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10 traumi infantili dai cartoni degli anni ’80 e ’90

10 traumi infantili dai cartoni degli anni ’80 e ’90

Di Andrea Suatoni

Chi li ha guardati al tempo da bambino probabilmente non se ne è nemmeno reso conto, ma moltissimi dei vecchi cartoni animati (soprattutto giapponesi, gli anime) contenevano scene estremamente crude o inquietanti, assolutamente lontane da ciò che ci si potrebbe aspettare da un prodotto che si credeva, negli anni ’80 e ’90, fosse diretto ad un pubblico infantile.
Pur con tutte le censure del caso operate da alcune delle più famose reti in chiaro, sono moltissimi i momenti terribili che arrivarono agli occhi dei nati in quegli anni: nel nostro speciale abbiamo elencato alcuni degli eventi più traumatici che i 30enni (ma anche i 40enni) di oggi probabilmente ricordano ancora!

LA MORTE DI ANTHONY – CANDY CANDY (1980)

Il primo amore di Candy è Anthony Andrew, ragazzo scozzese facente parte di una famiglia aristocratica e che a sua volta la ricambia. Ma l’idillio dura pochissimo: durante una battuta di caccia alla volpe, Anthony cade da cavallo e muore. Candy in quel periodo ha poco più di 12 anni.

IL SUICIDIO DI CHARLOTTE DE POLIGNAC – LADY OSCAR (1982)

La morte della giovanissima contessina De Polignac è uno dei peggiori momenti visti in Lady Oscar, addirittura peggiore della morte di Andrè o di quella della protagonista stessa al termine della serie. Charlotte si getta dall’alto di un tetto per sfuggire ad un matrimonio combinato da sua madre con un uomo molto più vecchio di lei, quasi impazzita dopo aver ricevuto delle viscide avances da quest’ultimo.

LA MADRE DI GEORGIE LA CACCIA DI CASA – GEORGIE (1984)

Georgie scoprirà di essere stata adottata nel modo più terribile: sarà quella che crede sua madre a sputarle in faccia la verità (“Sei figlia di un deportato e di una svergognata“), cacciandola di casa e rivelandole di non averla mai amata e altresì di averla cresciuta in casa sua solamente per pietà. E affermando inoltre che sua era la colpa per le disgrazie della loro famiglia, poiché maledetta.

LA BAMBOLA – IL GRANDE SOGNO DI MAYA (1985)

Durissima la vita di un’attrice; o almeno così era per Maya, una ragazza la cui passione per la recitazione la spingeva a incredibili ed estenuanti “allenamenti” prima di ogni ruolo. Dal camminare con una gamba immobilizzata al passare giorni interi sensorialmente deprivata, il momento più inquietante del cartone è probabilmente stato quello che ha visto la preparazione di Maya per il ruolo di una bambola, con tanto di dolorose limitazioni per il busto e gli arti.

LA MALATTIA DI JULIAN ROSS – HOLLY & BENJI (1986)

Soprattutto in Italia, gli anime giapponesi a sfondo sportivo hanno avuto grande fortuna; primo fra tutti Holly & Benji, che alle sofferte partite giocate quasi in range supereroistico si alternavano retroscena personali spesso disperati. Emblematico l’esempio di Julian Ross, il giocatore più talentuoso del giappone che pur di giocare un campionato giovanile regionale rischiava ogni volta la vita a causa di un problema di cuore. E l’infarto in campo puntualmente arriva.

MISS MINCI COMUNICA A SARA LA MORTE DEL PADRE – LOVELY SARA (1986)

Lovely Sara è sicuramente uno dei cartoni più traumatici degli anni ’80: in particolare, è terribile la scena in cui Miss Minci, direttrice del collegio dove Sara studia e vive, interrompe la sua festa di compleanno per urlarle in faccia la notizia della morte del padre, espellendola dal collegio al tempo stesso mentre per coronare il tutto distrugge i suoi gioielli. Il motivo di tutto quest’odio? Con la morte del padre, Sara da ricchissima era diventata povera.

LA SIGNORA FAGIANO – LE AVVENTURE DEL BOSCO PICCOLO (1993)

Per numero di morti ed ineluttabilità degli eventi, Le avventure del Bosco Piccolo ricorda più serie come Game of Thrones o The Walking Dead che un cartone per bambini. La serie racconta le avventure di un gruppo di animali costretti a migrare a causa dell’avanzamento dell’uomo verso il non più incontaminato habitat che li ospita; durante il viaggio, alcuni dei protagonisti verranno uccisi da cacciatori o investiti, alcuni moriranno per il freddo, altri per avvelenamento causato dall’inquinamento. Le tragedie continuano con incendi, lotte (e duelli mortali) interne al gruppo o feroci predatori pronti ad azzannare i cuccioli, ma una delle scene peggiori è quella in cui il Signor Fagiano, alla ricerca della sua compagna, la trova arrostita dalla moglie di un cacciatore, in attesa di essere mangiata per la cena. Il pianto dell’animale attirerà il cacciatore, che fucile alla mano ucciderà anche lui.

LA MADRE DI ASUKA – NEON GENESIS EVANGELION (1995)

Al culmine della felicità, una giovanissima Asuka corre da sua madre Kyoko, ricoverata in un reparto psichiatrico, per informarla di essere finalmente diventata un pilota di Evangelion nella speranza così di smuoverla dal suo torpore (poiché sua madre finge che lei non esista, riversando le sue attenzioni su una bambola che crede essere la vera Asuka).
La notizia arriva però troppo tardi: la madre della bambina si è appena impiccata ed è proprio sua figlia a trovarla. C’è di più: anche la bambola-Asuka è stata impiccata dalla donna, segno evidente che Kyoko avrebbe manifestato l’idea cosciente di uccidere quella che credeva essere Asuka.

LA MORTE DELLE GUERIERE SAILOR – SAILOR MOON (1995)

Negli ultimi episodi della prima stagione di Sailor Moon, anime scanzonato in cui un gruppo di ragazze in vestiti succinti sfidavano le forze del male fra amori adolescenziali e situazioni divertenti, arriva praticamente come un fulmine a ciel sereno la veloce  e shockante dipartita di Sailor Venus, Sailor Mercurty, Sailor Jupiter e infine Sailor Mars, sacrificatesi per permettere alla protagonista di combattere la regina Periglia nello scontro finale. Certo, le ragazze sono poi state resuscitate (in maniera poco chiara) al termine della storia, ma il trauma dell’elegia finale delle guerriere era ormai stato servito.

IL NEMICO FINALE – UNA PORTA SOCCHIUSA AI CONFINI DEL SOLE (1997)

A metà fra Evangelion e Sailor Moon, la storia di Luce, Anemone e Marina, chiamate dalla principessa Emeraude in un mondo fantasy per combattere – enormi robot alla mano – contro le forze del male, ha anch’essa una svolta completamente dark al termine della prima stagione. Le ragazze infatti scoprono di essere semplicemente uno strumento della principessa in questione, desiderosa di suicidarsi poiché non più in grado di sopportare il peso delle sue responsabilità, che la condannavano ad una vita eremitica e senza amore. I nemici caduti sotto i colpi delle protagoniste si rivelano essere quindi emissari dell’uomo innamorato di Emeraude, morto anch’esso nel tentativo infruttuoso (perché le protagoniste decideranno infine di uccidere la principessa, realizzando il suo desiderio) di impedire il suicidio della sua amata.

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