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Game of Thrones – George R.R. Martin contro la tossicità del fandom su internet

Game of Thrones – George R.R. Martin contro la tossicità del fandom su internet

Di Lorenzo Pedrazzi

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La stagione finale di Game of Thrones ha suscitato il malcontento di moltissimi spettatori, al punto che la petizione per chiedere di rifarla ha raggiunto 1.6 milioni di firme. George R.R. Martin – ancora al lavoro sul penultimo libro della saga letteraria – ha partecipato al podcast del critico Leonard Maltin, e si è soffermato proprio sulla tossicità di alcuni fan, o meglio, sul ruolo nefasto di internet e dei social media rispetto alle vecchie fanzine con cui lui stesso è cresciuto.

Adesso, ovviamente, internet ha aumentato esponenzialmente la rilevanza [dei fandom]. Puoi scrivere su Twitter e su Facebook, ma non so se sia un miglioramento.

Lo stesso Martin agevola il contatto con i fan: ha un blog e un profilo Twitter, dai quali aggiorna costantemente i suoi seguaci. Il punto, però, è che i social network permettono anche di commentare in forma anonima, e questo porta alcuni detrattori a condurre il discorso in modo “codardo”.

Internet è tossico in un modo che era totalmente estraneo alla vecchia cultura delle fanzine e del fandom – il fandom della fantascienza e dei fumetti di quei tempi. Voglio dire, sì, c’era disaccordo, c’erano faide, ma nulla di equiparabile alla follia che vediamo su internet.

I fan al potere

Il potere del fandom su internet è effettivamente in crescita, e persino le grandi realtà dell’intrattenimento – oltre ai singoli attori e registi – danno ascolto alle polemiche scatenate sui social.

Circa un anno fa, Scarlett Johansson ha abbandonato il ruolo di Dante “Tex” Gill in Rub & Tug dopo le proteste della comunità LGBTQ+, dato che Gill era un uomo transgender. Dal canto suo, nel 2017, Ed Skrein ha rinunciato al ruolo di Ben Daimio in Hellboy perché molti fan erano comprensibilmente irritati dall’ennesimo caso di whitewashing, e infatti la parte è stata poi affidata a Daniel Dae Kim.

Di recente, Paramount ha deciso di cambiare il design di Sonic nel film in live-action, dando retta alle rimostranze dei fan sui social, e il film è stato rimandato al 2020. Pochi giorni fa, invece, Netflix Italia ha deciso di rimuovere il nuovo doppiaggio di Evangelion in seguito alle numerose proteste on-line, per sostituirlo con un adattamento meno controverso.

Inutile dire che, grazie a queste “vittorie”, i vari fandom su internet si sentono sempre più potenti, e la situazione potrebbe diventare ancora più folle. Di sicuro Game of Thrones non girerà un nuovo finale, ma le considerazioni di George R.R. Martin sono pienamente comprensibili.

La risposta di Damon Lindelof

Le parole di Martin hanno però suscitato qualche malumore in Damon Lindelof, memore di quando lo scrittore attaccò il finale di Lost. Nel 2011, infatti, apparvero sul New Yorker alcune sue dichiarazioni molto critiche nei confronti della serie ABC, dove Martin si augurava di non commettere gli stessi errori di Lost.

È evidente che Lindelof ha ancora il dente avvelenato, come traspare da questo post su Instagram:

Sono d’accordo con te, George. E resto un grande fan del tuo lavoro. Detto questo, mi sono sempre chiesto se fossi Casa Stark o Casa Lannister… e ora so che sei Casa di Vetro. Smettiamola di lanciare pietre, va bene?

Il creatore di Lost e The Leftovers vede quindi dell’ipocrisia nelle parole del collega, pur condividendo il discorso generale.

Fonti: TV Guide; Bleeding Cool

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