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StreamWeek: giù, nella tana del bianconiglio, con Undone

StreamWeek: giù, nella tana del bianconiglio, con Undone

Di Michele Monteleone

Dalla scorsa settimana è disponibile uno dei miei film preferiti in assoluto, A qualcuno piace Caldo, su Now TV, sulla stessa piattaforma è arrivato City on a Hill, prodotto da Ben Affleck e Matt Damon, con uno straordinario Kevin Bacon, mentre su Prime Video arriva la nuova fatica di Raphael Bob-Waksberg: Undone.

LA SCORSA SETTIMANA IN PILLOLE

NETFLIX

Su Netflix arriva  Pulp Fiction a completare una già vasta selezione delle opere del regista. Se devo spiegarvi cosa è Pulp Fiction, mi sa che il cinema non vi piace granché e quindi non è che questa rubrica vi possa servire a molto, quindi io passo avanti. Sempre per la serie, film che non hanno bisogno di alcuna presentazione, sulla grande N rossa, è tornato disponibile il capolavoro della fantascienza 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick. Mentre sono intransigente sul fatto che conosciate i primi due film che vi consiglio, posso ammettere che invece siate a digiuno di Scream la saga horror anni novanta di Wes Craven in cui il regista smonta pezzo per pezzo i meccanismi narrativi dietro l’horror. Ho rivisto l’intera serie questa settimana e devo dire che il primo funziona ancora bene, gli altri sono guardabili e… sono ancora innamorato di Neve Campbell.

Abbiamo affrontato i classici in arrivo su Netflix quindi non mi rimane che segnalarvi le nuove uscite. Come sapete ho una cotta per Tom Cruise quindi non perdo occasione per segnalarvi l’arrivo di suoi film sulle piattaforme di streaming, è questo il caso di Jack Reacher -La prova decisivaIn questo caso di motivi per segnalarvelo ce ne sono altri oltre al mio amore per il nanetto più gigante dello star system: il primo è che è davvero un bel film action. Quadrato, dall’ottimo ritmo e con una bellissima fotografia. Il secondo è che è il primo tassello nel sodalizio tra Tom e Christopher McQuarrie con cui il nostro girerà gli ultimi due, meravigliosi, Mission Impossible. Se non vi bastano questi due motivi mi spiace molto per voi, vi perdete un bel film.

INFINITY

 Burn After Reading.  Ma se non basta, posso dirvi anche che Brad Pitt nei panni dell’idiota è esilarante e che come al solito Clooney Frances McDormand sono bravissimi. La storia è una strampalatissima spy stories la cui morale è che l’idiozia e l’ignoranza sono i pericoli più grandi alla sicurezza nazionale (ed è buffo e inquietante pensare che spesso la morale del film si applichi perfettamente agli affari americani).

NOW TV

Maria Regina di Scozia aveva tutte le carte in regola per essere un bel film in costume. Margot Robbie truccata da (brutta) Elisabetta, stava evidentemente puntando all’Oscar, ma c’è più di una cosa nella pellicola diretta da Josie Rourke a non funzionare. Mi sembra strano vedere come l’onda dei pari diritti e l’inclusività (che solitamente appoggio) abbia impattato in maniera straniante sul film in costume. Ambasciatori di di colore, cortigiani orientali e ufficiali dell’esercito scozzese e inglese sud americani sono aggiunte tanto posticce e ridicole nel contesto dell’Inghilterra del 1500, da rompere continuamente la sospensione d’incredulità. Fattore che comunque traballa già molto quando a essere messo in scena dovrebbe essere uno scontro epico tra Maria e Elisabetta e invece si sceglie di ridurre la vicenda a uno scontro tra due donne. Capisco l’idea che c’è dietro al film e al libro da cui è tratto, capisco che entrare nel personale delle due regnanti e raccontarle da vicino, fosse un modo potenzialmente interessante per parlare del rapporto tra donne e potere, ma invece tutta la vicenda risulta appiattita a una scaramuccia che invece, per la storia dell’Inghilterra, segnò una svolta fondamentale. Peccato perché in un paio di scene (quella dell’incontro tra le due regnanti che si inseguono tra veli bianchi, su tutte) si nota quanto la Rourke sia brava nella messa in scena, ma per il resto il film si concentra con troppa foga nella dimostrazione delle sue tesi sociali e femministe assolutamente inadatte all’epoca storica, diventando incredibilmente noioso e, a tratti, ridicolo.

IL PODIO

Ogni settimana seleziono per voi tre visioni imprescindibili, non sono sempre i migliori usciti (anche perché se una settimana caricano Quarto Potere, non potrei mai dirvi che l’ennesima serie di supereroi con gli effetti visivi realizzati con paint, è meglio), ma sono sempre le serie o i film più attesi, chiacchierati, snobbati o anche solo criticati degli ultimi sette giorni. O semplicemente quelli che piacciono più a me.

Undone (Prime Video)

Raphael Bob-Waksberg, creatore di BoJack Horseman, torna ad affrontare una serie di temi che sembrano essergli cari, primo tra tutti il lutto, e la depressione, ma anche a scavare ancora più in profondità in emozioni complesse come il senso di colpa. Undone, la sua nuova opera, spicca sicuramente grazie alla strana realizzazione in rotoscope, una tecnica tramite cui si realizza l’animazione “disegnando” sopra al girato. Non è nulla di innovativo o rivoluzionario, anzi la tecnica è vecchia quanto l’animazione stessa e l’abbiamo già vista impiegata, tredici anni fa, in A Scanner Darkly, film tratto da un romanzo di Dick, ma non è la rivoluzione che cerca la serie, quanto più il modo perfetto per parlare in totale libertà dei temi introdotti più su. In questo Undone riesce in pieno nel suo intento, mettendo in scena potenti immagini oniriche che trasportano Alma, la protagonista, in un viaggio nel tempo e nella sua mente dalle svolte impreviste. La serie è tutto tranne che perfetta, si trascina un po’ all’inizio, ma poi riesce a compensare le sue mancanze con il solito tuffo a cui ci ha abituati Raphael Bob-Waksberg, nella tana del bianconiglio della nostra psiche.

City on a Hill (Now Tv)

City on a Hill ha il meraviglioso retrogusto di serie crime come The Wire (se mai ce ne sono state come quel cavolo di capolavoro), ambientata a Boston, segue la storia di un giovane assistente procuratore afroamericano che si allea con un vecchio e corrotto agente dell’FBI. I due sono sulle tracce di una banda criminale che rapina furgoni blindati. Una banda formata da uomini fortemente legati al territorio e che hanno un rapporto quasi familiare tra di loro. Se vi è suonato un campanello nella testa, tranquilli, non sono le prime avvisaglie della schizofrenia, è che è probabile che questa storia, in parte, l’avete già vista. Infatti la serie è prodotta da due bostoniani d’eccellenza come Matt Damon e Ben Affleck e, lo stesso Affleck, aveva già raccontato di una banda di rapinatori simile in The Town, che se non avete visto dovete correre a farlo. La serie punta più in alto di quanto non arrivi, ma, complice anche un Kevin Bacon in splendida forma, regala parecchie soddisfazioni agli amanti del genere.

A Qualcuno piace Caldo (Now Tv)

Se mi costringessero a dare un singolo consiglio per tutta la durata dell’anno su cosa vedere in streaming, penso che direi: guardate solo A Qualcuno Piace Caldo. A ripetizione per tutto l’anno. Sono particolarmente legato a questa pellicola di Billy Wilder  (al secolo, il più grande autore cinematografico di tutti i tempi) per un motivo abbastanza divertente. Nel 2003 avevo sedici anni e stavo passando un’estate in Inghilterra a Birmingham che, quell’anno, è stata colpita di trombe d’aria e violenti temporali che mi costrinsero a casa dove avevo una tv non collegata all’antenna e un unico film in dvd: A Qualcuno Piace Caldo, per l’appunto. Quindi quando vi assicuro che potreste rivederlo tutto l’anno senza stancarvi, vi assicuro che lo faccio sapendo di cosa parlo. Conosco il film a memoria e sono innamorato di ogni inquadratura e ogni personaggio di questa scorretta commedia in cui una coppia di musicisti male in arnese (interpretati da Jack Lemmon e Tony Curtis), assiste al massacro di San Valentino e, per scappare ai mafiosi che l’hanno commesso e li hanno visti scappare dalla scena del cirmine, si finge una coppia di ragazze per seguire una band tutta al femminile fino in Florida. Lì una serie di equivoci darà vita alla commedia più spassosa mai scritta, con lo scambio di battute finale più perfetto della storia del cinema.

IL RECUPERO

Come tutte le settimane, siamo arrivati all’ultima parte della rubrica dedicata a una chicca, a un contenuto che probabilmente vi siete persi nell’uragano di novità con cui veniamo bombardati.

The Woman in Black (Prime Video)

Daniel Radcliffe è Harry Potter, tanto quanto Elijah Wood è Frodo. Sono associazioni alle quali è molto difficile sfuggire, ma entrambi gli attori hanno provato una via per farlo che è quella di legare il proprio nome a prodotti per lo più indipendenti e dalla forte personalità. è il caso infatti del film che vi consiglio di recuperare, il primo dopo la conclusione della sagadi Harry Potter a vedere Radcliffe come protagonista. Tratto dal romanzo gotico di Susan Hill La Donna in Nero, il film racconta le vicende di Arthur Kipps, un giovane avvocato londinese, che si reca in uno sperduto villaggio per occuparsi dell’eredità di una cliente defunta. Nella dimora della donna partirà una classica ghost story con un bel twist finale e un’atmosfera sempre inquietante e coerente. Un’ottimo recupero per gli amanti dell’horror.

Alla prossima settimana, miei fedeli bingewatchers: se vi è piaciuto qualcuno dei consigli che vi ho dato, se volete segnalarmi qualcosa che mi sono perso o se volete suggerirmi qualcosa di cui discutere la prossima settimana, vi invito a commentare l’articolo. La vostra guida allo streaming compulsivo è sempre disponibile!

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