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Paris Manga – Giles Matthey parla di The Boys, Le Mans ’66, Robin Williams e Once Upon a Time

Paris Manga – Giles Matthey parla di The Boys, Le Mans ’66, Robin Williams e Once Upon a Time

Di Marlen Vazzoler

Nel corso del Paris Manga ho avuto il piacere di fare una breve chiacchierata con Giles Matthey, l’attore britannico di origini australiane ora trapiantato in America. Il suo primo ruolo è stato nella serie The Good Wife, l’anno dopo ha ottenuto la parte della fata Claude Crane in True Blood, dove ha acquistato notorietà.

Negli anni ha partecipato a show di successo come 24: Live Another Day, NCIS e Once Upon a Time, in quest’ultimo ha vestito i panni di Gideon, il figlio di Belle e Rumplestiltskin.

Ho letto che hai avuto un’audizione assurda per True Blood. Da allora hai avuto altre esperienze simili, o è ancora quella più pazza?

Oh ne ho avute molte pazze. Ma quella è stata particolarmente importante, perché diciamo che ha dato inizio alla mia carriera. Ma si.. Ne ho un’altra. Ho fatto un’audizione per interpretare un francese in, non ho ottenuto il ruolo ma, era per uno show che è uscito adesso basato su un fumetto. Si chiama… penso che si chiami The Boys.

Si The Boys, di Amazon.

Le disavventure in The Boys e in Le Mans ’66

E c’è un personaggio chiamato Frenchie. Sono entrato nella stanza. È un trafficante di armi, vende armi. Ho pensato ‘Devo dargli molta vita, devo fare qualcosa’. Avevo molti oggetti di scena. Mi son portato dietro un treppiedi, mi dispiace tanto è così imbarazzante, ed ho preteso che fosse un fucile per pulirlo e cose simili. Il tipo è un po’ pazzo, così durante l’audizione mi sono tolto la camicia ed ho detto che faceva troppo caldo. Stavo pulendo il treppiedi, con una sigaretta sopra l’orecchio, pretendevo di fumare mentre lo pulivo.

Volevo far finta di avere anche delle droghe, avevo degli smarties ed ho usato quelli. È stato davvero divertente e avevo anche delle cuffie. La gente mi guardava mentre ascoltavo la mia musica, fumavo mentre assumevo droghe e pulivo un treppiedi. Questo forse è il motivo per cui non ho ottenuto il ruolo. Ma è stato divertente. Ho pensato ‘Fallo e basta’.

Inoltre mi sono accadute delle cose pazzesche sui set mentre lavoravo. Recentemente, ho avuto un piccolo ruolo in un film su Ford vs Ferrari con Matt Damon e Christian Bale.
Avevo quasi finito e la mia scena è con Matt Damon, ero così felice, è così gentile. Ad ogni modo, abbiamo finito tutte le cose che dovevo fare, tranne una scena, in cui dovevo camminare e dire ‘Ciao’.

Torno nella mia roulotte ed ho un dolore lancinante alla schiena. Mi chiedo ‘Che cos’è?’. Prima di rendermene conto sto vomitando nel cestino della spazzatura, sto urlando dal dolore. Sono dovuto andare via in ambulanza, avevo dei calcoli renali. È stato orrendo. C’è sempre una persona in un progetto, televisivo o cinematografico, che finisce all’ospedale e quella volta sono stato io.

La cosa più dolorosa. Ad ogni modo sono tornato e l’ho finito. Ma è stato folle visto che erano solo tre giorni e nel giorno che stavo girando ho avuto i calcoli renali.

Hai lavorato a degli show molto famosi: True Blood, Once Upon a Time, NCIS, 24. Ci puoi parlare un po’ della tua esperienza? Perché entri a far parte del cast sempre a uno stadio molto avanzato…

Si l’ho notato anch’io! [Ride]. Ogni show è diverso, ogni show ha una sua atmosfera. Non sono solo le persone ma dipende anche dal tipo di show. Once Upon a Time era molto orientato alla famiglia. Tutti erano lì, tutti erano molto gentili, molto carini, accoglienti. Era come uno show Disney, ti sentivi bene a tuo agio.

Mentre una cosa come 24 era molto severo, rigido, rapido. Era un po’ spaventoso. Mentre NCIS era un po’ come 24 ma più veloce e divertente. Sono tutti divertenti ma ci sono degli show che sono più divertenti di altri. True Blood era un misto: era pauroso, davvero divertente e magico.

Nel caso di True Blood non conoscevi la serie prima dell’audizione, nel caso degli altri avevi visto qualcosa?

Non guardo molta televisione. Avevo visto qualche episodio di 24, sapevo che cosa fosse. Once Upon a Time non ne avevo idea e non sapevo nulla. Non conoscevo nemmeno le favole. Ma quando ho ottenuto il ruolo mi hanno detto: ‘Interpreterai il figlio di Robert Carlyle.’ Ero molto felice perché sono cresciuto guardando i suoi film. ‘Robert Carlyle, oh incredibile’ ma non ne avevo idea.
Non conosco molte serie televisive e credo che questo sia un bene. Altrimenti cominci a copiare quello che pensi che dovrebbe essere, e dovresti metterci del tuo nel ruolo, altrimenti stai solo copiando.

Mentre stavi facendo Boulevard, dove hai lavorato con Robin Williams, gli hai chiesto di scriverti una lettera per la tua Green Card. È stato durante o dopo il progetto e perché proprio a lui?

Avevo uno spaventoso avvocato per l’immigrazione, che mi ha detto: ‘Tu non avrai una green card a meno che tu non vinca un Oscar’. Ed io ero ‘Non so se vincerò un Oscar, wow’. ‘Procurati delle lettere, voglio che ti procuri molte lettere, i nomi più importanti, le star più importanti con cui lavori, fagliela scrivere’.
Mi sono sempre ricordato di questo.

Mentre ho lavorato con Robin, era un uomo così gentile, una persona così squisita, mi ricordo di aver pensato: ‘Dopo aver lavorato con lui glielo chiederò, perché spero che mi rispetterà come attore. E avrà un’idea di chi sono dopo aver lavorato con lui’. Ho aspettato un paio di settimane dopo le riprese, ed ho provato a mettermi in contatto. Fortunatamente conoscevo sua figlia, così le ho chiesto: ‘Puoi chiedere a tuo padre se se la sente di firmarla, solo se si sente a suo agio. Non c’è nessun problema se non vuole. Ed ha scritto una lettera bellissima. Ha scritto una lettera bellissima. È stata una cosa enorme.

Hai lavorato in molti progetti, quale co-star ricordi come la più piacevole?

Assolutamente Once Upon a Time. OUAT con Emily che è qui, Robert Carlyle e Jaime Murray, che era la Fata Nera in OUAT. Ci adoravamo, è stato così divertente. Eravamo una piccola famiglia.

La pressione era enorme sia per questo ruolo che True Blood, come ti sei gestito con i fan e le loro aspettative, e tutta la segretezza che li circondava?

Credo sia importante non lasciarsi trasportare, perché quando cominci a pensare come un fan toglierai qualcosa dalla tua interpretazione. Fortunatamente non guardo molta tv così di solito non sono un fan. Sono un fan degli attori ma molto spesso non sono un fan degli show e penso che questo possa essere d’aiuto. Puoi essere un fan delle persone con cui lavori ma se ci credi [di essere famoso], io non ci credo. È un po’ come con la stampa, è così ciclico. Delle volte sei in auge e sei ‘Yeahhh’ e altre volte no e sei ‘Beh non ho lavorato da un po”. Quindi non ci credo, davvero non credo [di essere famoso]. Cerco di non lasciarmi trascinare, è importante rimanere chi sei, come persona, e non credere di essere famoso. Perché perdi qualcosa come attore, perdi te stesso.

Dato che sei un grande fan di Carlyle, come è stato incontrarlo sul set? Ti è stato difficile concentrarti?

Non è stato difficile concentrarmi, è stato spaventoso incontrarlo perché l’ho visto arrabbiato in questi film. Stavo pensando: se commetterò degli errori potrebbe essere così. L’ultima cosa che vuoi fare, come con Robin Williams, o Ashton Kutcher, le grandi star, vuoi dimostrare che sei degno, che sei in grado di farlo e che sei in grado di tener testa a queste persone.
Così ho voluto essere il più possibile preparato. L’idea d’incontrarlo e di lavorare con lui è stata la cosa più spaventosa. Perché quando l’ho incontrato è stato gentilissimo, un amore, un tenerone, un uomo dolce e adorabile.
L’idea versus la realtà è diversa.

Come ti sei preparato per il tuo ruolo in OUAT?

Non ho guardato molto. Non conoscevo OUAT, la magia e tutte quelle cose. Quindi ho chiesto agli showrunner tutte quelle cose legate alla magia ma a parte questo, mi sono preparato com per qualsiasi altro ruolo. Cercare di scoprire il più possibile sul tuo personaggio, apprendere il suo passsato, la sua storia. È lo stesso modo, non ci sono differenze.

Il mese scorso, credo, è uscito un tuo film intitolato Ambition. Ce ne puoi parlare?

Certo, stanno uscendo due film. Uno credo che abbia la premiere a Parigi, non mi ricordo in che festival è un thriller/horror. S’intitola Ambition e parla di una violinista che vuole entrare in una scuola incredibile. Fa pratica, pratica, pratica e vive con una sua amica. Un affascinante inglese (indica se stesso) si trasferisce accanto a loro e prova a corteggiarla…

Nel film le sue avversarie cominciano a morire misteriosamente e una notte si ritrova a difendere sé stessa contro…

L’altro si intitola 1BR, lo stanno promuovendo con le premiere. E parla di, senza rivelare troppo, della comunità. Una grande famiglia. Probabilmente non dovrei dirlo, ma sono più entusiasta si questo che di Ambition.

Stai già lavorando al tuo prossimo progetto o solo promuovendo gli ultimi?

Sono molto vicino a qualcosa, che potrebbe essere un incredibile progetto.

Televisione o cinema?

TV, probabilmente è una della prime volte di tutta la mia carriera, che non posso proprio parlarne. È televisione.

Streaming o canale televisivo?

Bella domanda, credo che sia un canale molto importante. Non mi ricordo a dire il vero. Sono 8 episodi, io dovrei esserci in quattro. Ho avuto una grande audizione per questo. Mi è davvero piaciuta, vedremo. È su… Non posso dirlo, non posso dirlo! No, non posso.

Possiamo dire che hai lavorato un 50/50 tra cinema e televisione. Quale preferisci come ambiente?

Dipende dal ruolo. Boulevard per me è stata la cosa migliore per me come attore. Ha funzionato tutto ed ho avuto la possibilità di creare. Alle volte quando ti trovi su un set è un ‘Dici le tue battute, fallo bene, ma non c’è molta esplorazione. Avevo solo tre/quattro scene in Boulevard ma ho studiato per mesi e mesi. Mentre in NCIS si aspettano che tu sei preparato ma non hai l’opportunità di studiare per mesi e mesi in anticipo. Quindi delle volte i film possono essere molto più magici. Molto più soddisfacenti per un attore mentre la televisione può essere più ripetitiva. Preferisco i film ma dipende dal ruolo. E dai soldi.’

Il ricordo migliore della tua carriera finora.

Penso due, due. Uno è stato lavorare con Robin Williams e lui che comincia a fare rap alle 4 del mattino. Comparse, la troupe, tutti sono così stanchi e vogliono finire e io sono vestito come un folle pappone. Robin Williams è di fronte a me, all’improvviso salta e [imita il rap di Robbins]. E penso è incredibile, quest’uomo è il mio idolo, la mia leggenda. Tutti cominciano a fare rap, è stato fantastico.

L’altra sono i fan di Once Upon a Time che dormono, sono sicuro che è stato lo stesso con Harry Potter, l’ultimo giorno delle riprese. Credo 200 fan hanno dormito sulla strada mentre stavano girando un combattimento fino alle 6 del mattino. La polizia aveva chiuso questa strada. È stato fantastico vedere quanto sono stati incredibili i fan ed aver fatto parte di qualcosa così importante, così amato da queste persone incredibili.

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