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THE DOC(MANHATTAN) IS IN – UFO

THE DOC(MANHATTAN) IS IN – UFO

Di DocManhattan

Gerry e Sylvia Anderson questa cosa dell’organizzazione segreta che combatte per il bene comune, come la SHADO di UFO, se la stavano portando dietro da anni. Prima c’erano state le marionette, le serie in Supermarionation che ancora oggi fanno impazzire americani e giapponesi: i Thunderbirds, certo, ma anche Supercar (1961), Fireball XL5, StingrayCaptain Scarlet and the Mysterons, Joe 90. L’ultimo show per ragazzi a cui i coniugi Anderson si sono dedicati, però, The Secret Service, che mescolava marionette e riprese dal vivo, non è andato bene, è stato cancellato e Gerry Anderson ha accolto la notizia… con gioia. Finalmente avrebbe potuto mettere da parte le marionette e lavorare con degli attori veri. Quelli in grado “di parlare! Di camminare! Di raccogliere gli oggetti!”. Siamo agli sgoccioli degli anni 60 e gli propongono di realizzare un film di fantascienza live action. È l’alba – e sarà il serbatoio del riciclo furibondo – di UFO.

ufo serie tv 1

IL DOPPIO E L’OMBRA

Il film si intitola Doppelgänger nel natio Regno Unito, e diventa Journey to the Far Side of the Sun in America e Doppia immagine nello spazio qui in Italia. Alla regia c’è Robert Parrish, premio Oscar nel ’48 per il montaggio di Anima e corpo. Questa storia di un pianeta gemello della Terra rimasto a lungo nascosto non convince però né i dirigenti Universal, che lo tengono parcheggiato per oltre un anno, né il pubblico, visto che si rivela un discreto flop. Ma sono le prove generali per gli Anderson per quello che verrà dopo: UFO e Spazio 1999. Lew Grade, che con la sua ITC Entertainment è il produttore degli Anderson, convince Gerry e Sylvia a creare una serie TV legata al tema degli UFO, che impazza in tutto il pianeta. Praticamente le stesse dinamiche che spingono la Toei e la società di Go Nagai a dar vita qualche anno dopo a Goldrake, declinando nel campo dei robottoni il tema degli oggetti volanti non identificati. Per giocare su quel tema lì, si pensa di chiamare la solita agenzia supersegreta alla Anderson, dotata di tecnologia avveniristica nella sua base segreta, UFoeDO, acronimo di Unidentified Foe Defence Organisation. Poi si opta per un più eufonico SHADO (Supreme Headquarters Alien Defence Organisation), il cui simbolo, un uomo che proietta al suolo la sua ombra, è basato sul gioco di parole con “shadow”.

STRAKER E LA MAMMA DEL DOTTOR STRANGE

Non è una serie pensata per un pubblico di bambini come quelle del ciclo Supermarionation, UFO, perché gli Anderson e la produzione decidono di puntare a un target più adulto, sia per il look dei personaggi, sia per alcune tematiche affrontate durante la sfida tra SHADO e gli invasori extraterrestri senza nome e di provenienza ignota, nel lontano futuro degli anni 80. Si parla di droga, di traffico di organi, di matrimoni in frantumi, di coppie diaboliche di amanti, in UFO; così come dei problemi personali di questi eroici agenti segreti, che aiutano anche a diminuire la dose di azione e fantascienza e a risparmiare sul budget. E il tutto è coperto da un velo di erotismo, soprattutto per gli avvenenti personaggi femminili. Alcuni dei protagonisti vengono dai lavori precedenti degli Anderson: il colonnello Edward “Ed” Straker è Ed Bishop, gli altri sono attori britannici come Gabrielle Drake (tenente Gay Ellis), George Sewell, Michael Billington (che in seguito avrebbe fatto da riserva a Roger Moore per i suoi 007), Grant Taylor, Dolores Mantez, Wanda Ventham, la madre di Benedict Cumberbatch.

Molti attori, come Gabrielle Drake, vanno via nel bel mezzo della serie, a causa di uno stop alla produzione che si protrae per cinque mesi, a causa del fallimento degli MGM-British Studios e il trasferimento della baracca (stavolta senza burattini) ai Pinewood Studios. Con il risultato che solo Ed Bishop appare in tutti gli episodi. La serie ricicla, dicevamo, oggetti di scena e attori di Doppelgänger (Bishop, Sewell, Vladek Sheybal…) e viene ricordata oggi soprattutto per le uniformi utilizzate su Base Luna. Ma perché le donne della base se ne vanno in giro con minigonne argentate, tutine aderenti e parrucche viola? Ok l’elemento sexy, ma le parrucche da cubista?

PARRUCCHE E TRUCCO, MA NON PARRUCCO

Se nell’immaginare il look di un decennio nel futuro, cioè degli anni 80, Sylvia Anderson s’inventa questi costumi da notte disco forsennata di una banda di cosplayer a una fiera di fumetti, è essenzialmente per due ragioni. Una stilistica e l’altra decisamente più pratica. Le parrucche colorate, insieme al trucco vistoso e a quegli abitini argentati (o alle tute a rete da ballerino della Carrà) davano un aspetto futuristico alla serie, ma evitavano anche tempi e costi del parrucco del personale femminile della Base Luna in ogni scena. Non c’era neanche da ripettinare le attrici come nelle puntate precedenti: si calava in testa una parrucca e via. All’interno della storia, la cosa veniva implicitamente spiegata con un concetto molto anni 80 di uniforme su una stazione lunare, perché quando il tenente Ellis o altri personaggi raggiungono la Terra, in un paio di occasioni, non si portano dietro le parrucche. Tutto il resto viene realizzato in una tale economia che non ci sono mai più di due alieni contemporaneamente sullo schermo, in tutta la serie. Un’economia che non impedisce comunque ai modellini creati dal solito Derek Meddings e dal suo team, quelle astronavi e quei veicoli terrestri di SHADO, di sembrare ancora oggi splendidi.

GLI SVIZZERI, GOLDRAKE E MONTAGNANI

La prima delle 26 puntate di UFO va in onda in UK il 16 settembre del 1970 e arriva l’anno dopo negli USA in syndication. L’ora di programmazione cambia più volte, su entrambe le sponde dell’Atlantico, perché il background degli Anderson porta i canali televisivi a considerare UFO un’altra serie per bambini, più che il precursore della risposta europea a Star Trek che sarà Spazio 1999. In Italia la serie arriva in un primo momento… attraverso la Svizzera. La Televisione svizzera di lingua italiana inizia infatti a trasmettere UFO nel 1970, cambiandole il titolo in Minaccia dallo spazio; nell’ottobre del  ’71, Straker e gli altri arrivano sulla RAI, con il nome originale dello show. Nel corso degli anni la serie verrà replicata dalla RAI e da varie reti private, come TMC2 a fine anni 90. Un assaggio di quelle parrucche colorate della SHADO, invece, gli italiani lo ottengono grazie ad alcuni film di montaggio della serie nel ’73, realizzati accorpandone alcuni episodi: pellicole come UFO – Allarme rosso… attacco alla Terra! e UFO – Distruggete Base Luna. La prima venne pubblicizzata come “un grande film a colori che non vedrete mai in TV”, visto che la RAI trasmetteva ancora in bianco e nero. Tra i doppiatori nostrani di UFO, Romano Malaspina (Actarus di Goldrake), Oreste Lionello e Renzo Montagnani.

VERSO LO SPAZIO, CON TUTTA LA LUNA

Nonostante il budget risicato e il livello qualitativo altalenante dovuto soprattutto allo stop nella produzione, l’influenza della serie, soprattutto sull’immaginario britannico, è enorme, e porterà agli sviluppi più vari. Per dirne una, se siete appassionati della serie di videogame strategici X-COM, nata nel’94 con UFO: Enemy Unknown, sappiate che una delle principali fonti d’ispirazione del suo creatore, Julian Gollop, è stata proprio la serie TV UFO. Ma soprattutto, senza UFO non ci sarebbe mai stato quello che è venuto dopo. Quando la SHADO sbarca negli USA, la ITC chiede ad Anderson di sviluppare una seconda serie di UFO, perché gli ascolti in America vanno bene, e di concentrarsi sull’ambientazione lunare, perché agli spettatori piace di più di quella terrestre. Ma poi gli ascolti crollano e il progetto UFO stagione 2 viene accantonato: Anderson non si perde d’animo e trasforma quanto già fatto o in cantiere nella storia dell’equipaggio di una base lunare spedita nel cosmo con tutta la Luna. Una serie che si sarebbe intitolata Spazio 1999

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