stanarli, l’uso delle strade di una New York minacciosa e soffocante come non l’avevamo vista da molto tempo, sono la cornice magistralmente assemblata dal regista. In questo scenario preciso e visivamente affascinante si muovono poi personaggi in chiaroscuro che rispettano gli stilemi del genere stesso ma non risultano assolutamente stereotipati, tutt’altro. In particolare il protagonista Andre Davis scena dopo scena sviluppa una psicologia complessa, stratificata, credibile nelle sue scelte che molto spesso vanno controcorrente rispetto a quello che gli altri personaggi si aspettano da lui. In un gioco di specchi piuttosto convincente Andre diventa sia il predatore che il contraltare emotivo dei due rapinatori; i quali adesso sono braccati, e da assassini senza scrupoli pian piano diventano invece esseri umani anche loro sfaccettati, che compiono scelte certamente discutibili ma al tempo stesso anche comprensibili. Col dipanarsi di una trama sempre meno scontata 21 Bridges diventa un thriller in cui il gioco di ombre rende ogni sguardo, ogni frase pronunciata cariche di significati non detti, trasformandosi in un film che strizza l’occhio a capolavori del passato e rende loro omaggio in maniera del tutto funzionale per le sue necessità narrative. Per quanto riguarda il cast di attori di contorno tutti funzionano bene, dalle forze dell’ordine impersonate da Sienna Miller a J.K. Simmons ai criminali Taylor Kitsch e Stephan James. Il protagonista Chadwick Boseman dimostra di avere ancora una certa insicurezza quando deve esprimere i dilemmi morali del suo personaggio, ma che allo stesso tempo abbia presenza scenica da vendere è fuori discussione.

Davvero ottimo cinema

È una gran bella sorpresa 21 Bridges, un poliziesco old-style che mette in scena una storia convincente e figure tutt’altro che eroiche. Personaggi mossi dalla necessità oppure da un codice morale interno, ma che non diventano mai eccessivamente stereotipati e soprattutto non si trasformano in supereroi o “villain” monodimensionali. In 21 Bridges si corre, si spara e si sanguina come succede veramente nelle strade. Davvero ottimo cinema.

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