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The Lighthouse – Un gabbiano al centro del nuovo poster

The Lighthouse – Un gabbiano al centro del nuovo poster

Di Lorenzo Pedrazzi

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A24 ha pubblicato il nuovo poster di The Lighthouse, secondo lungometraggio diretto da Robert Eggers dopo l’ottimo The VVitch, presentato allo scorso Festival di Cannes.

La locandina ritrae un gabbiano senza gli occhi, probabilmente impagliato. Come sappiamo, al centro di questo horror psicologico troviamo Willem Dafoe e Robert Pattinson, guardiani del faro su una minuscola isola al largo delle coste del New England, nel 1890. La convivenza forzata e l’isolamento danno luogo a un incubo alienante, peraltro girato in bianco e nero con un formato 1.19:1, che rende il tutto ancor più claustrofobico.

The Lighthouse è in uscita oggi a New York e Los Angeles. La distribuzione internazionale è curata da Focus Features, ma non c’è ancora una data di uscita italiana.

Il poster

The Lighthouse

GUARDA ANCHE:

Il secondo trailer di The Lighthouse

Il primo trailer di The Lighthouse

La sceneggiatura

Il copione di The Lighthouse è opera di Robert Eggers e di suo fratello Max Eggers.

Dal linguaggio alla costruzione del faro

In occasione dell’anteprima alla Quinzaine des Réalisateurs, durante il Festival di Cannes, il regista ha fornito qualche dettaglio sulla lavorazione del film:

Abbiamo costruito tutti gli edifici che vedete nel film, e abbiamo girato sulla punta nord della Nuova Scozia, su un’isola rocciosa vulcanica. Abbiamo costruito un faro funzionante da 70 piedi la cui luce poteva essere vista a 16 miglia di distanza. Era un posto davvero spietato, e il vento era implacabile. Senza gli elementi naturali, non sarebbe stato credibile. Avevamo macchine eoliche, ma la maggior parte [del vento] era vero.

Per quanto riguarda il formato:

Ho girato in bianco e nero su 35mm. È molto tattile; puoi vedere tutti i pori dei volti degli attori. Il formato quadrato è stato ottimo per le riprese dei fari, e abbiamo realizzato una lente speciale per creare i primi film cromatici.

Infine, a proposito del linguaggio:

Per il linguaggio, io e mio fratello abbiamo letto molti testi d’epoca per assorbire l’atmosfera di come la gente parlava. Ovviamente Moby Dick è ottima letteratura, e la lingua di Melville ha avuto un’influenza sul film. Il dialetto di Willem è quello di un contadino del Mainem e quello di Robert il dialetto di un marinaio. Avevamo un libro di storie di Sarah Orne Jewett che erano state trascritte usando i dialetti, ed è stata una fonte importante per noi.

Fonte: JoBlo

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