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The Witcher: la prima serie del 2002 che (per fortuna…?) nessuno conosce

The Witcher: la prima serie del 2002 che (per fortuna…?) nessuno conosce

Di Andrea Suatoni

Le avventure di Geralt di Rivia, personaggio nato (nel 1990) dai romanzi dello scrittore polacco Andrzej Sapkowski e reso celebre dalla famosa saga di videogiochi The Witcher, stanno per arrivare su Netflix: l’annuncio ufficiale riguardante la data di uscita della serie The Witcher verrà probabilmente comunicato durante le giornate del Lucca Comics, iniziato proprio i questi giorni, ma in realtà lo show di Netflix non è il primo ad aver tentato una trasposizione televisiva dell’universo creato da Sapkowski.

Nel 2002 infatti, a seguito di un film uscito l’anno precedente proprio (pare) per presentarla, arrivava sui teleschermi polacchi Wiedzmin, maldestro tentativo di portare in tv, ben 5 anni prima dell’arrivo del primo videogioco della saga, i personaggi legati alle vicende di Geralt di Rivia.

IL PRIMO WITCHER

Nel 2001, mentre un 18enne Henry Cavill, che interpreterà Geralt di Rivia nello show prodotto da Netflix, muoveva i primissimi passi nel mondo dello spettacolo impegnato sul set del film Montecristo, in polonia l’attore Michal Zebrowski dava vita alla prima incarnazione dello “strigo”, risultando in realtà anche abbastanza fisicamente azzeccato per il ruolo… nonostante una recitazione di livello davvero molto basso.

In Wiedzmin il concetto del cacciatore di mostri, lo witcher, addestratofin dall’infanzia a combattere pericolosissimi esseri al costo della propria umanità, è sostanzialmente rispettato rispetto ai romanzi, anche se i puristi hanno fin da subito notato alcuni cambiamenti non del tutto comprensibili da parte della produzione: ad esempio, il carattere stranamente burbero del protagonista, o delle differenze rispetto ai nomi ed ai poteri dei “segni” di Geralt (ovvero la modalità in cui il witcher esercita la magia).

Accanto a Geralt, nella serie appaiono anche diversi importanti personaggi della saga del witcher: Ciri in primis, coprotagonista di Geralt nei romanzi ed importantissimo personaggio anche del videogame The Witcher 3 (e che sarà presente anche nella serie Netflix, interpretata da Freya Allan), ma anche Yennefer, uno dei principali interessi amorosi del protagonista, o il suo mentore Vesemir, che nella serie del 2002 è il personaggio che subisce il cambiamento più inspiegabile: diventa qui infatti un druido, mentre il ruolo che di fatto nella storia originale riveste il suo personaggio viene affidato ad un vecchio witcher assolutamente inedito.

Sembra che Netflix abbia contattato Zebrowski (oggi 47enne) per affidargli un ruolo, probabilmente un cameo, nella sua serie The Witcher: ma l’attore ha confessato ai tabloid polacchi di aver mancato la deadline per l’invio di un proprio provino alla produzione e di esserne per questo stato escluso. In ogni caso, Netflix non ha confermato il fatto.

I PROBLEMI DELLA SERIE

Prima della serie arrivò nelle sale inspiegabilmente un film, composto da spezzoni dello show (già girato ma mai andato in onda), legati insieme senza una reale coerenza: pare si trattasse di un insieme di scene scartate dalla serie, arrivata poi in tv un anno dopo, che per chissà quale ragione fu pubblicizzato come apripista dello show pur non raccontando alcuna storia legata alle – in realtà difficilmente individuabili anch’esse – trame di quest’ultimo.

Volendo paragonare la serie in questione ad alcuni prodotti dell’epoca, i primi efficaci esempi cui avvicinare Wiedzmin sono gli iconici show Hercules e Xena: The Warrior Princess. Mentre però questi ultimi sono apparsi fin dagli esordi ben consci delle loro possibilità e dei propri limiti (soprattutto di budget), arrivando a non prendersi troppo sul serio in alcuni casi o ad insistere su aspetti più profondi ed interessanti del racconto (come la lunga e velata storia d’amore fra Xena ed Olimpia, ad esempio), la serie su Geralt del 2002 sembra volersi prendere fin troppo sul serio, arrivando in più di un’occasione a risultare ridicola.

A fronte di tali toni seriosi, una realizzazione che smorzava sul nascere qualsivoglia velleità artistica: ad una recitazione non eccezionale, come sopra accennato, si aggiungono anche costumi poco curati, ambientazioni arrangiate alla buona ed effetti speciali risibili (in effetti, il paragone con Xena ed Hercules di cui sopra è particolarmente calzante per darne una chiara idea). Anche il comparto strettamente tecnico, dalla fotografia alla regia, in varie occasioni si rivela assolutamente carente, ma ciò che è impossibile non notare fin dal primo episodio è l’assoluta mancanza di una coerenza interna alla trama, o per meglio dire l’assoluta mancanza di una trama coerente: dialoghi senza alcun senso, pesanti errori di narrazione, plot hole come se piovesse.
A completare il tutto, delle scene d’azione (fin troppe…) totalmente caotiche e quasi disturbanti nella loro ingenuità e carenza coreografica e scenografica.

Uno sfacelo totale quindi? La parola all’autore dei libri, Andrew Sapkowski: intervistato per dare il suo parere su Wiedzmin nel 2003 si espresse in questo modo:

C’è una sola parola che posso usare. E quella parola è “Indecente”.

Di seguito, il trailer di Wiedzmin:

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The Witcher: La sinossi ufficiale

Ispirata al best-seller fantasy, The Witcher è una fiaba epica. Geralt di Rivia, un solitario cacciatore di mostri, lotta per trovare il suo posto in un mondo in cui le persone spesso si dimostrano più malvagie delle bestie. Ma quando il destino lo spinge verso una potente strega e una giovane principessa con un pericoloso segreto, i tre devono imparare a convivere per affrontare insieme un viaggio.

The Witcher: Il cast della serie Netflix

Nel cast della serie figurano anche Anya Chalotra (Yennefer), MyAnna Buring (Tissaia), Mimi Ndiweni (Fringilla), Therica Wilson-Read (Sabrina) e Millie Brady (la principessa Renfri). Con loro anche Anna Shaffer (Triss Marigold) Freya Allan (Ciri, la principessa di Cintra), Jodhi May e Björn Hlynur Haraldsson (la regina Calanthe e suo marito, il cavaliere Eist), Adam Levy (il druido Mousesack), Eamon Farren (Cahir), Joey Batey (Jaskier), Lars Mikkelsen (Stregobor), Royce Pierreson (Istredd), Maciej Musia (Sir Lazlo) e Wilson Radjou-Pujalte (Dara).

The Witcher: I registi

The Witcher è composta da otto episodi. Alik Sakharov (House of Cards, Game of Thrones) ne ha diretti quattro, mentre Alex Garcia Lopez (Marvel’s Luke Cage, Fear The Walking Dead) e Charlotte Brändström (Outlander, Counterpart) ne hanno diretti due ciascuno; Sean Daniel e Tomek Baginski e Jarek Sawko della Platige Image partecipano come produttori.

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