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Superman IV (FantaDoc)

Superman IV (FantaDoc)

Di DocManhattan

C’è una ragione precisa se in FantaDoc cominciamo ad occuparci dei film di Superman partendo da Superman IV, quello in assoluto più sfigato e improponibile. Ed è il grande fascino che esercitano un po’ su tutti – tranne per i produttori che ci hanno perso un sacco di soldi, chiaro – le storie delle pellicole nate male e venute su peggio. Quella di Superman IV affonda le proprie radici nei risultati insoddisfacenti, qualche anno prima, del suo predecessore. Nel 1983, Superman III, altrimenti noto come “Il Superman con Richard Pryor” recupera i soldi spesi per girarlo, ma viene disintegrato dalla critica e dal pubblico, che non ne apprezza i toni da commedia e se la prende soprattutto con il regista, il Richard Lester di A Hard Day’s Night sui Beatles. I fasti e gli incassi dei primi due Superman sono lontanissimi.

Superman IV

SUPERROCKYMAN IV

Dopo il flop dello spin-off Supergirl, i produttori Alexander Salkind e suo figlio Ilya decidono di cedere i diritti cinematografici di Superman a due cugini israeliani, Menahem Golan e Yoram Globu. Golan e Globus hanno comprato qualche anno prima per 500mila dollari la Cannon Films e si sono specializzati nel mandare in produzione progetti rimasti incagliati sul fondo di qualche barile lì a Hollywood. Rimettere in pista il Superman del grande schermo, però, voleva dire convincere Christopher Reeve a indossare nuovamente tuta, mutandoni e mantello, e l’unico modo per riuscirci era accettare la sua proposta per la storia di Superman IV. Reeve ha infatti nel cassetto questo soggetto sul disarmo nucleare, a cui Superman dà una decisa accelerata spinto dalla lettera di uno scolaro preoccupato dal confronto a distanza tra USA e Unione Sovietica. Se le prime spallate alla Guerra Fredda erano stati qualche mese prima i cazzotti di Rocky a Ivan Drago in Rocky IV, insomma, Superman IV avrebbe completato l’opera, facendo smantellare a un alieno gli arsenali nucleari delle due superpotenze.

Reeve vuole un film divertente, ma che non sia una parodia del super-eroe di Metropolis come lo è stata Superman III, e racconta al Los Angeles Times che “si considera una persona di sinistra” che crede nel disarmo nucleare e che quando la Cannon gli ha proposto di tornare ad essere Superman, ha pensato che l’eroe potesse affrontare questa volta “problemi reali”. Il film si intitolerà, ovviamente, Superman IV: The Quest for Peace. Lo spunto di Reeve viene infiocchettato dagli sceneggiatori Lawrence Konner e Mark Rosenthal, e la regia è affidata al canadese Sidney J. Furie, che viene da uno degli action-cult-tamarri per antonomasia, L’Aquila d’acciaio (Iron Eagle). Tutto è pronto, se togliamo il fatto che, sostanzialmente, non ci sono soldi a sufficienza per girarlo.

Superman IV uomo nucleare

L’UOMO NUCLEARE E L’UPGRADE INVISIBILE

La Cannon fa tornare in scena Gene Hackman (Lex Luthor), a cui affianca il nipote Lenny (Jon Cryer, nelle vesti e sotto la cresta di un ragazzo problematico che si veste malissimo e gioca con il Nintendo), Marc McClure (che come Jimmy Olsen è stato l’unico attore ad apparire in tutti e quattro i Superman di Reeve più Supergirl), Margot Kidder (Lois Lane) e Jackie Cooper (Perry White). La new entry è Sam Wanamaker, nei panni di un magnate che rileva il Daily Planet e silura Perry, rimpiazzandolo con sua figlia Lacy (Mariel Hemingway). Nuclear Man, il cattivo supercampy vestito da ballerino di Fantastico e figlio di un capello di Superman e di un missile, è interpretato dal gigantesco Mark Pillow, ma con la voce di Hackman. Pillow era in realtà la seconda versione dell’Uomo Nucleare, perché nel film appariva prima un’incarnazione più mostruosa interpretata da Clive Mantle, che veniva distrutta rapidamente da Superman. Il che portava Lex Luthor a creare un Uomo Nucleare 2.0: l’unico che oggi si vede nel film, perché le sequenze con Clive Mantle (Alien³, Jon Umber de Il Trono di Spade) sono state tagliate in fase di montaggio.

IL PICCIONE INGLESE

Superman IV viene girato interamente nei pressi di Londra, nella città di Milton Keynes. La produzione sostiene di voler girare in Inghilterra “per rispettare la tradizione” iniziata con il primo Superman di Richard Donner ai Pinewood Studios, ma in realtà si guarda ai costi, cercando di tagliare ogni singola spesa, perché il budget è risicatissimo. Non sono previste riprese aggiuntive negli USA, fatta eccezione per un po’ di girato dei grattacieli affidato a una seconda unità e da usare come sfondo durante le scene di volo. Nel 1999, nella sua autobiografia Still Me, Reeve racconta che la Cannon Films aveva ai tempi quasi trenta progetti in cantiere, e Superman IV era solo uno dei tanti. Le differenze rispetto ai primi film erano enormi, e la scena ambientata nella 42a strada di New York, quando Superman raggiunge il Palazzo di vetro delle Nazioni Unite, non avevano i soldi per girarla davvero lì, come si sarebbe fatto in ogni produzione degna di questo nome. Perciò hanno dovuto realizzarla in “una zona industriale in Inghilterra, con al massimo un centinaio di comparse, neanche una macchina in giro e una dozzina di piccioni per creare l’atmosfera”. La storia, per Reeve, era brillante (ehr…), ma non c’erano semplicemente i mezzi per cavarne qualcosa di decente. Lo sceneggiatore Mark Rosenthal dirà anni dopo che la produzione contava ogni singolo centesimo. Superman III era costato 39 milioni di dollari; il primo Superman, 55 milioni del 1978. Otto anni più tardi, per girare Superman IV ne vengono spesi in tutto 17.

Superman IV Mariel Hemingway

“SUPERMAN ANNOIA E NON FA L’AMORE”

Prima dell’uscita del film, John Cryer è al settimo cielo. Il Duckie di Bella in rosa si è divertito sul set, nonostante i fondi da sagra di paese, ed è stato per lui uno sballo lavorare con Gene Hackman e con Christopher Reeve. Proprio Reeve gli dice però di prepararsi al peggio, perché il film sarà “terribile”. Lo stesso Cryer nel 2012 in un Q&A sulla CNN spiega che in pratica, prima della fine delle riprese, erano finiti i soldi, perciò il film è stato assemblato male e molte scene che nel copione avevano un senso, una volta arrivate sullo schermo, beh, non ce l’avevano più. Tante altre, come quelle sul primo Uomo Nucleare, sono rimaste sul pavimento della sala di montaggio. Superman IV arriva in sala il 24 luglio del 1987 e viene disintegrato dalla critica USA. Il quotidiano La Stampa riassume il 2 agosto gli sbadigli dei critici americani in un articolo intitolato “Superman numero quattro annoia e non fa l’amore”. Il New York Post ribattezza il film “Supernoia”; il New York Times scrive che “è ormai tempo di far atterrare questo eroe”. Gli effetti speciali vengono presi a pernacchie e il fatto che non ci siano notti d’amore con Lois Lane pare turbare un sacco di gente.

SUPERMAN RINASCE, SOLO CHE NO

Superman IV incassa solo 15 milioni e mezzo (69° film dell’anno negli USA, un gradino sotto Over the Top con Stallone), meno di quanto è costato, e il franchise rimarrà parcheggiato a Hollywood per ben diciannove anni, fino al Superman Returns di Bryan Singer, nel 2006. Superman ha infine beccato la sua kryptonite cinematografica. Dopo il flop di Superman IV, i diritti tornano ai Salkind e poi alla Warner. Si parla di una nuova pellicola, Superman Reborn, perché nel ’93 la saga fumettistica della Morte di Superman è sulla bocca di tutti. Viene ingaggiato Jonathan Lemkin per scrivere un copione sullo scontro con Doomsday, ma non se ne fa nulla, anche per il grave incidente capitato al povero Reeve nel ’95. La strada che porterà al film di Synger è lunga, e costellata di progetti abortiti legati a nomi celebri: da Kevin Smith (“Superman Lives”) a… sì, Nicolas Cage. Ma di quello parliamo un’altra volta…

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