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StreamWeek: l’ombra del male si allunga con The Terror e Mindhunter

StreamWeek: l’ombra del male si allunga con The Terror e Mindhunter

Di Michele Monteleone

Questa settimana tornano, rispettivamente su Netflix e Prime Video, due tra le serie più riuscite delle scorse stagioni: Mindhunter e The Terror.

LA SCORSA SETTIMANA IN PILLOLE

Su Infinity arriva Ex Machina, piccolo, eppure brillante, film di fantascienza scritto e diretto da Alex Garland. Nella storia Caleb, un giovane programmatore, si aggiudica la possibilità di trascorrere una settimana nel sancta sanctorum di Nathan, il fondatore della società per cui lavora. Isolato dal resto del mondo. Caleb viene sfidato dall’uomo a interagire con la prima vera intelligenza artificiale che ha le fattezze di una bellissima ragazza. Il film funziona grazie a una scrittura limata al millimetro e alle interpretazione maiuscole di Oscar Isaac e  Gleeson. Se ve lo siete perso e amate la fantascienza, è tempo di recuperarlo!

Su Prime Video questa settimana è stato caricato City of God, drammatico affresco della vita nelle favelas di Rio de Janeiro in un lungo periodo tra gli anni ’60 agli ’80. Sul palcoscenico di uno dei luoghi più miserabili e pericolosi al mondo, vengono messe in scena le esistenze parallele, e parossisticamente divergenti, di Buscapé e Dadinho. I due ragazzini, sebbene mossi da ambizioni diverse, saranno entrambi fagocitato dall’orrore della favela. Sempre su Prime Video, ma decisamente all’opposto per quanto riguarda il genere, vi consiglio di rivedere per l’ennesima volta, quel pazzo, pazzo genio di Jim Carrey alle prese con uno dei suoi personaggi più riusciti, Ace Ventura l’acchiappanimali. Se non ridete, sappiate che qualcosa in voi si deve essere rotto.

Su Netflix arriva il film di fanatscienza low budget, ma con una grande idea, che lanciò definitivamente la carriera di Vin DieselPitch Black. A seguito di un atterraggio di fortuna su un pianeta che sembra essere deserto, un gruppo di naufraghi e un prigioniero, il pericoloso omicida Riddick, lottano per la sopravvivenza quando scoprono che il luogo in cui sono atterrati nasconde uno spaventoso segreto: al tramonto, dalle profondità della terra, striscia fuori l’incubo. Pitch Black è uno di quei casi in cui la forza del concept (e, ammetto, un’ottima performance da parte di Diesel) resero un film piccolo, un vero e proprio cult. I tentativi di farlo diventare una saga, di ingigantirlo nelle proporzioni, che avvennero con i successivi seguiti, furono invece dei gran buchi nell’acqua. Peccato, Riddick si meriterebbe dei seguiti all’altezza del primo.

IL PODIO

Ogni settimana seleziono per voi tre visioni imprescindibili, non sono sempre i migliori usciti (anche perché se una settimana caricano Quarto Potere, non potrei mai dirvi che l’ennesima serie di supereroi con gli effetti visivi realizzati con paint, è meglio), ma sono sempre le serie o i film più attesi, chiacchierati, snobbati o anche solo criticati degli ultimi sette giorni. O semplicemente quelli che piacciono più a me.

Mindhunter (Netflix)

La serie, creata da Joe Penhall e prodotta e in parte diretta (in questa seconda serie i primi tre episodi), da David Fincher, è senza ombra di dubbio, una delle migliori degli ultimi anni. Da sola, la storia dell’unità dell’FBI che ha introdotto il profiling e definito il metodo con cui identificare e arrestare i serial killer, vale il prezzo dell’abbonamento di Netflix. La prima stagione procedeva lenta, schiacciata sui protagonisti che da soli costituivano la maggior parte del fascino dello show. Un’intrico di sentimenti contrastanti e spinte emotive che li rendeva vivi e complessi. Ora quei personaggi bistrattati e tenuti in tensione per un’intera stagione, vengono messi in prima linea contro il male e lo affrontano creando nuovi squilibri nelle loro menti. Mindhunter è la rappresentazione stessa dell’aforisma di Nietzsche “Quando guardi a lungo l’abisso, l’abisso ti guarda dentro”. Oltre ai drammi interiori dei nostri agenti, questa stagione ci regala una lunga e complessa indagine sullo strangolatore di Atlanta, un’occhiata a Charles Manson (geniale il modo con cui viene trattato dalla scrittura che quasi lo squalifica rispetto ai mostri di cui si occupa la squadra) e un’apparizione anche del Figlio di Sam. In definitiva torna una delle migliori serie della televisione e lo fa migliorandosi ulteriormente rispetto a quello che già sembrava un’esordio perfetto.

The Terror: Infamy (Prime Video)

La prima stagione di The Terror era ispirata a un romanzo di Dan Simmons, uno dei signori della fantascienza contemporanea. La storia degli equipaggi dell’Erebus e del Terror, intrappolati sui ghiacci del polo, alla futile ricerca del passaggio a nord ovest e braccati da un gigantesco orso polare, aveva meccanismi narrativi perfetti che permettevano a una serie con un budget limitatissimo, di essere davvero grande. La discesa nelle tenebre dei protagonisti, piegati dal clima e dalla paura, era una spirale nerissima in cui lo spettatore finiva per essere fagocitato. La serie era evidentemente conclusa, ma come succede sempre più spesso (penso ad esempio a The Sinner) la AMC, visto l’enorme successo riscontrato, ha deciso di dare un seguito a The Terror, trasformandola in una serie antologica. La seconda stagione si ambienta durante la seconda guerra mondiale, subito dopo l’attacco a Pearl Harbour e nell’infame periodo dei campi di concentramento americani per i giapponesi. La storia comincia decisamente con meno mordente della prima stagione, l’elemento soprannaturale ancora non è chiaro come si andrà a inserire nella narrazione e, in mancanza dell’unità di luogo della prima, manca sicuramente quel senso di ineluttabile disgrazia che invece affogava da subito lo spettatore che si trovava ad assistere alle sciagure della spedizione dell’Erebus. Penso che sia ancora troppo presto, dopo un solo episodio, per giudicare la serie, proverò a parlarvene ancora più avanti. Per ora mi tengo i miei dubbi.

Il Figlio di Saul (Prime Video)

Fanno paura i serial killer di Mindhunter e inquietano le presenze soprannaturali di The Terror, ma se dovessimo fare una classifica del male, sicuramente la storia di Saul Ausländer, il protagonista di Il Figlio di Saul, svetterebbe in tutto il suo orrore. L’uomo è un membro ungherese del Sonderkommando, il gruppo di prigionieri ebrei costretti ad aiutare i nazisti nella loro opera di sterminio nei campi di concentramento. Mentre sgombra e pulisce una delle camere a gas, Saul vede uccidere dai dottori nazisti un ragazzo che era inspiegabilmente sopravvissuto alla gassificazione. L’uomo, che sostiene che il ragazzo morto sia suo figlio, vuole evitargli la cremazione e dargli una degna sepoltura, per questo motivo, si mette alla ricerca di un rabbino all’interno di quell’inferno che è il campo. Claustrofobico e inquietante, il film si è guadagnato l’oscar e il golden globe come miglior film straniero e il grand prix della giuria a Cannes. Avrete bisogno di tutto il vostro coraggio per affrontarlo perché è quel tipo di cinema che riesce incredibilmente bene nel farvi del male.

IL RECUPERO

Come tutte le settimane, siamo arrivati all’ultima parte della rubrica dedicata a una chicca, a un contenuto che probabilmente vi siete persi nell’uragano di novità con cui veniamo bombardati.

Chef’s Table (Netflix)

È davvero raro che io parli di programmi televisivi su questa rubrica. Il motivo è semplice: è davvero raro che mi piacciano. Però questa serie di bellissimi documentari sul cibo e sui migliori cuochi al mondo, merita davvero tutta la vostra attenzione. La forza di Chef’s Table è andare a esplorare le cucine e le vite di uomini e donne che hanno dedicato la loro esistenza all’arte culinaria. Per farlo la serie utilizza splendida musica classica, una regia, una fotografia e un montaggio da grande produzione, elevando la materia trattata (come è giusto che sia) verso le vette dell’arte e mostrandoci come la dedizione di queste persone crei veri e propri capolavori. Se siete appassionati di cucina è decisamente il programma che fa per voi.

Alla prossima settimana, miei fedeli bingewatchers: se vi è piaciuto qualcuno dei consigli che vi ho dato, se volete segnalarmi qualcosa che mi sono perso o se volete suggerirmi qualcosa di cui discutere la prossima settimana, vi invito a commentare l’articolo. La vostra guida allo streaming compulsivo è sempre disponibile!

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