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Un giorno alla Pixar per Toy Story 4

Un giorno alla Pixar per Toy Story 4

Di Adriano Ercolani

In occasione della presentazione alla stampa internazionale dell’attesissimo Toy Story 4, i Pixar Animation Studios hanno organizzato un’intera giornata a disposizione della stampa per parlare del film. Ciò che rende ogni volta tale esperienza diversa dalle altre attività legate alla stampa sta nel fatto che ai Pixar Studios si ha la possibilità di parlare del film anche con gli artisti dell’animazione, coloro che grazie alla loro competenza danno forma precisa alla visione del regista, in questo caso Josh Cooley.

Dopo la solita, abbondante colazione servita nello spazio aperto che domina l’edificio principale degli Studios, la mattinata di è sviluppata con i realizzatori di Toy Story 4 che hanno raccontato la sua creazione. La prima a intervenire è stata Valerie LaPoint, Story Supervisor del film:

Il mio lavoro consiste principalmente nel migliorare la sceneggiatura in ogni possibile dettaglio. Insieme al mio team prendiamo il copione e lo dividiamo in sequenze, di solito tra le venti e le trenta per un film della Pixar. Fatto questo le passiamo ad artisti che le disegnano, in modo da poterle analizzare tutti insieme anche a livello visivo e modificarle quando necessario. Il passaggio successivo è quello di discuterne con gli altri creativi che partecipano al progetto, in ogni reparto. Di solito ci vogliono alcune riunioni di gruppo e svariati mesi prima che l’ossatura del film venga composta definitivamente. Non meno di quattro o cinque incontri collettivi.

Il montatore di Toy Story 4 Alex Gedder ha invece sottolineato le analogie e le differenze che si presentano quando si lavora con l’animazione rispetto alle produzioni tradizionali:

In realtà Il principio alla base del montaggio per entrambi i tipi di film è lo stesso. La differenza principale sta soprattutto nell’uso del sonoro e degli effetti sonori, dal momento che nel primo caso sono interamente artificiali e quindi possiamo adoperarli e crearli come vogliamo per aumentare l’effetto delle immagini. Con un film d’animazione poi si può lavorare sul frame, mentre di solito con un film in live-action si pone maggior importanza sull’inquadratura e la sua durata.

Il trailer di Toy Story 4

Dopo una chiacchierata più generale sulla realizzazione di Toy Story 4 i Sets Supervisor Stephen Karski e Thomas Jordan, ci hanno illustrato la creazione di una delle ambientazioni principali di Toy Story, l’enorme negozio di antichità dove Woody e Forky – nuovo personaggio della saga doppiato da Tony Hale in originale – incontreranno quella che potremmo definire il “villain” del film, la bambola Gabby Gabby. “Il negozio è organizzato come una città – esordisce Karski- con i suoi quartieri più sfavillanti ma anche quelli oscuri, possibilmente da evitare. Ci sono ad esempio un sacco di corridoi dietro gli oggetti, perfetti perché i giocattoli possano spostarsi senza essere visti.” “Ci siamo ovviamente ispirati a metropoli come New York – continua Jordan – così diverse da quartiere a quartiere. Il negozio è un melting pot di personaggi provenienti da esperienze diverse tra loro, che si uniscono per un obiettivo comune. Significherà molto per Woody incontrare queste nuove figure, e avevamo bisogno di un ambientazione che in qualche modo sintetizzasse quest’idea a livello visivo.”
Il direttore della fotografia per le illuminazioni Jean-Claude Kalache ha poi sottolineato l’importanza di rendere un film d’animazione il più possibile “cinematografico”:

Un progetto alla Pixar viene costruito due volte, prima attraverso la storia e poi grazie alla composizione delle immagini: tutto deve essere pensato come se si trattasse di un racconto per immagini: angolazioni delle riprese, illuminazione di ambienti e personaggi, movimenti di macchina da presa virtuale. Ovviamente ogni singola inquadratura deve rispettare i parametri della credibilità, avere una sua logica interna alla composizione della scena.

Dopo la pausa necessaria per il pranzo e per depredare il negozio interno alla Pixar, il pomeriggio si è invece prestato a una chiacchierata con gli artefici principali di Toy Story 4, e cioè il regista Josh Cooley e il produttore Jonas Rivera. “La sfida più grande era trovare il giusto equilibrio tra i personaggi storici della saga e i nuovi arrivati – esordisce Rivera – Il primo film uscì quasi venticinque anni fa, quel pubblico ora è diventato adulto e porterà i propri figli a vedere questo nuovo episodio? Abbiamo tentato di parlare ai bambini di un tempo e a quelli di oggi con Toy Story 4. Ogni film della Pixar contiene delle storie in grado di risonare dentro l’anima di grandi e piccini, il film di Josh non fa eccezione.” “C’è molta poesia nella storia – conferma Cooley – Woody, Buzz e gli altri scoprono molto di loro stessi nel viaggio che compiono in Toy Story 4. Soprattutto Woody capirà di essere molto più che un semplice giocattolo, scoprirà che la sua vita non è soltanto rendere felice un bambino.” Nella trasformazione di Woody c’entra per caso il ritorno in scena di Bo Beep? “Certamente – sorride Cooley – quando si ritrovano Woody scopre che Bo è diventata una donna indipendente, forte, la quale gestisce la propria vita con coraggio e positività nonostante le difficoltà che ha passato. Per lui diventa una grande fonte di ispirazione.” E invece cosa si può rivelare di Forky? “È probabilmente la figura più poetica di Toy Story 4 – dichiara Rivera – Un giocattolo creato dal nulla da parte di Bonnie in un momento di tristezza. Rappresenta la fragilità, le paure e le speranze dell’età più giovane. Tony Hale è riuscito a trasmettere a Forky tutto questo col suo modo di esprimersi inimitabile. Lo amerete fin dal primo secondo in cui entra in scena.”
Queste le dichiarazioni più interessanti ottenute ai Pixar Studios dai realizzatori di Toy Story 4, che promette di confermare il grande successo dei tre capitoli precedenti.

Le nostre foto

Abbiamo visitato i Pixar Animation Studios!
Presto vi parleremo di Toy Story 4, intanto godetevi queste foto…

Pubblicato da ScreenWeek Cinema & Serie su Mercoledì 5 giugno 2019

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