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The OA: la serie Netflix è sul serio stata cancellata?

The OA: la serie Netflix è sul serio stata cancellata?

Di Filippo Magnifico

ATTENZIONE: IL SEGUENTE ARTICOLO CONTIENE SPOILER SUL FINALE DELLA SECONDA STAGIONE

Come sappiamo, The OA non tornerà su Netflix per una terza stagione. La serie, interpretata e co-creata da Brit Marling (insieme a Zal Batmanglij) è stata recentemente cancellata. Ma è sul serio così?

Le due stagioni dello show presenti sulla piattaforma di streaming hanno riscontrato un buon successo critico, proprio per questo la decisione ha colto di sorpresa gran parte dei fan. C’è però chi pensa che si tratti di un bluff e che la serie non sia stata cancellata sul serio. Secondo una teoria che si è fatta largo nel web nelle ultime ore, farebbe tutto parte di un’astuta campagna marketing.

La teoria, collegata al finale della seconda stagione

Nel finale della seconda stagione abbiamo visto i protagonisti della serie arrivare nella nostra realtà. Una dimensione in cui The OA è una produzione Netflix e loro sono dei personaggi interpretati da degli attori. Un colpo di scena che sfonda la quarta parete, insomma: Prairie e Hap finiscono proprio nei corpi di Brit Marling e Jason Isaacs, che si trovano sul set, impegnati con le riprese. Lo stesso vale per Steve (Paddy Gibson) e Buck (Ian Alexander).
Va precisato però che in questa realtà Brit Marling e Jason Isaacs sembrano essere sposati.

Una piccola, importante differenza che però non ha bloccato la fantasia del popolo di Reddit, che ha formulato una teoria secondo la quale l’annuncio della cancellazione sarebbe solo parte di un piano più grande, perché la terza stagione si svolgerebbe proprio in una dimensione in cui The OA è stato cancellato.
Secondo questa teoria l’infortunio di Brit Marling nel finale della seconda stagione sarebbe il vero motivo della cancellazione dello show, nella finzione che da un certo punto di vista sarebbe la nostra realtà.

E anche le parole di Cindy Holland, vice presidente dell’original content di Netflix, possono essere interpretate come un indizio, dato che fanno riferimento ad altre dimensioni.

Siamo incredibilmente fieri di questi sedici ipnotici capitoli di The OA. Siamo grati a Brit e Zal per aver condiviso la loro audace visione e per averla realizzata con il loro incredibile talento. Non vediamo l’ora di poter lavorare ancora con loro nel futuro, in questa e forse molte altre dimensioni.

Il commento di Claire Kiechel

Una teoria decisamente affascinante, va detto, che però è stata prontamente smentita da Claire Kiechel, sceneggiatrice della serie.

Non so proprio cosa succederà e, no, non sono parte di una meta-cospirazione o di un cinico tentativo di fare marketing (insomma, non ci conoscete?).

LEGGI ANCHE: THE OA 2: La spiegazione del finale e le regole del multiverso

Fonte: Insider

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