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The Witcher – Sono stati preferiti gli effetti pratici per lo show Netflix

The Witcher – Sono stati preferiti gli effetti pratici per lo show Netflix

Di Marlen Vazzoler

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Nello speciale di quattro pagine della rivista francese Premiere dedicato a The Witcher, il production designer Andrew Laws e la showrunner Lauren Schmidt Hissrich (ospite a Lucca Comics) hanno parlato della creazione dello show Netflix.

La serie racconta la storia di un cacciatore di mostri, Geralt of Rivia (Henry Cavill), in un mondo brutale dove si parla di razzismo, sessismo, violenza fisica e morale. L’omonima saga letteraria di Andrzej Sapkowski su cui è basata ha dato vita nel 2007 a un videogioco che ha ottenuto successo in tutto il mondo.

Dimenticate il videogioco

Il costumista Tim Aslam spiega che non hanno ripreso nulla dal gioco, perché lo show è un adattamento dei libri:

“Inoltre, alcuni costumi dei giochi non avrebbero lo stesso effetto nella vita reale. Quindi abbiamo perseguito le nostra strada, qualcosa che si adattasse alla scrittura di Lauren”.

Una nuova versione

La Schmidt, che ha incontrato Sapkowski in Polonia nell’aprile del 2018, spiega di aver condiviso con lo scrittore la sua visione della storia prima d’iniziare qualsiasi cosa. L’autore ne è stato felice ed ha dato la sua approvazione.

La sceneggiatrice lo show una terza versione di The Witcher, che si affianca ai romanzi originali e ai giochi:

“L’obiettivo, per me, era ricreare l’anima dei libri, ricreare questi personaggi di cui mi ero innamorata, mentre li mettevo in una nuova struttura coerente, per costruire una storia che avesse un senso. Per creare un’opera che portasse qualcosa di più…
Abbiamo un approccio particolare con The Witcher, penso relativamente inaspettato. Come il fatto che Geralt e Ciri s’incontrino già nella prima stagione… Volevamo dare un nuovo sguardo a questa storia. Tutti gli appassionati saranno soddisfatti, con ogni episodio”.

Non siamo il povero cugino de Il Trono di Spade

Il production designer Andrew Laws spiega:

“Non siamo il povero cugino de Il Trono di Spade e Il Signore degli Anelli. E non un fac-simile. The Witcher ha il suo universo, anche se alcuni elementi sono comuni alle opere citate, ma è perché è il genere.
Hanno permesso al pubblico di comprendere i mondi fantastici, di immaginare universi. Non era davvero il caso prima. Oggi sanno leggere tra le righe, quindi possiamo insinuare, senza necessariamente mostrare tutto… anche se non c’è stata per nulla una mancanza di budget! Netflix ci ha dato [un budget] ampiamente sufficiente! Abbiamo messo in scena alcune sequenze enormi. Siamo stati in grado di dare al nostro show un valore produttivo degno del cinema.”

CGI no grazie

I produttori hanno fatto tutto il possibile per evitare di utilizzare la computer grafica. Per la Schmidt era importante che lo show mantenesse uno stile unico, che non eguagliasse il videogioco.

Laws aggiunge:

“Personalmente, non voglio vedere l’attore recitare davanti a uno schermo verde, mentre parla con una palla verde. Volevamo qualcosa di reale, anche durante le sequenze dei combattimenti. Ora il pubblico sa quando è CGI e può distaccare alcuni spettatori dalla narrazione. E il problema è, se produci una CGI eccellente in una scena, devi mantenere lo stesso livello di qualità in tutte le altre…”

Fonte Reddit

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