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7 cose che forse non sapevate su Gigi la Trottola

7 cose che forse non sapevate su Gigi la Trottola

Di DocManhattan

Gigi la trottola, alias Kappei Sakamoto, il supersportivo sotto il metro d’altezza che per hobby colleziona mutandine bianche. Sette cose che forse non sapevate sulla storia di uno dei più simpatici e amati, uh, pervertiti della storia di anime e manga…

1. UN EROE DIVERSAMENTE ALTO

Gigi la trottola, in originale Dashu Kappei / Dash Kappei (anche se su alcune copertine del manga il nome è traslitterato erroneamente in Kapei, con una sola P…) è un anime prodotto dalla Tatsunoko e andato in onda in Giappone su Fuji TV tra il 4 ottobre del 1981 e il 26 dicembre dell’82. 65 episodi trasmessi ogni domenica alle 18, quando il manga da cui l’anime era stato tratto era ancora in corso. Lo spokon (manga sportivo) di Noboru Rokuda è stato serializzato infatti sulla rivista Weekly Shonen Sunday tra il ’79 e l’82. Dash Kappei arriva in Italia, con il nome di Gigi la trottola, nel 1983, su Euro TV.

La serie diviene popolarissima nel nostro paese, per l’esuberanza contagiosa del nanerottolo protagonista, l’umorismo e le trovate assurde. Eppure il suo autore non voleva realizzare una serie comica.

2. IL MANGA-DI-RIDERE, PER FORZA

Dash Kappei resterà l’opera più famosa del mangaka Noboru Rokuda, un classe ’52 proveniente dalla prefettura di Osaka. Ma i suoi esordi erano stati caratterizzati da opere dal taglio decisamente più realistico, come Abare Taikai. Fu la casa editrice Shogakugan, l’editore del settimanale antologico Weekly Shonen Sunday, a chiedergli un fumetto comico, con una storia d’amore e tanto sport, per intercettare i gusti del pubblico in quegli anni. Non a caso, il manga Urusei Yatsura/Lamù di Rumiko Takahashi già spopolava dal ’78 sullo stesso magazine. Anche la scelta del basket fu dettata, a quanto pare, dalla casa editrice e dall’editor che seguiva Rokuda. Nell’86 Rokuda si dedicherà a F (da noi F – Motori in pista), manga sul mondo delle corse da cui è stata tratta una serie animata, trasmessa dal ’91 su Italia 7.

3. KAPPEI, SPIDER-MAN, LUPIN E APOLLO CREED

Per la versione italiana di Dash Kappei furono modificati nell’83, come avveniva spesso ai tempi, tutti i nomi, seguendo un suggestivo principio dell’assonanza. Kappei Sakamoto diventò così Gigi Sullivan, la sua amata Akane era Anna, il cane di lei Seiichiro – a cui spettavano anche gli spiegoni sul basket e gli altri sport – era Salomone, Tachibana Thomas. E ok, Adamo e Gloria non c’entravano nulla con i nomi originali (Kyoshiro e Kaori), ma non c’è bisogno di tirare in ballo i piccoli calciatori giapponesi con nomi da giardinieri del Sussex, no?

Il doppiatore italiano di Gigi/Kappei era Stefano Onofri, tra le altre cose voce storica di Peter Parker nei cartoni animati dell’Uomo-Ragno degli anni 80 e 90 oggi voce ufficiale di Lupin III, mentre Anna era Francesca Rossiello (Arale, Nanà, Coccinella…). Quanto ai doppiatori giapponesi, Joe Crocker aveva la voce di Kenji Utsumi (Raul e Kaio in Ken il Guerriero, Shenron in Dragon Ball e tanto, tanto altro. Compreso Apollo Creed nei Rocky). A doppiare Gigi era invece una donna, Mayumi Tanaka, in seguito Monkey D. Rufy per One Piece e Crilin in Dragon Ball. Kaori Natsu (Gloria) era doppiata in giapponese da Chika Sakamoto, voce di Tati (Occhi di Gatto), Patty (Holly & Benji), Chunk dei Goonies

4. ANIME DA PALLACANESTRO

Nell’articolo di questa rubrica su Slam Dunk si diceva di come, ai tempi, il basket fosse per buona parte dei giapponesi familiare quanto gli interni di un disco volante. Ed era l’inizio degli anni 90, figurarsi un decennio prima. Perché un manga sul basket nel ’79? Per i buoni piazzamenti della nazionale giapponese di pallacanestro a vari campionati asiatici di fine anni 70 (come un argento conquistato proprio nel ’79)? Per la necessità dell’industria del manga di colonizzare sport e passatempi sempre nuovi? Quel che è certo è che le spiegazioni di Salomone erano più che mai necessarie per i bambini del Sol Levante dell’epoca. Ma Gigi la trottola non è solo una serie sul basket.

Gigi diventa un campionissimo in tutta una serie di altri sport in cui si trovano impegnati lui, Anna, i suoi amici e la sua scuola. Tornei pescati dal manga o creati ad hoc per la serie televisiva – che a un certo punto raggiunge come detto la versione a fumetti, conclusasi poco dopo – dal sumo al ping pong, dalla scherma agli scacchi, fino alle prove di forza (episodi 59-61).

Senza contare le avventure nello spazio.

5. GIGI L’UOMO TIGRE vs GIGI HARLOCK

Il modello di riferimento, Lamù, era un tripudio di citazioni di tutte le serie anime e manga, nonché dei film USA più popolari? Gigi la trottola si accodò, spaziando nelle sue storie a base di mutandine, sfide sportive, rivali di Kappei e bellezze al bagno, tra decine di parodie. Nel corso della serie Gigi appare vestito da Capitan Harlock (e incontra un emulo meno figo del pirata spaziale di Leiji Matsumoto), Uomo Tigre e Lady Oscar, cita Vultus V e Kyashan, Muteking e Rocky Joe, Star Wars (più volte), Star Trek, Blade Runner, Lo Squalo e tanto altro.

6. I CAVALIERI DEL RE E CIC(C)IO TERREMOTO

La sigla “Gigi la trottola” era cantata dai Cavalieri del Re di Riccardo Zara (autore del brano). La voce è di Guiomar Serina. Il 45 giri, pubblicato nell’86, aveva un’altra sigla dei Cavalieri del Re, “I Predatori del Tempo”, sull’altra faccia. Nel 1992 una versione – pare non autorizzata – della sigla di Zara di Gigi è stata mandata in onda in Spagna per l’edizione iberica di Dash Kappei, adattata da quella italiana e intitolata Chicho Terremoto (si pronuncia Cìcio):

L’altra sigla spagnola è decisamente materiale da incubi per quanto è brutta. Ciccio Terremoto, comunque, nomignolo perfetto per ogni pesce rosso da qui all’eternità, sia messo agli atti.

7. GLI EXOGINI DI GIGI LA TROTTOLA

Della faccenda dei Pachinko e del perché vengano realizzati dei filmati nuovi spesso bellissimi per promuovere e rendere appetibili le macchinette mangiasoldi con la licenza di vecchi anime si diceva un anno fa nell’articolo su Lady Oscar. Nel lungo spot qui sopra si vedono varie clip prese dal pachinko di Dash Kappei del 2013, con una Anna/Akane più ammiccante e l’inevitabile (?) pioggia di mutandine.

Tra i gadget a tema sono degni di nota i Keshi di Dash Kappei. I Keshi (da keshigomu, gomma da cancellare) sono i pupazzetti in gomma da collezionare, grande famiglia di cui gli esponenti più famosi in Italia sono probabilmente i Kinnikuman/Exogini. In Giappone i set interi vanno via per pochi euro.

Sì, quel Salomone rosa sembra Pink Panther, ma non stiamo sempre a sottilizzare, oh.

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