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Kyoto Animation – Raccolti 274 milioni di yen in 21 ore

Kyoto Animation – Raccolti 274 milioni di yen in 21 ore

Di Marlen Vazzoler

È trascorsa una settimana dall’incendio doloso ha distrutto lo Studio 1 della Kyoto Animation. Hideaki Hatta presidente dello studio ha dichiarato che tutto il materiale animato delle precedenti produzioni e i computer dello Studio 1 sono stati distrutti nell’incendio doloso della settimana scorsa:

“L’ammontare [monetario] del danno? Estremo. Non conosco tutti i dettagli. Ho il cuore spezzato. Non riesco a sopportarlo. Neanche nei miei sogni avrei mai pensato che potesse accadere un disastro così grande. Questo è un duro colpo per la nostra azienda e il nostro settore. Ognuno di loro era un collega eccellente e meraviglioso.

Non voglio che i titoli che abbiamo creato con grandissima cura vadano sprecati a causa di questo incidente. Sebbene non possiamo prevedere cosa accadrà, tutti gli altri vogliono fare del loro meglio per i membri dello staff che sono deceduti”

Successivamente l’avvocato Daisuke Okada assunto dalla Kyoto Animation per gestire le comunicazioni pubbliche sull’incidente, ha dichiarato che non tutto il materiale di carta e i dati erano allo studio 1, stanno ancora controllando se riusciranno a salvare i dati dai computer bruciati.

Le vittime

Il 19 luglio il numero dei morti è salito a 34. Uno dei feriti che era stato portato in ospedale è deceduto. Tra questi, circa l’80%, 26 persone sono state dichiarate morte per ustioni. Quattro persone hanno perso la vita per avvelenamento da monossido di carbonio e altre due per soffocamento. Una persona è morta a causa di ustioni su tutto il corpo, non è ancora stata dichiarata la causa della morte di una vittima.

Grazie a dei test del DNA tutte le vittime sono state identificate e la polizia ha cominciato a consegnare i resti alle famiglie.

Trentaquattro i feriti, ad uno sono state amputate le gambe. Quindici persone si trovano ancora in ospedale con ferite gravi, ed alcune sono ancora prive di sensi.

Il ministro degli esteri della Corea del Sud ha rilasciato un comunicato che conferma che uno dei feriti è sud-coreano.

L’avvocato Okada ha dichiarato tramite il sito ufficiale che per poter dare priorità alle famiglie delle vittime, la compagnia non ha intenzione di rivelare i loro nomi fino alla fine dei funerali.

Il sospettato

Secondo gli investigatori l’uomo (di cui preferisco non citare il nome, ndr.) ha visitato giorni prima le aeree attorno allo studio d’animazione e l’edificio.

Il giorno prima dell’attacco si è recato in un negozio fai-da-te nella città di Uji dove ha comprato delle taniche, un martello e altri oggetti. Il gasolio è stato invece comprato in un distributore lì vicino, che ha messo nei contenitori e in parte in un secchio per poterlo gettare all’interno dell’edificio.

Si suppone che il sospettato abbia usato un carretto a mano per portare gli oggetti sul luogo del crimine. La polizia ha ottenuto un mandato d’arresto per il 41enne: le accuse sono di incendio doloso e omicidio.

L’uomo si trova nell’unità di cure intensive per ustioni gravi, le sue condizioni sono critiche. L’interrogatorio avverrà quando le sue condizioni miglioreranno.

Accusa e problemi mentali

Un testimone oculare aveva dichiarato che il sospettato ha urlato qualcosa in merito a un furto da parte dello studio, della trama di un suo romanzo. Ma la polizia non può confermare se ne ha mai pubblicato uno.
Hatta ha detto che nessuno allo studio lo ha riconosciuto e che non hanno mai ricevuto un messaggio via e-mail da parte sua:

“Non ne abbiamo mai sentito parlare. Ho sentito che ha 41 anni. Lo avremmo riconosciuto immediatamente se ci avesse contattato in passato”.

Il nome non compare nemmeno tra quelli che hanno sottoposto un romanzo alla compagnia, per partecipare al programma Kyoto Animation Awards.

Nel 2012 l’uomo è stato incriminato per una rapina in un negozio di alimentari, per la quale è stato condannato a tre anni e mezzo di prigione. Secondo le fonti di NHK è stato curato per problemi mentali.

kyoto animation fiori

L’edificio

Per entrare gli impiegati dovevano scannerizzare un ID speciale all’entrata dell’edificio. Ma nel giorno dell’attacco erano attesi dei visitatori alla Kyoto Animation e per questo motivo il sistema era stato disabilitato.

NHK ha rivelato che l’incontro previsto alle 11:00 a.m. quel giorno era per la realizzazione di un cortometraggio sui Giochi paralimpici di Tokyo 2020.

Il rapporto del dipartimento dei vigili del fuoco della città di Kyoto al consiglio comunale, del 22 luglio, afferma che lo studio aveva adottato adeguate misure di protezione antincendio, incluse le esercitazioni antincendio con i dipendenti.
Le scale a chiocciola sono consentite dai vigili del fuoco di Kyoto ma a una condizione che vi sia anche una sporgenza sospesa dal soffitto, chiamata tarekabe in giapponese, per bloccare il flusso di fumo al livello superiore in caso di incendio.

Secondo i codici standard antincendio, i protocolli di sicurezza antincendio della Kyoto Animation sono stati giudicati esemplari. Nel 2014 lo studio ha ricevuto un certificato di encomio dai vigili del fuoco per la sua conformità alla sicurezza antincendio.

Per quanto riguarda invece l’accesso al tetto, un dipendente dello studio ha spiegato che la porta era dotata di un insolito meccanismo a due leve che potrebbe esser stato difficile per chi non l’aveva mai usato prima.

Secondo gli investigatori i dipendenti sono stati sopraffatti dagli effetti dell’inalazione del fumo, mentre tentavano di fuggire, e sono crollati nella tromba delle scale ostruendo così il percorso e rendendo man mano la situazione più difficile con ciascun arrivo.

Un monumento

Due giorni dopo l’attacco, Hatta in un’intervista con la stampa ha spiegato che sta considerando di demolire l’edificio per creare un parco pubblico che includerà un monumento:

“Quando considero che lo staff e le persone che vivono nel quartiere, ci sono delle persone che non vogliono vedere uno spettacolo così raccapricciante. Vorrei coprire i resti e rimuovere rapidamente l’edificio. Se possibile, vorrei trasformare il sito in un parco ed erigere un monumento [ai defunti]”.

Inoltre ha espresso la sua gratitudine per i messaggi arrivati da tutto il mondo dai fan e dalla comunità dell’animazione:

“Persone di molti e diversi paesi hanno visitato [il sito]. I loro gentili messaggi sono stati per noi una fonte di supporto emotivo”.

Testimonianze

Un giovane lavoratore edile rivela che ha aiutato a scappare quattro membri dello staff tramite un tubo di scarico perché non riusciva a raggiungerli con una scala. Non è potuto andare all’ingresso perché era troppo pericoloso.

Un impiegato di 52 anni, che stava disegnando sfondi al secondo piano, dove c’erano altre 20/30 persone, racconta che alle 10:30 a.m. ha sentito prima una voce maschile urlare qualcosa e poi una donna strillare. Poi un collega è corso dal primo piano urlando ‘Fuoco!’. Una donna del secondo piano ha premuto il pulsante dell’allarme e circa quindici secondi dopo è uscito un denso fumo nero dalla scala a chiocciola.

Istantaneamente non poteva più vedere nulla. Racconta di aver pensato:

“Devo scappare”.

Si è accovacciato e si è fatto strada nell’oscurità verso il balcone a pochi metri di distanza. C’erano già una dozzina di altri impiegati lì, chinati sulla ringhiera che chiedevano aiuto.

kyoto animation schema

Guardando in basso, ha visto una persona avvolta dalle fiamme e un’altra che aveva saltato sdraiata a terra, 5 metri sotto il balcone. Ha pensato che sarebbe:

“Morto nel fumo o avrebbe saltato e si sarebbe ferito gravemente”.

Mentre l’uomo faticava a decidere, ha sentito altri incoraggiarlo a saltare, una persona ha gridato:

“Va bene. Puoi saltare. Puoi farlo!”

È saltato giù dal balcone ed ha subito solo delle lievi ferite. Sul minibus che li ha portati all’ospedale, ha visto circa 20 persone del suo piano.

Kansai News riporta che l’uomo è tornato a lavorare mercoledì con altri colleghi, ha dichiarato:

“È stato bello vedere le persone sopravvissute, anche se c’erano alcune che non ce l’hanno potuta fare e altre che andavano e venivano”.

Donazioni

Lo Studio ha aperto un conto per accettare donazioni:

Nome della banca: The Kyoto Shinkin Bank
Swift: KYSBJPJZ
Filiale: Minami Momoyama Branch
Numero: 048
Indirizzo: 16-50, Yosai, Momoyama-cho, Hushimi-ku, Kyoto-shi, Kyoto-hu, 612-8016, Japan
Numero del conto: 0002890
Detentore del conto: Kyoto Animation, Co., Ltd., representative director Hatta Hideaki (Hideaki Hatta)

I fondi verranno dati alle famiglie delle vittime e dei feriti, e verranno usati per la ricostruzione. Inoltre lo studio vuole che ci sia trasparenza sui fondi ricevuti e posterà informazioni sul suo sito web.

Nelle prime 21 ore sono stati raccolti più di 274 milioni di yen ($2.5 milioni), oggi pomeriggio sono state ricevuti 14000 depositi. Una persona ha donato 1 milione di yen riporta il Kyoto Newspaper.

Per quanto riguarda la compagna fondi della texana Sentai Filmworks, che licenzia diverse opere della Kyoto Animation, sono stati raccolti $2,182,220 milioni da 64,681 donatori, superando l’obiettivo di $750,000. La raccolta continuerà fino al 31 luglio.
La compagnia ha dichiarato che i soldi non verranno toccati fino a quando non troverà il modo per farli avere ai destinatari.

L’Association of Japanese Animators (AJA) ha aperto u conto per le donazioni per la Kyoto Animation, presto rivelerà i dettagli sul conto e su quando comincerà ad accettare le donazioni.

Municipalità giapponesi

Alcuni comuni giapponesi comparsi nelle opere dello studio hanno iniziato a raccogliere denaro per aiutare l’azienda e i sopravvissuti.

La città di Iwami nella prefettura di Tottori, nota per l’ambientazione di Free! ha allestito delle scatole per le donazioni presso il suo ente di promozione turistica e nelle località associate all’opera. Dalla messa in onda dell’anime nel 2013, i visitatori annuali sono cresciuti di cinque volte, circa 50.000 persone.

La città di Ogaki nella Prefettura di Gifu comparsa nel film La forma della voce, ha cominciato a raccogliere donazioni per lo studio. Takeshi Miura dell’associazione del turismo ha detto:

“Hanno rappresentato il paesaggio urbano con i loro meravigliosi disegni e gli solo grato”.

Una preghiera dalla scuola elementare di Toyosato, sulla quale è stata modellata la scuola di K-On!.

I messaggi raccolti dalla scuola superiore di Kyoto, a cui si sono ispirati per la scuola di Sound! Euphonium.

Fonti NHK, NHK, NHK, NHK, Yahoo Japan, NHK, Asahi Shimbun Digital, Kyoto Animation, AJA, Mainichi, Kyodo, Mainichi, Mainichi, NHK, Sankei News West, Yahoo, Yahoo

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