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THE DOC(MANHATTAN) IS IN – Party of Five (Cinque in famiglia)

THE DOC(MANHATTAN) IS IN – Party of Five (Cinque in famiglia)

Di DocManhattan

Sei anni trascorsi in TV pericolosamente, con ascolti sempre troppo bassi, la spada di Damocle della cancellazione che penzolava sul set come in un allenamento di Tana delle Tigri. Un rapporto difficile con il grande pubblico traghettato anche da noi, con i cambi di titolo e palinsesto, e le lunghe pause, nei suoi passaggi su Mediaset. Eppure c’è chi è pronto a giurarvi che Party of Five, alias Cinque in famiglia, fosse una gran bella serie. E in mancanza, ci sono il Golden Globe e tutti quegli altri premi portati a casa da questa giovane fucina di future stelle del cinema e della TV a testimoniarlo.

Tutto era nato con uno scopo ambizioso, riassumibile in tre parole: “un”, “altro”, “BeverlyHills90210”. Nel 1993 le avventure piene di basette squadrate di Brandon e gli altri erano arrivate alla quarta stagione, e per qualcuno avevano perso lo spirito degli esordi. Quel qualcuno era Sandy Grushow, che un anno prima era diventato presidente di Fox Entertainment e che ritiene ormai vecchio il concept di Beverly Hills 90210 – che a dispetto dei patemi di Grushow sarebbe comunque andato avanti per altre sei stagioni, fino al 2000. Come ricorda questo articolo del Los Angeles Times, Grushow voleva un’altra “serie sui teenager per i teenager”, e tirò fuori questa idea di un gruppo di ragazzi che hanno perso i loro genitori in un incidente e sono costretti a cavarsela da soli.

Grushow pensa a una serie a cuor leggero, allegra, divertente. Cioè – come sapete se avete mai visto anche una sola puntata di Party of Five  l’esatto opposto di quello che diventeranno le avventure degli sfigatissimi fratelli Salinger.

Party of Five Cinque in Famiglia

I due trentenni a cui viene affidato quello spunto per trasformarlo in un prodotto televisivo, infatti, non sono molto convinti della faccenda del tono. Christopher Keyser (The Society per Netflix) e Amy Lippman sono ai tempi due sceneggiatori conosciutisi a Harvard e trasferitisi a Los Angeles. Keyser – che ha già scritto vari episodi per serie come Avvocati a Los Angeles – e Lippman decidono di ribaltare la traccia arrivata dai piani alti. Apprezzano l’idea di una famiglia di orfani, ma vogliono giocare con le aspettative dello spettatore. Ad esempio facendo in modo che “non sia il più grande il più responsabile e non sia una ragazza il personaggio più materno” a casa Salinger.

Ma soprattutto non vogliono una banale storia di ragazzi casinisti senza controllo, perché lo spunto di Grushow a Keyser sembra “troppo un …Non dite a mamma che la babysitter è morta! in versione TV”. I cinque fratelli Salinger partono così per un viaggio condito da problemi di varia natura, dall’alcolismo di Bailey alla lotta contro il cancro di Charlie. La Lippman era solita scherzare con i manager Fox sul fatto che la serie sarebbe stata più a suo agio in un cimitero, ma la battuta non era molto apprezzata da chi stava pagando quello show che faticava a imporsi, nonostante i complimenti della critica per i suoi temi maturi e i personaggi ben scritti.

Di certo non era il “Rifondazione 90210” che avrebbe dovuto essere da principio. La prima stagione, andata in onda tra il settembre del ’94 e il marzo del ’95, si piazza al 125° posto nella classifica di quella stagione televisiva. Non benissimo, ma neanche bene.

Party of Five

I fratelli Salinger sono intanto un campione rappresentativo di facce nuove dell’entertainment USA, destinate a ben altri successi. Charlie è Matthew Fox, e diventerà famoso in tutto il pianeta dieci anni dopo grazie a Lost; Julia è Neve Campbell, e dovrà aspettare molto meno, grazie alla serie Scream; Claudia è Lacey Chabert, Bailey è Scott Wolf. Viene da Bayside School, apparirà in decine e decine di altre serie TV (l’ultima è Nancy Drew, in arrivo a ottobre). E ancora Jennifer Love HewittScott Grimes (il Malarkey di Band of Brothers, The Orville)…

Ed è proprio il tipo di storie di Party of Five, nonostante gli ascolti bassi, a tenere la Campbell o la Hewitt legati allo show, nonostante le lusinghe del grande schermo. La Lippman ricorderà alla chiusura della serie la fiducia che gli interpreti hanno sempre riposto negli autori, e la voglia di continuare a far parte della “famiglia”, anche con il richiamo delle sirene di Hollywood. Party of Five non era Melrose Place, non fuggivano tutti, stagione dopo stagione.

Almeno non nei primi cinque anni.

Cenerentola a New York

Arrivati alla sesta stagione, Neve Campbell e Scott Wolf si chiamano fuori per l’anno successivo. Non saranno della partita per un’eventuale stagione 7, resa peraltro improbabile dal crollo degli ascolti. Spostato dal mercoledì sera al martedì, lo show precipita dal 70° al 113° posto. Dell’idea di continuare a raccontare le storie della famiglia tramite Charlie e Lacey, con occasionali comparsate degli altri, non se ne fa più nulla. Lo spin-off Cenerentola a New York (Time of Your Life, con la Hewitt trasferitasi a NYC e diventata coinquilina di Jennifer Garner) non è stato nel frattempo rinnovato dopo la prima stagione, e chiuderà il mese dopo l’ultimo episodio di Party of Five, nel giugno del 2000. Gli ultimi sette episodi di Cenerentola a New York non vengono neanche trasmessi.

In Italia, Party of Five debutta nel settembre del ’96, con il suo titolo originale. La serie è fresca di Golden Globe (Best Television Series – Drama) e viene promossa da Mediaset come la nuova Beverly Hills 90210/Melrose Place, lanciandola in prima serata su Italia 1. Non va. Ci si riprova nella fascia preserale del sabato. Palo. Infine dal lunedì al sabato, alle 16,30, con il titolo Cinque in famiglia. Deviazione in corner.

Terminati gli episodi della seconda stagione, ci vorranno tre anni per vedere quelli della terza. Seguono altri stop, salti di canale (da Italia 1 a Canale 5) e orario, e sì, il titolo rimbalza più volte da quello originale alla sua versione italiana. Per vedere le ultime puntate della sesta stagione occorrerà aspettare il 2010.

Party of Five reboot

Il nuovo Party of Five, in arrivo prossimamente, parlerà di cinque fratelli rimasti da soli, i Buendias, perché i genitori non sono morti in un incidente, ma sono stati rimandati in Messico. I tempi cambiano, le storie si adattano. Dietro ci sono sempre Amy Lippman e Christopher Keyser, che no, non sono una coppia anche nella vita.

Il testimone, venticinque anni dopo quella prima puntata, di una serie che il grande pubblico non ha mai amato, ma la critica sì, tra una minaccia di cancellazione da parte del network e l’altra. Nel ’95, TV Guide aveva descritto ai suoi lettori Party of Five come “la miglior serie che non state guardando”. Cavolo se era vero.

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