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THE DOC(MANHATTAN) IS IN – Batman, il telefilm

THE DOC(MANHATTAN) IS IN – Batman, il telefilm

Di DocManhattan

Con l’approssimarsi del Batman Day – c’è una giornata commemorativa di qualsiasi cosa, vuoi non ce ne sia una pure per Batman? E infatti: il 21 settembre, con tanto di Bat-Segnale celebrativo acceso in mezzo mondo, da Tokyo a Berlino – abbiamo colto la palla al balzo per raccontare finalmente in questa rubrica la genesi di una delle serie TV al contempo più amate e derise della storia dell’umanità. Quella gran fabbrica di futuri meme che era il Batman televisivo del 1966 con Adam West. Ma perché era così tanto, volutamente (impossibile pensare il contrario) scemo? Tutto nasce da un clamoroso equivoco…

Batman serie TV episodio 1

“Faccio l’accento svedese?”

Scivoliamo indietro fino all’inizio degli anni 60. Ed Graham e la sua casa di produzione vogliono creare una serie TV su Batman, sulla falsariga di show degli anni Cinquanta come Adventures of Superman con George ReevesIl cavaliere solitario (The Lone Ranger) con Clayton Moore. Le trattative tra Graham e la CBS vanno però in stallo, e un’altra emittente, la ABC, si fa avanti con la DC Comics per quei diritti. Narra la leggenda che un dirigente del network sia stato ispirato dal vecchio serial cinematografico di Batman del 1953, dopo averne visto qualche episodio una sera in un Playboy Club di Chicago. Un’altra versione dei fatti vuole invece che un altro dirigente della ABC ha perorato la causa in quanto fan del vigilante di Gotham City sin da ragazzino. Sia quel che sia, la ABC si accaparra i diritti e affida la realizzazione dello show alla 20th Century Fox, la quale a sua volta ingaggia per il lavoro il produttore William Dozier. C’è solo un piccolo problema: Dozier non sa nulla di Batman. O dei fumetti in generale, non avendone mai letto uno.

Batman serie TV Joker

Le indicazioni della ABC e della Fox sono poche e semplici: creare una serie avventurosa e divertente, sullo stile di Organizzazione U.N.C.L.E. (The Man from U.N.C.L.E.), in onda dal ’64. Dozier, che con la sua Greenway Productions svilupperà praticamente in parallelo a Batman anche Il Calabrone Verde (The Green Hornet), interpretando peraltro la figura del narratore in entrambe le serie, studia i fumetti DC Comics e si convince che ci sia un unico modo possibile per portare quelle storie sullo schermo. E cioè una versione macchiettistica, campy e pacchiana del personaggio. Un frullatone pop art sotto acido in cui il divertimento ok, ma l’avventura si trasformi in farsa. Una visione di Batman e del suo mondo che fa fuggire a gambe levate il celebre autore di spy story Eric Ambler, contattato per scrivere un TV movie di lancio per la serie ma poco interessato a come stava venendo su la cosa in mano a Dozier.

Al suo posto, iniziano a lavorare alla serie una serie di sceneggiatori che spingeranno a tavoletta sul pedale delle gag e dell’umorismo slapstick, guidati da Lorenzo Semple Jr., che in futuro scriverà pellicole come Papillon, I tre giorni del Condor, il King Kong del ’76.

Batman serie TV Batmobile

Per la coppia di protagonisti vengono provinati vari attori, e alla fine la scelta si riduce alle due coppie Batman-Robin formate da Adam West e Burt Ward da una parte, Lyle Waggoner e Peter Deyell dall’altra. Sapete com’è andata a finire. Waggoner si prenderà la sua parziale super-rivincita tempo dopo, diventando lo Steve Trevor di Wonder Woman. Adam West ai tempi è un attore trentottenne apparso soprattutto in vari western televisivi e in film come Geronimo (1962) e I segreti di Filadelfia (The Young Philadelphians) con Paul Newman. A convincere Dozier che possa essere il Bruce Wayne giusto è però uno spot televisivo del Nesquik, in cui interpreta una spia in stile James Bond. Bert John Gervis Jr., in arte Burt Ward, è invece un ventenne di Los Angeles alla sua prima esperienza su un set. Ma almeno lui i super-eroi dei fumetti li ha sempre amati.

Accanto al Dinamico Duo, l’inglese Alan Napier nei panni di un compassatissimo Alfred Pennyworth, Neil Hamilton in quelli di Gordon, il più spaesato commissario mai visto, e Stafford Repp come Miles Clancy O’Hara, capo della polizia creato appositamente da Semple perché Gordon avesse qualcuno a fargli da spalla nel suo brancolare nel buio. Harriet Cooper (Madge Blake), la zia di Dick Grayson, veniva invece dai fumetti, dove aveva debuttato due anni prima.

Batman serie TV Pinguino

Quanto ai cattivi, si sarebbero ritagliati un posto nella storia della TV, in un modo o nell’altro, il Joker di Cesar Romeo, con i baffi coperti (malissimo) dal cerone perché l’attore rifiutava di tagliarseli; il Pinguino di Burgess Meredith, che un giorno sarà l’allenatore di Rocky Balboa; l’avvenente Catwoman di Julie Newmar. Ma ci piace ricordare anche Egghead del grande Vincent Price e il villain originale King Tut (Victor Buono, reduce da una nomination all’Oscar per Che fine ha fatto Baby Jane?).

La serie debutta il 12 gennaio del ’66, adottando la formula di una singola storia divisa in due parti, trasmesse in due giorni consecutivi, il mercoledì e il giovedì. Con un bel cliffhangerone posticcio a separarle. Ce la faranno Batman e Robin a vedere quell’interruttore gigante che serve a fermare la trappola con i coccodrilli ritagliati da filmati di repertorio? Un tipo di programmazione figlio della necessità, in quanto il network aveva solo due slot di mezz’ora liberi da dedicare a Batman. La prima stagione si conclude a maggio, dopo 34 episodi, e siccome il successo è notevole, per cavalcare la prima vera Bat-Mania viene messo in produzione in fretta e furia un film per le sale (Batman: The Movie), che esce a luglio e presenta una Catwoman diversa, perché Julie Newmar ha preso altri impegni e viene sostituita da Lee Meriwether.

Batman serie TV scalata

E siccome la pausa tra la prima e la seconda stagione se l’è fagocitata il film, l’annata numero due del Batman televisivo viene messa in piedi con la stessa fretta di un diavolo con cui no, non è il caso di danzare nel pallido plenilunio. Si riparte il 7 settembre, con una serie di cambi nel cast. Julie Newmar torna al suo posto, ma Frank Gorshin chiede un aumento per continuare a indossare la tutina dell’Enigmista, non lo ottiene e viene infine rimpiazzato da John Astin de La Famiglia Addams. Gli episodi sono questa volta la bellezza di 60. Ma quando si arriva alla terza stagione, nel settembre del ’67, la mania è scemata e il pubblico stanco. Gli ascolti crollano. Va in onda un solo episodio a settimana, fino al marzo successivo, quando la stagione chiude dopo sole 26 puntate. A poco sono valsi l’introduzione di Batgirl (Yvonne Craig) e il tono ancora più surreale delle storie. Julie Newmar ha lasciato lo show, perciò nella terza stagione Catwoman cambia ancora volto: è l’attrice nera Eartha Kitt.

La NBC vorrebbe rilevare la serie e continuare a produrla, ma quando scopre che alcuni costosissimi set, come la Batcaverna, sono stati distrutti, decide di lasciar perdere. West e Ward torneranno in azione in una serie di reunion: dando le voci al Dinamico duo nel cartoon The New Adventures of Batman nel ’77, o partecipando con Frank Gorshin agli special televisivi live action Legends of the Superheroes nel ’79. La loro ultima collaborazione sono stati i due film animati dedicati al Batman televisivo, Batman: Return of the Caped Crusaders (2016) e Batman vs. Two-Face (2017). Adam West ci ha lasciati poco prima dell’uscita del secondo.

È andato sicuramente a insegnare agli angeli come si balla il Batusi. Chiaro.

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