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Il Comic-Con celebra un’ultima volta Game of Thrones

Il Comic-Con celebra un’ultima volta Game of Thrones

Di Adriano Ercolani

La serie può anche essere definitivamente terminata con la (discussa) ottava stagione, ma l’attaccamento del pubblico per Game of Thrones è ancora incredibilmente forte. A testimoniarlo le interminabili ore di fila sostenute per poter accedere alla Hall H e assistere al commiato del cast verso le migliaia di appassionati accorsi al Convention Center di San Diego.

Alle 5.45 esatte l’ultimo panel dedicato alla serie di culto si apre con una clip che presenta i momenti migliori e i personaggi più amati/odiati della serie, lungo tutte le sue otto stagioni. Il boato maggiore se lo prende (a sorpresa?) Arya Stark, protagonista probabilmente del momento più sorprendente ed emozionante dell’ottava stagione. Meglio evitare ancora una volta uno spoiler, non si sa se al mondo c’è ancora qualcuno che non ha visto la serie HBO…
Sul palco si presentano Maisie Williams, Nikolaj Coster-Waldau, Liam Cunnigham, Conleth Hill, Jacob Anderson, John Bradley e Isaac Hampstead Wright. Accolti da un’ovazione che può tranquillamente essere considerata tra le più calde della storia della Hall H. E ce ne sono state, credeteci…

Dopo la fine…

Una delle battute più divertenti dell’inizio della conversazione la regala Isaac Hampstead Wright, il quale conferma che adesso pretende che gli amici o addirittura i familiari a casa lo chiamino “sua maestà”. Il pubblico applaude fragorosamente. Agli altri attori chiedono cosa pensano stiano facendo i loro personaggi dopo la fine della storia raccontata: Maisie Williams pensa che la sua Arya sia in giro per il mondo come Dora l’esploratrice (magari una versione più adulta e pronta a spargere sangue con la sua spada…), mentre Jacob Anderson vede il suo personaggio Greyworm pronto a fondare una nuova società basata sull’uguaglianza, “anche se non credo riuscirà a ritrovare lo stesso amore che Missandei ha regalato lui” afferma triste l’attore. Quando la parola passa a Liam Cunningham, l’attore scherza sul fatto che uno degli spin-off dovrebbe essere intitolato “Better Call Davos”, Chi invece scherza un po’ meno è Conleth Hill, evidentemente ancora un po’ disorientato dalla fine riservata al suo Lord Varys: “Ho amato lavorare a Game of Thrones per tutti questi anni, ma non mi pento di aver promosso la petizione per il remake dell’ultima stagione. Il messaggio più grande che abbiamo portato al pubblico secondo me riguarda l’inutilità della guerra.” Nikolaj Coster-Waldau è più diplomatico: “Ogni stagione ha avuto le sue controversie, e alla fine della storia per forza qualcuno doveva rimanere scontento. Non io: per me la fine più giusta per Jamie era quella di morire tra le braccia della sua amata Cersei.” Anche Isaac Hampstead Wright sostiene le scelte degli autori David Benioff e B.D. Weiss (non pervenuti al Comic Con): “Il finale della serie è aperto, e questo mi piace. Bran non è uno che legge il futuro, quello che accadrà è spesso nebbioso per lui, ed è aperto a interpretazioni.” Alla Williams invece viene chiesto se Arya in giro per le terre sconosciute incontrerà finalmente l’amore: “Non credo, lei è sempre stata un lupo solitario, non la vedo avere un partner fisso al suo fianco.”

Not today…

La domanda più classica chiesta agli attori è la loro battuta favorita della serie. Inizia Coster-Waldau affermando di aver amato la scena in cui scopriamo l’origine del nome di Hodor. Per Cunningham è “Nobody fucks you harder than me.” Per la William “Not today” (il pubblico esplode in visibilio, e noi onestamente con lui…). John Bradley fino ad ora piuttosto silenzioso afferma: “I always wanted to be a wizard.” Per Conleth Hill invece è “I drink and I know things.” Per Bran è “Chaos is a ladder.”

Questi i momenti più divertenti e sinceri dell’ultima chiacchierata tra il cast di Game of Thrones e il pubblico del San Diego Comic Con. Un addio a suo modo anche struggente: pensare che non ci sarà più un incontro con Arya, Jamie, Jon e tutti gli altri beniamini di milioni di persone, è in fondo malinconico. Ricordiamoci però che siamo al Comic Con, dove le reunion sono sempre di casa…

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