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StreamWeek: mai, così in alto, ha volato Spider-Man

StreamWeek: mai, così in alto, ha volato Spider-Man

Di Michele Monteleone

La notizia della settimana è decisamente che potremo vedere e rivedere Spider-Man: Un Nuovo Universo quante volte vogliamo su Sky Go, ma è una buona settimana in generale per il cinema in streaming con le uscite di Green Book, sempre su Sky Go, lo strano King Arthur di Guy Ritchie su Infinity e Operazione U.N.C.L.E. su Netflix.

LA SCORSA SETTIMANA IN PILLOLE

Come la scorsa settimana, cerchiamo di fare un po’ di ordine nelle uscite e procediamo con metodo una piattaforma di streaming alla volta, anche se questa settimana quasi tutto quello che consiglio in questa prima parte della rubrica, arriva direttamente da Netflix.

NETFLIX

Wonder Womanil film del 2017 con Gal Godot ha aperto la strada alle eroine donne, penso che molto del suo successo sia da attribuire proprio all’essere arrivati per primi. Il film di per sé è a tratti imbarazzante, forse uno dei peggiori mai usciti su un supereroe, ma non sembra che la critica sia stata in grado di separare il buono del film (l’essere un bel segnale per tutte le bambine e donne che chiedevano a gran voce una figura eroica in cui immedesimarsi) e la pochezza della messa in scena, la confusione delirante della trama e degli effetti speciali da far rizzare i peli sulle braccia. Detto questo invece è abbastanza interessante approfondire la figura dell’uomo che creò il personaggio in origine. In  Professor Marston and the Wonder Women viene raccontata la vita del Dr. William Marston, psicologo ad Harvard che contribuì all’invenzione della macchina della verità e nel 1941 creò Wonder Woman ispirato dalle idee femministe delle due donne con cui aveva intessuto una relazione poliamorosa. Marston morì di cancro alla pelle nel 1947 e Elizabeth e Olive rimasero una coppia e allevarono insieme i loro figli, dopo aver dovuto difendere il suo personaggio da una violenta censura che scaturì anche in roghi organizzati dei suoi fumetti.

Guy Ritchie mi piace molto, mi piaceva da matti ai suoi inizi, quando i suoi film erano spigolosi e cattivi, e mi piace in questa sua nuova deriva un po’ più patinata e pop. Eppure ho qualche problema con Operazione U.N.C.L.E. il suo film di spionaggio che vede protagonisti Armie Hammer in uno dei suoi primi ruoli importanti, Henry Cavill appena uscito da Man of Steel e tutti i luoghi comuni sugli spy movie pressati insieme. La storia è abbastanza banale: in piena guerra fredda, l’agente della Cia Napoleon Solo (Henry Cavill) e l’agente del KGB Ilya Kuryakin (Armie Hammer) sono costretti a lavorare insieme per fermare un grande organizzazione criminale che vuole rompere l’equilibrio mondiale vendendo armi nucleari. Tutto il resto del film mi è sembrato prevedibile e annacquato.  Devo dire che si salva per qualche guizzo nella regia di Ritchie e per il buon affidamento che hanno i due mascelloni protagonisti (continua a farmi riderissimo Hammer, uno che pare proprio il perfetto prodotto degli states, cresciuto a coca-cola e bistecche, nei panni di un russo).

Vi informo che è uscita la seconda stagione di Elite. Mi sono sorbito per voi la prima, ma non ho intenzione di bissare l’orrore. Per chi fosse interessato, è un teen drama spagnolo in cui compaiono un paio di attori de La casa di carta. Aspettavo invece con asia Spy la serie su una spia israeliana interpretata da Sacha Baron Cohen impegnato in un raro ruolo drammatico. Purtroppo per quanto ci provi, Cohen sembra l’unica cosa buona di tutta l’operazione, azzoppata da una lentezza eccessiva e un montaggio che provoca (involontariamente) della vera e propria ilarità quando vorrebbe alzare il ritmo e creare tensione. Un esempio su tutti l’addestramento del personaggio di Cohen che, avvenendo presto nella serie, potete guardare e dirmi se sono io che ho preso un abbaglio. E visto che in realtà mi piace parlarvi di bei film e non di quello che mi ha deluso della settimana, in coda vi consiglio I love you man di John Hamburg che ha l’ottima intuizione di far lavorare insieme Paul Rudd Jason Segel che mettono in scena una storia delicata e divertente su un’amicizia tra uomini nata dopo i trenta.

Su Prime Video vi segnalo Una Vita Tranquilla, un interessante film con Servillo nella parte di un ex boss camorrista che si è ritirato da quindici anni in Germania dove vive una vita normale come cuoco. Vita che verrà sconvolta dall’arrivo nel ristorante di due criminali italiani di cui uno è il figlio abbandonato del personaggio di Servillo. Mi sembrava invece di aver già speso qualche parola su Colossal, strambo film con Hanne Hathaway che trovate da questa settimana su Tim Vision e che mette in scena la strana storia di una donna che scopre di essere collegata mentalmente a un gigantesco mostro simile a godzilla che sta devastando Seul.

IL PODIO

Ogni settimana seleziono per voi tre visioni imprescindibili, non sono sempre i migliori usciti (anche perché se una settimana caricano Quarto Potere, non potrei mai dirvi che l’ennesima serie di supereroi con gli effetti visivi realizzati con paint, è meglio), ma sono sempre le serie o i film più attesi, chiacchierati, snobbati o anche solo criticati degli ultimi sette giorni. O semplicemente quelli che piacciono più a me.

Spider-Man: Un Nuovo Universo (Sky Go)

Sono felice di poter rivedere quante volte mi va quello che probabilmente è il miglior film su Spider-Man (pari con il secondo diretto da Raimi) che ci abbia regalato il cinema americano. Insieme a Fiore Manni (che oltre ad avere la sfortuna di vivere con me, fa anche la scrittrice), ne avevamo parlato lungamente alla sua uscita, riuscendo anche a intervistare un paio degli autori italiani che c’erano dietro ai personaggi che popolano il film. Se volete recuperare articolo e interviste, basta che clicchiate QUI e verrete istantaneamente (o lentamente se avete sottoscritto un contratto con Iliad) indietro nell’universo in cui ero appena uscito dalla sala e mi stupivo ella grandiosità del film. Ora, dopo aver vinto un (meritatissimo) Oscar il film chiude la sua corsa con un un buon risultato al botteghino, ma decisamente indietro rispetto alle sue controparti live action. Ecco, visto che non ho molto da aggiungere al mio precedente articolo sul film, lasciatemi solo dire che se il vostro problema con il film è che sia stato realizzato in animazione, allora voi stessi siete un bel problema. Infatti spero da anni che vengano prodotti più film d’animazione dedicati a un pubblico adulto e questo bellissimo esperimento di Sony (che per quanto più adulto rimane comunque un film perfetto anche per i bambini), è la riprova che i risultati di questa apertura di pubblico e produzioni, potrebbero essere stupefacenti. Vedete e rivedete Spider-Man: Un Nuovo Universo.

Green Book (Sky Go)

Ci sono molti modi per parlare di razzismo e, personalmente, penso che il migliore sia sbattendo in faccia al razzista, l’orrore che genera il suo pensiero. Le conseguenze del razzismo sono note a tutti, schiavitù, miseria, violenza, genocidi. Non c’è bambino o vecchio che non sappia di cosa si parla quando si nominano apartheid, campi di sterminio o anche “solo” la condizione degli uomini e le donne di colore in America e nel mondo oggi. Tutti conoscono il problema, ma è facile per tutti voltarsi dall’altra parte. Quindi è importante che il cinema, la letteratura e anche i fumetti, ci prendano a sberle ricordandoci l’orrore che lasciamo avvenga sotto i nostri occhi. Green Book però non fa parte di questa lunga schiera di splendide opere di denuncia che colpiscono come un gancio allo stomaco. Green Book racconta una storia in cui le differenze possono essere superate grazie all’amicizia, la storia di due uomini che, viaggiando insieme a un sedile di distanza, scopriranno di essere però divisi da una galassia e che, forse, possono compiere quell’impensabile salto che è necessario per avvicinare i loro due mondi. Green Book è una storia sul razzismo che prende in contropiede perché il razzismo lo affronta in maniera diversa, so che per questo è stato criticato, ma trovo che questo sia anche la sua grande forza.

King Arthur (Infinity)

Guy Ritchie, di cui abbiamo parlato mediamente male riguardo a Operazione U.N.C.L.E. poco fa, nel 2017 rimette in scena il mito arturiano e lo fa trasformando Artù e i suoi cavalieri in teppisti da strada. L’operazione di rilettura continua anche a livello formale desaturando moltissimo la fotografia, con il montaggio ossessivo, i rallenty e le accelerazioni che caratterizzano da sempre il regista inglese e tutto viene coronato da Charlie Hunnam nella parte di Artù che, anche in doppio petto e con un martini in mano, sembrerebbe comunque un teppista. La sceneggiatura è a dir poco traballante e il film è stato un flop al botteghino e forse il motivo per cui ci siamo ritrovati con un film Disney diretto da Ritchie, eppure… eppure continuo a trovare, per motivi che mi sono per lo più sconosciuti, il film stranamente affascinante nei suoi intenti (non proprio riusciti) di iconoclastia. Provate a vederlo e non odiatemi troppo se vi farà ribrezzo, ognuno di noi ha i propri guilty pleasure.

IL RECUPERO

Come tutte le settimane, siamo arrivati all’ultima parte della rubrica dedicata a una chicca, a un contenuto che probabilmente vi siete persi nell’uragano di novità con cui veniamo bombardati.

Made in USA – Una fabbrica in Ohio (Netflix)

Sarò molto breve che mi sono dilungato un sacco questa settimana. American Factory è un documentario originale di Netflix che racconta la storia attualissima di una grandissima fabbrica di macchine in Ohio fallita e poi acquistata da un miliardario cinese. Nella fabbrica e nella cittadina che la accoglie il miliardario ha fatto trasferire un gran numero di operai cinesi che hanno iniziato a vivere e lavorare insieme a quelli americani, mettendo in luce differenze e punti di contatto tra le due culture. Il documentario è magnifico, un documento inestimabile dei tentativi che stanno facendo e potrebbero fare culture diverse come quella statunitense e cinese per collaborare.

Alla prossima settimana, miei fedeli bingewatchers: se vi è piaciuto qualcuno dei consigli che vi ho dato, se volete segnalarmi qualcosa che mi sono perso o se volete suggerirmi qualcosa di cui discutere la prossima settimana, vi invito a commentare l’articolo. La vostra guida allo streaming compulsivo è sempre disponibile!

QUI TUTTI I POST DELLA RUBRICA STREAMWEEK

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