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Al via la 76ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

Al via la 76ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

Di Lorenzo Pedrazzi

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Ci siamo: la 76ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia comincia nella giornata di oggi, per poi concludersi sabato 7 settembre, quando saranno annunciati i vincitori. La regista argentina Lucrecia Martel presiede la Giuria del Concorso Ufficiale, ed è affiancata dallo storico e critico Piers Handling (Canada), dalla regista Mary Harron (Canada), dall’attrice Stacy Martin (UK), dal direttore della fotografia Rodrigo Prieto (Messico), dal regista Tsukamoto Shinya (Giappone) e dal regista Paolo Virzì (Italia). Il film d’apertura è La vérité di Hirokazu Kore’eda (in concorso), mentre la chiusura è stata affidata a The Burnt Orange Heresy di Giuseppe Capotondi (fuori concorso).

Nomi di prestigio

Anche quest’anno il Concorso Ufficiale è piuttosto ricco di firme prestigiose, e non mancano i film che potrebbero avere un ruolo centrale nella prossima stagione dei premi. I grandi autori internazionali (oltre allo stesso Kore’eda, basti citare Pablo Larrín, Roy Andersson, Robert Guédiguian, Roman Polanski, Olivier Assayas) si alternano a tre italiani di grande spessore (Pietro Marcello, Franco Maresco, Mario Martone), e non mancano nemmeno cineasti americani come James Gray, Todd Phillips, Noah Baumbach e Steven Soderbergh, sempre in bilico tra Hollywood e il cinema indipendente.

Particolarmente atteso, soprattutto a livello “popolare”, è proprio il Joker di Phillips, presentato in anteprima mondiale. È raro vedere un cinecomic in un grande festival di cinema (tantomeno in concorso), ma Joker fa ovviamente storia a sé: il film è stato concepito come un dramma psicologico focalizzato sui personaggi, e ispirato a due capolavori di Martin Scorsese come Taxi Driver e Re per una notte. Difficilmente il mattatore Joaquin Phoenix deluderà, sia nel film sia in conferenza stampa. E già si parla di Oscar.

Anno nuovo, vecchie polemiche

L’esile presenza di registe donne in concorso ha suscitato notevoli polemiche, soprattutto negli Stati Uniti. Nel 2018, con la sola Jennifer Kent (peraltro vittima di vergognosi insulti da parte di uno spettatore alla proiezione stampa del suo film), i principali magazine d’oltreoceano hanno accusato la Mostra – e l’Italia intera – di “maschilismo tossico”, ma quest’anno la situazione non è cambiata. Il Direttore Alberto Barbera ha insistito nuovamente sul fatto che il programma ufficiale sia molto focalizzato sulle donne, eppure in concorso ci sono solo due cineaste: la saudita Haifaa al-Mansour e l’australiana Shannon Murphy. Una percentuale davvero esigua, per quanto indubbiamente esista un problema alla fonte, di accesso alla carica, che ostacola la presenza di autrici nel programma veneziano.

La Mostra del Cinema tende spesso a mettere in concorso cineasti già rinomati a livello internazionale, e in questo momento le registe più “note” non sono disponibili per due ragioni: alcune hanno già presentato i loro film in altri festival (come Céline Sciamma), mentre altre non hanno ancora ultimato le riprese o il montaggio dei propri lavori (è il caso, ad esempio, di Greta Gerwig, il cui Piccole donne non è pronto). Detto questo, un festival ha anche il dovere di concentrare l’attenzione su nuovi talenti, non soltanto sui cineasti già affermati, e il concorso di quest’anno include solo Shannon Murphy come donna esordiente.

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Altre sezioni

Non c’è solo il concorso, ovviamente. La sezione Orizzonti è spesso la più ricca di sorprese, e lancia registi che talvolta vengono “promossi” nel Concorso Ufficiale gli anni successivi. Altrove, si annunciano polemiche attorno a Chiara Ferragni – Unposted di Elisa Amoruso, ma non è certo scandaloso per una sezione che si chiama – non a caso – Sconfini; senza contare che il cinema è sempre stato uno strumento di testimonianza e approfondimento della realtà – di qualunque fattura essa sia – e un documentario sulla più celebre influencer/imprenditrice italiana contemporanea non suona certo così assurdo, nemmeno a Venezia.

Anche il Fuori Concorso non mancherà di suscitare interesse. Si notano in particolare Irréversible di Gaspar Noé in versione integrale; Vivere di Francesca Archibugi; Mosul di Matthew Michael Carnahan; Adults in the Room di Costa-Gavras (che riceverà il premio Jaeger-LeCoultre); The King di David Michôd; Tutto il mio folle amore di Gabriele Salvatores; e soprattutto Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick, celebrato per il ventesimo anniversario anche con il documentario Never Just a Dream: Stanley Kubrick and Eyes Wide Shut di Matt Wells.

Da segnalare infine che anche quest’anno ci sarà spazio per le serie tv: saranno infatti mostrati due episodi di ZeroZeroZero, co-diretta da Stefano Sollima e basata sul libro di Roberto Saviano; e due puntate di The New Pope, sequel di The Young Pope diretto da Paolo Sorrentino.

Venezia 76

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