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THE DOC(MANHATTAN) IS IN – Kronos, sfida al passato

THE DOC(MANHATTAN) IS IN – Kronos, sfida al passato

Di DocManhattan

Anni dopo, il produttore e regista Irwin Allen sarebbe diventato noto come il “Master of Disaster”: il Roland Emmerich della Hollywood anni 70, grazie a pellicole come L’avventura del PoseidonL’inferno di cristallo o Swarm. Ma prima di dedicarsi al catastrofico, Allen è per anni un produttore di serie TV in salsa fantascientifica. Di successo, come Viaggio in fondo al mare (1964-1968, tratta dal film omonimo da lui diretto), Lost in Space e La terra dei gigantio meno. Come la qui presente Kronos – Sfida al passato (The Time Tunnel). Telefilm sui viaggi nel tempo avente per protagonisti i due più sfigati crononauti di sempre, e asservita a un solo, unico mantra: risparmiare il più possibile. Sempre e in ogni caso.

Kronos sfida al passato the time tunnel 5

LA PRIMA CLASSE COSTA (MENO DI) MILLE LIRE

Siamo a metà anni 60 e “risparmio” è la parola chiave nella collaborazione tra Irwin Allen e la 20th Century Fox, nata proprio allo scopo di tirar fuori delle produzioni televisive che siano fruttuose e costino poco, dopo i salassi cinematografici in cui la major si è trovata impelagata con operazioni faraoniche – quando si dice l’aggettivo appropriato – finite in rosso come Cleopatra. Dopo Viaggio in fondo al mare e Lost in Space, Allen propone di completare la tripletta con una serie ispirata al film del ’64 The Time Travelers, in cui degli scienziati si ritrovano a testare una macchina del tempo e finiscono a zonzo nel futuro. Lo spunto di Allen che convince subito i dirigenti Fox è la possibilità di riciclare il più possibile da quanto già in magazzino o in archivio: costumi, oggetti di scena, set e spezzoni di film dell’azienda.

Se i due scienziati protagonisti della serie finiscono in Kronos sempre sul teatro di catastrofi naturali e sciagure famose, non è per un incommensurabile livello di sfiga cosmica personale o per la febbre da disaster movie che chiama a sé Allen, ma perché così è più facile trovare qualcosa da riciclare. Siano delle scene dell’affondamento del Titanic in bianco e nero da colorare appositamente o quattro costumi in croce da cowboy o compari di Robin Hood far indossare ad altrettante comparse.

Kronos sfida al passato the time tunnel 5

CANTANTI OLOGRAFICI, SUPPLENTI DI JR E DONNE GATTO

L’Operazione Tic-Toc non ha esattamente un nome da progetto scientifico particolarmente intelligente, va detto. E forse per questo il governo USA vuole tagliare i fondi a questa manica di pelandroni in camice dopo anni di finanziamenti. Per dimostrare la bontà del loro lavoro, il dottor Anthony Newman, detto Tony, imbocca però il tunnel del tempo, presto seguito dal collega Douglas Phillips. I due si trovano così a rimbalzare da un posto pericoloso all’altro, dalla prima missione su Marte nel futuro – cioè nel ’78, perché la serie, andata in onda nel ’66, è ambientata due anni dopo, in una versione degli USA leggermente distopica e con uno stato in meno – all’attacco a Pearl Harbor, dalla devastante eruzione di Krakatoa alla battaglia di Little Bighorn o a quella di Alamo e Iwo Jima. L’unico set non riciclato da un film è la base del progetto Tic-Toc, ma anche quei computer sono frutto di un’opera di riqualificazione, perché vecchi supercomputer SAGE dell’aeronautica comprati in saldo per usarli come scenografia.

L’impulsivo Tony Newman è interpretato da James Darren, che in seguito sarà tra le altre cose l’agente James Corrigan in T.J. Hooker e il cantante olografico Vic Fontaine in Star Trek Deep Space Nine. Il più pacato Doug, direttore del progetto, è Robert Colbert, famoso soprattutto per i suoi ruoli in serie western come Maverick. Anni dopo, nel 1981, sarebbe stato in lizza con Robert Culp per sostituire Larry Hagman come JR di Dallas, vista la disputa in corso tra Hagman e la CBS per ragioni contrattuali. Ma non se ne farà niente. Nel cast ci sono anche Whit Bissell (che nel ’60 era apparso peraltro in L’uomo che visse nel futuro, trasposizione cinematografica de La macchina del tempo di H. G. Wells) e, nelle vesti della dottoressa Ann MacGregor, Lee Meriwether, che quell’anno è anche Catwoman nel film di Batman del ’66, al posto di Julie Newmar.

Kronos sfida al passato the time tunnel 5

LA MORTE DEL VENERDÌ SERA

The Time Tunnel debutta sulla ABC il 9 settembre del 1966 (in Italia ci vorranno i primi anni 80, quando farà capolino sulle reti private con il titolo di Kronos – Sfida al passato). La fiducia della rete USA in questo progetto è molto bassa. The Time Tunnel viene sbattuto al venerdì sera, in quello che già ai tempi è noto nel mercato televisivo USA come “Friday night death slot”. Le secche del venerdì sera, quando il pubblico giovane è fuori a divertirsi anziché guardare la TV e gli show si spiaggiano e muoiono.

Ma a dispetto del budget da prima comunione solo-parenti-stretti con cui vengono girati tutti gli episodi successivi al primo – realizzato in un teatro di posa più grande. Per questo la base rimpicciolisce dalla seconda puntata in poi – e degli sfondoni storici con cui è condita, un anacronismo via l’altro, The Time Tunnel piace agli americani. Accompagnata dal tema scritto da un tale “Johnny Williams”, decisamente più famoso in seguito come John Williams in una certa galassia lontana lontana, la serie sfonda tra il pubblico di appassionati di sci-fi coltivato dallo stesso Allen con i suoi progetti precedenti.

Kronos sfida al passato the time tunnel

CUSTER CONTRO ROBIN HOOD

Gli ascolti sono buoni e ci sono tutti i presupposti per continuare con una seconda stagione, dopo il primo lotto di 30 episodi chiuso il 7 aprile del ’67 da un altro incontro con gli alieni, per riciclare un po’ di costumi avanzati a Lost in Space. Ma la ABC cancella The Time Tunnel, perché, pare, lo sceneggiatore Samuel A. Peeples e il produttore David Weisbart convincono la rete a dirottare quelle poche risorse su un nuovo progetto: un’altra serie western per affrontare Il virginiano (The Virginian) della NBC e Lost in Space di Allen, in onda sulla CBS. Ma Custer (aka The Legend of Custer) viene disintegrato dalla concorrenza e chiude dopo sole 17 puntate. Comunque sufficienti a far incazzare i nativi americani, che protestano in tutto il paese.

Nell’82, dalla serie di Kronos vengono tratti cinque film per la TV, accorpando a due alla volta alcuni episodi dello show dal tema simile. Gli alieni con gli alieni, Merlino con Robin Hood, i viaggi sulla Luna con i viaggi sulla Luna. Nel 2002 si prova a riproporre il tunnel per viaggiare nel tempo, con un progetto curato anche da Sheila Allen (vedova di Irwin, scomparso nel ’91, e protagonista dei suoi film più celebri negli anni 70), poi abbandonato dalla Fox per far spazio a Firefly di Joss Whedon. Nel 2006, Sheila e soci ci riprovano bussando alla porta di The SciFi Channel (oggi SyFy), ma non se ne fa nulla anche stavolta.

voyagers! 1982

TIMELESS E VOYAGERS!

E poi niente, ci pensa la concorrenza, nella fattispecie la NBC, che nel 2016 sforna Timeless. Pure qui sciagure e disastri storici, ma più incentrati sulla storia americana e ispirati più che altro secondo i produttori Shawn Ryan e Eric Kripke a Ritorno al Futuro, In viaggio nel tempo – Quantum LeapVoyagers! – Viaggiatori del tempo. Un’ALTRA serie sui viaggi nel tempo quest’ultima, appunto, trasmessa dalla NBC tra l’82 e l’83 e interpretata dal giovane Meeno Peluce de La gang degli orsi e dallo sfortunato Jon-Erik Hexum. Ma di quello parliamo un’altra volta, ché – da sinceri ammiratori di quel meraviglioso matrimonio coi fichi secchi che era Kronos – ora abbiamo una corriera temporale per il ponte del Titanic da prendere insieme a quattro comparse vestite da Carnevale dei poveri. Scusate.

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