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Tobe Hooper, Cannon Films e lo Spider-Man horror che non fu mai realizzato

Tobe Hooper, Cannon Films e lo Spider-Man horror che non fu mai realizzato

Di Lorenzo Pedrazzi

Spider-Man è uno dei supereroi di maggior successo sul grande schermo, e il rilancio nel Marvel Cinematic Universe ha certamente giovato alla sua popolarità. In generale, i personaggi della Casa delle Idee sono esplosi al cinema negli anni Duemila, ma fino a poco tempo prima erano protagonisti di sporadici adattamenti fallimentari: basti pensare al Capitan America del 1990 (per il mercato home video), al The Fantastic Four del 1994 (mai distribuito), e al Nick Fury del 1998 (per la televisione). Anche il Tessiragnatele rischiò di subire lo stesso destino, poiché nel 1985 la famigerata Cannon Films di Menahem Golan e Yoram Globus acquistò i diritti del personaggio per 225 mila dollari, con un’opzione di cinque anni. Questo avventuroso studio cinematografico non era certo noto per i suoi standard qualitativi, ma lavorava bene nell’ambito dei b-movie, al punto da acquisire un alone “di culto” grazie a film come Rombo di tuono, Over the Top e Delta Force. Di contro, le sue produzioni più ambiziose furono dei clamorosi fallimenti, a cominciare da Superman IV, che segnò la fine della saga sull’Uomo d’Acciaio.

Ebbene, stando a un approfondimento di Digital Spy, anche il buon Spider-Man rischiava di fare la stessa fine…

Lo spaventoso Uomo Ragno

L’idea iniziale della Cannon per il film di Spidey aveva ben poco a che fare con il fumetto di Stan Lee e Steve Ditko, ma in compenso era ispirata a La mosca di Cronenberg. Per la sceneggiatura fu ingaggiato Leslie Stevens, il creatore di Outer Limits, che mutò completamente la premessa narrativa dell’eroe: il suo Peter Parker è infatti un fotografo che viene deliberatamente bombardato con le radiazioni da uno scienziato – il Dottor Zork – per trasformarlo in un mostruoso ragno umano con otto zampe… sostanzialmente un ibrido tra uomo e aracnide. Avete presente il Doppelganger degli anni Novanta? O la mutazione ragnesca di Peter nel cross-over Vendicatori divisi? Ecco, una cosa del genere.

Spider-Man

Disgustato dalla mutazione, Peter è vittima di tendenze suicide, ma Zork ha in mente altri piani per lui: vuole che guidi un esercito di creature mutanti, da lui stesso create in stile L’isola del Dottor Moreau; Peter però si ribella e combatte le creature. Le sfumature horror spinsero la Cannon a scegliere Tobe Hooper come regista, anche perché avevano già lavorato insieme in Space Vampires, e Hooper vantava una certa esperienza con il cinema dell’orrore grazie a Non aprite quella porta e Poltergeist. Fu Stan Lee a fermare tutto: comprensibilmente insoddisfatto di questa rilettura “fantasiosa”, convinse lo studio a rinunciare, e la Cannon ripartì da zero con un altro soggetto.

“Okey-dokey”

Ted Newsom e John Brancato concepirono una storia diversa, più in linea con la natura del personaggio. Nella loro versione, Peter è uno studente universitario che studia con il Dottor Otto Octavius, suo mentore. Lo stesso incidente che lo trasforma nell’Uomo Ragno, però, trasforma anche Octavius nel Dottor Octopus, un po’ come nel contestatissimo Spider-Man: Chapter One di John Byrne. Ora malvagio, Octopus vuole controllare un’energia chiamata “quinta forza” per dominare il mondo, e Spidey lo affronta per salvare non solo New York, ma l’intero pianeta. Anche la trama di Spider-Man 2 – forse in modo involontario – ereditò qualcosina da questo soggetto.

Spider-Man

Joseph Zito, che aveva già lavorato con la Cannon per Invasion USA, prese il posto di Tobe Hooper, mentre la sceneggiatura fu affidata a Barney Cohen, creatore di Sabrina the Teenage Witch: fu lui ad assegnare la battuta “Okey-dokey” a Octopus, aggiungendo inoltre delle scene d’azione e cambiando l’obiettivo del villain; invece della “quinta forza”, Octopus voleva controllare la gravità.

Il budget previsto era di 20 milioni di dollari, notevole per la Cannon, ma fu ridotto a 10 dopo i flop di Superman IV e Masters of the Universe. Zito lasciò il progetto in seguito a questa decisione, e il film sfumò, ma non prima di aver investito 1.5 milioni di dollari nella fase di sviluppo. Il potenziale cast era molto ambizioso: si parlava addirittura di un giovane Tom Cruise nel ruolo di Peter Parker; di Bob Hoskins in quello di Doc Ock; di Christopher Lee nella parte di un altro scienziato; e di Lauren Bacall o Katharine Hepburn (!) per zia May. Dal canto suo, Stan Lee avrebbe potuto interpretare J. Jonah Jameson: un ruolo ben più ampio rispetto ai suoi camei successivi.

Il resto è storia…

Ciò che accadde in seguito è già noto. 21st Century Fox e Carolco acquisirono i diritti di Spider-Man, ingaggiando James Cameron per scrivere e dirigere la trasposizione. La prima stesura aveva sempre il Dottor Octopus come antagonista (pare che Cameron volesse Arnold Schwarzenegger per interpretarlo), mentre la seconda era piuttosto diversa, e includeva sia l’Uomo Sabbia sia una versione modificata di Electro come avversari dell’Arrampicamuri. Inoltre, i dialoghi non disdegnavano il turpiloquio, e c’era persino una scena di sesso tra Peter e Mary Jane sul ponte di Brooklyn.

Anche questo progetto tramontò, e la Marvel riottenne i diritti di Spidey nel corso degli anni Novanta, resuscitando inoltre dalla bancarotta grazie a un accordo con Toy Biz. La Casa delle Idee li cedette alla Sony/Columbia (che produsse i film di Sam Raimi), e vendette i diritti degli altri personaggi più popolari – come gli X-Men, Hulk e i Fantastici 4 – ad altre case di produzione.

Tenne per sé soltanto i supereroi meno ambiti: gente come Iron Man, Capitan America, Thor, Vedova Nera, Occhio di Falco, Ant-Man, Dottor Strange, Pantera Nera… personaggi da cui gli studios hollywoodiani non avrebbero tratto alcun film. In fondo, chi mai sarebbe andato a vederli? Nessuno, certo

Fonte: ComicBookMovie

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