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THE DOC(MANHATTAN) IS IN – Fantaghirò

THE DOC(MANHATTAN) IS IN – Fantaghirò

Di DocManhattan

La serie Fantaghirò è talmente tanto figlia degli anni Novanta, che se strizzate gli occhi potreste vedere Mauro Repetto che balla, laggiù in fondo. Tutto ha inizio nel 1991, a una manciata di giorni da Natale: le sere del 22 e del 23 dicembre va in onda su Canale 5 una nuova creatura di Reteitalia, la società di produzione dell’allora Fininvest, l’attuale Mediaset. Si intitola Fantaghirò, è stata girata un anno prima, ed è un film fantastico/rosa diviso in due parti da 100 minuti l’una per ammortizzare i costi di produzione piuttosto alti. È liberamente ispirato a una fiaba molto popolare in diverse regioni d’Italia, ripresa nel ’56 da Italo Calvino per la sua raccolta Fiabe italiane (“Fanta-Ghirò, persona bella”. Con il trattino).

BAVA: ARGENTO E ORCO

Alla regia c’è un figlio d’arte, che ha girato fino a quel momento storie di tutt’altro genere: Lamberto Bava, figlio del maestro dell’horror Mario Bava. Regista e sceneggiatore di DèmoniDèmoni 2 prodotti da Dario Argento, Lamberto si è dedicato all’horror (Shark – Rosso nell’oceano, mockbuster de Lo Squalo) e al thriller (il giallo erotico Le foto di Gioia con Serena Grandi, Morirai a mezzanotte), firmando spesso i suoi lavori  con lo pseudonimo di John Old Jr. Per le reti del Biscione ha già realizzato nell’89 due serie di film sempre in quei generi lì: il ciclo Brivido Giallo (A cena col vampiro, Una notte al cimitero, Per sempre, La casa dell’orco) e Alta Tensione (L’uomo che non voleva morire, Il maestro del terrore, Il Gioko, Testimone oculare). Non apparentemente la scelta ideale per una miniserie su una principessa ribelle, una Lady Oscar fantasy con i capelli a caschetto come quelli che porterà in campo qualche anno dopo Alvaro Recoba. Eppure.

L’INCREDIBILE HULK E UN KIMONO D’ORO

Eppure non solo il suo Fantaghirò funziona, ma spopola. Le due puntate, in quegli ultimi giorni del ’91, vengono viste 6 milioni e mezzo di spettatori. Aiuta certamente il fatto che i suoi protagonisti siano personaggi molto amati dal pubblico, anche televisivo. Fantaghirò è Alessandra Martines, ex ballerina di Fantastico e già interprete di alcuni film, come Sinbad of the Seven Seas con Lou Ferrigno, di Enzo G. Castellari. Il suo amato Romualdo, incontrato durante l’esilio, è Kim Rossi Stuart, reduce dai primi due capitoli della serie infinita Il ragazzo dal kimono d’oro, il Karate Kid italiano, con un Ken Watanabe (un altro Ken Watanabe) nei panni del maestro Kimura.

Nel cast del primo Fantaghirò, altri volti noti come Mario Adorf, i gemelli Ruggeri, la spagnola Ángela Molina e Jean-Pierre Cassel, il padre di Vincent. La serie viene venduta all’estero con quello che avrebbe dovuto essere il suo titolo italiano, The Cave of the Golden Rose (La Grotta dalla Rosa d’oro).

STREGHE, LAURE, BOND GIRL

Il successo della miniserie trasforma quest’ultima in un franchise che andrà avanti fino al 1996. Un appuntamento fisso, nei giorni precedenti il Natale, con altre due puntate ogni anno. In Fantaghirò 2 (20 e 22 dicembre ’92), il matrimonio tra Fantaghirò e Romualdo viene impedito dal rapimento del padre della sposa ordito dalla Strega Nera, la sempre giunonica Brigitte Nielsen. Attrice che aveva iniziato proprio in Italia, quando si era ritrovata protagonista di un seguito non ufficiale di Conan, praticamente per caso, mentre era in vacanza nel Bel Paese da ragazza. Occhiodoro è il ceco Karel Roden, poi in Hellboy di del Toro e The Bourne Supremacy. L’ultima puntata viene vista da otto milioni di spettatori.

Scritto sempre da Gianni Romoli e girato con un budget di 6 miliardi di lire, Fantaghirò 3 (1993) vede il debutto di Tarabas, fascinoso personaggio interpretato da un modello australiano, Nicholas Rogers, che pare fosse però totalmente incapace di recitare. Vogliamo ricordarlo soprattutto come protagonista, in seguito, di Laura non c’è, film che nel ’98 ha combattuto una guerra sanguinosa con il similare Jolly Blu. /risate registrate. Tornando a Fantaghirò 3, c’era anche la prima Bond girl, Ursula Andress.

CLASSE DI FANTASY

Nel ’94, il dramma. Kim Rossi Stuart è andato via e Romualdo è stato trasformato in Fantaghirò 4 in un mostro, il deforme Fiodor, per giustificare l’assenza dell’attore. Angelica è Agathe de La Fontaine (9 settimane e ½ – La conclusione, il seguito di 9 settimane e ½, Io amo Andrea di Francesco Nuti). L’ultima miniserie in due parti, Fantaghirò 5, va in onda il 23 e il 25 dicembre del ’96. Tra le nuove aggiunge al cast, Remo Girone e Luca Venantini di Classe di ferro. Gli ascolti sono calati (tanto), la serie arriva al capolinea.

Da quel momento in poi, Fantaghirò comincia una seconda vita di repliche perpetue, soprattutto sotto Natale, proseguite fino ai giorni nostri con l’arrivo su Mediaset Extra e su Netflix. Senti il nome di Fantaghirò, ed è subito Natale. Un Natale accompagnato dalle sue musiche scritte da Amedeo Minghi e da quella cacchio di pietra parlante, grande fonte d’ispirazione recitativa per Joey di Dawson’s Creek e le sue faccette. Nel ’99 ne nasce una serie animata di 26 puntate di Fantaghirò, realizzata in Spagna e trasmessa su Italia 1 a partire dall’ottobre del 2000.

Mediaset, Bava e Romoli (sempre con musiche di Minghi) hanno provato negli anni a ripetere la formula vincente di Fantaghirò con altre opere simili, autoplagi di fatto come Desideria e l’anello del drago (1995, con Anna Falchi e Franco Nero), Sorellina e il principe del sogno (1996, con Veronica Logan, Raz Degan, Valeria Marini e Cristopher Lee, #nientedimeno) e La principessa e il povero (1997, di nuovo Anna Falchi, affiancata da Lorenzo Crespi e da Nicholas Rogers, a cui nel frattempo avevano dato qualche lezione di recitazione. Forse). Ma nessuna ha funzionato come Fantaghirò. Magari perché sapevano di già visto. Magari per gli interpreti. Magari perché due su tre sono andate in onda a gennaio: Natale era già passato, il pubblico era un attimo meno euforico e buono. Chi te lo dice.

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