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7 cose che forse non sapevate su Hello Sandybell!

7 cose che forse non sapevate su Hello Sandybell!

Di DocManhattan

Se sentendo il suono delle cornamuse la prima cosa che vi viene in mente è un’orfana scozzese alla ricerca della sua vera madre con un cagnone e un camper, la colpa è di Hello Sandybell, anime di inizio anni 80 di cui ci occupiamo in questa puntata di AnimAzione. Ecco allora sette cose che forse non sapevate su Sandybell, come la parentela con Pippi Calzelunghe…

Hello Sandybell curiosità

1. HARO! SANDYBERU

Hello! Sandybell (la pronuncia giapponese è, appunto, Haro! Sandiberu) è un anime Toei che va in onda in Giappone su TV Asahi dal 6 marzo del 1981 al 26 febbraio dell’anno successivo, per un totale di 47 episodi. Diretta da Hiroshi Shidara, la serie occupa lo slot che sull’emittente è stato affidato prima a un’altra orfana con i codini, Candy Candy, e poi alla maghetta Lalabel. In Italia, arriva su RAI 1 come Hello Sandybell (senza il punto esclamativo) nel novembre del 1983. Sandybell è doppiata da Cinzia De Carolis (Lady Oscar), Mark dal compianto Roberto Del Giudice (Lupin III), Kitty da Anita Bartolucci (tra le altre cose, madre di Clizia in Sposerò Simon Le Bon).

2. DUE EDIZIONI E MEZZO

Negli anni 90 la serie passa quindi, dopo un giro sulle reti locali, sulle frequenze di TMC, con una nuova sigla (vedi sotto) e il cambio di titolo: La mia amica Sandy Bell. Nel ’98, infine, è la volta di Mediaset, dove l’anime riprende il titolo originale, Hello Sandybell, ma con un nuovo doppiaggio, una nuova sigla e i titoli degli episodi modificati. La voce della protagonista è nel secondo doppiaggio di Alessandra Karpoff, quella di Mark di Simone D’Andrea, quella di Kitty di Emanuela Pacotto (Bulma di Dragon Ball, Nami di One Piece…). La doppiatrice originale giapponese di Sandybell era invece Yuriko Yamamoto: Georgie, Julia di Ken il Guerriero, Castalia di Saint Seiya…).

3. LE CENSURE

Sia nella prima edizione che in quella successiva, a opera di Mediaset, Hello Sandybell ha subìto diverse piccole censure, volte ad eliminare delle scene ritenute sconvenienti per il giovane pubblico. Nelle repliche della prima versione furono accantonati tre interi episodi per i temi trattati, come il pestaggio subito da Mark nell’episodio 32. Con il secondo doppiaggio, in casa Mediaset, arrivarono nuovi tagli, apportati praticamente ogni qual volta si parlasse in originale della dipartita di qualcuno. La censura comune a entrambe le versioni è lo schiaffone che il reporter freelance Alec Peterson dà a Sandybell nell’episodio 25.

Hello Sandybelle

4. SANDY CALZELUNGHE

Il character design di Hello Sandybell era firmato da Joji Yanase, pochi mesi dopo tra gli animatori del film Capitan Harlock: L’Arcadia della mia giovinezza e negli anni successivi coinvolto in progetti di vario tipo, da Sailor Moon, Scooby-Doo e Boruto alle animazioni per i filmati del gioco Street Fighter IV. Il personaggio di Sandybell era però ispirato alle illustrazioni per il romanzo di Pippi Calzelunghe realizzate da Makoto Sakurai. Ora sapete perché Sandybell aveva le calze al ginocchio. Il soggetto originale della serie era invece del romanziere Shiro Jinbo, autore dei soggetti anche di Mimì e le ragazze della pallavolo e Lulù l’angelo tra i fiori.

5. LOST IN TRANSLATION

L’arrangiamento delle sigle giapponesi di Hello Sandybell è di Joe Hisaishi, compositore universalmente noto per le sue colonne sonore dei film dello Studio Ghibli (oltre che per le OST di film di Takeshi Kitano come Hana-bi – Fiori di fuoco, Brother e Dolls). Le musiche della serie sono invece di Takeo Watanabe, compositore e musicista giapponese scomparso nell’89, autore delle colonne sonore di decine e decine di anime, da Heidi ai primi robot Sunrise (Zambot 3, Daitarn 3, Gundam). Quattordici anni dopo la sua morte, uno dei suoi brani, “Tomei Tengu BGM”, è stato usato per i titoli di coda di Lost in Translation di Sofia Coppola.

6. LA FORTUNA È GIÀ VICINA FRA BETULLE E VIOLE

La prima sigla di Hello Sandybell è stata scritta da Corrado Castellari (autore della musica de “Il testamento di Tito” di Fabrizio De André) e arrangiata da Maurizio Bassi; il brano era interpretato da Steffi e Le Mele Verdi, il coro di Mitzi Amoroso (Mademoiselle Anne). In questo video dell’epoca, un sempre imperturbabile Mike Bongiorno riempie di complimenti a Superflash Le Mele Verdi dopo la loro esibizione in playback. La seconda sigla, su TMC, era cantata dai Cartoon Kids e scritta da Fabrizio Berlincioni e Silvio Amato. Quella per Mediaset, infine, da Alessandra Valeri Manera, Max Longhi e Giorgio Vanni, e interpretata da Cristina D’Avena.

7. IL CAMPER (DISTRUTTO DA ARALE)

Nella seconda parte della serie, Sandybell se ne va in giro per l’Europa a caccia di notizie, a bordo di un camper ispirato a un modello Toyota. Questa cosa del camper attrezzato si portava molto, pare, visto che era presente anche nella quasi contemporanea Il magico mondo di Gigì. Perché? Perché era una ghiotta occasione per le aziende di giocattoli per tirar fuori un playset da vendere alle bambine che seguivano l’anime. Non stupisce perciò il fatto che il camper di Sandybell e quello di Gigì venissero prodotti dalla stessa società, la Popy (Bandai) dei robottoni e delle astronavi. Il camper di Sandybell era in vendita sin dall’inizio della serie, in due versioni, e Popy aveva in programma di realizzarne altre, ma l’enorme successo de Il dr. Slump e Arale spinse l’azienda a concentrarsi sui meravigliosi veicoli del Villaggio Pinguino di Akira Toriyama

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