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7 cose che forse non sapevate su Conte Dacula

7 cose che forse non sapevate su Conte Dacula

Di DocManhattan

“Conte Dacula sei togo, però ti cacci sempre in mezzo ai guai”. Ricordate il Conte Dacula? E ricordate che la sua sigla usava la parola “togo”, per questo eccesso di anniottantità postpaninara? No? È uguale! L’origine un po’ casuale, la catena di spin-off, il ritorno qualche anno fa e i pupazzoni dal vivo della serie animata sul Dracula-papero vegetariano.

1. “VOGLIO QUEL PAPERO LÌ”

Conte Dacula (Count Duckula) non è una serie statunitense, ma britannica. 65 episodi andati in onda per la prima volta nel Regno Unito tra il 6 settembre del 1988 e il 16
febbraio del ’93 (in Italia, sulle reti del Biscione, dal 1989), per un totale di quattro serie. A realizzarla è la Cosgrove Hall Films, uno studio attivo dai primi anni 70. Conte Dacula nasce come spin-off di un’altra serie Cosgrove Hall Films, Danger Mouse. Dopo aver acquisito nell’84 i diritti per distribuire proprio Danger Mouse, l’americana Nickelodeon vorrebbe un altro show animato simile. Durante una visita agli studi che sorgono alle porte di Manchester e portano i nomi dei fondatori della compagnia, gli animatori Brian Cosgrove e Mark Hall, Geraldine Laybourne, boss di Nickelodeon e artefice del successo del canale tematico, vede un disegno del Conte Dacula nell’ufficio di Cosgrove e le piace. Molto. Avevano trovato il nuovo personaggio.

2. LA CATENA DEGLI SPIN-OFF

La prima apparizione del Conte Dacula avviene dunque in un episodio di Danger Mouse, “The Four Tasks of Danger Mouse”, nel 1982. Duckula/Dacula è qui un antagonista del topo agente segreto, ha due sopracciglia enormi, i capelli più corti e un medaglione al collo. Appare in seguito altre tre volte nel corso della serie. Quando debutta nel proprio show, a tutti gli effetti uno spin-off, Dacula è diverso tanto esteticamente quanto nelle caratteristiche. Lo hanno reso vegetariano, perché un papero vampiro vegetariano fa più ridere, e potrebbe essere un’incarnazione differente del nemico di Danger Mouse di qualche anno prima, visto che Dacula è tornato in vita più e più volte nella sua vita lunga secoli.

Se le avventure di Dacula, il suo fidato Igor, l’energumena Tata, il cacciatore di vampiri Von Crapotten (Dr. Von Goosewing) e gli altri sono quindi uno spin-off di Danger Mouse, anche Conte Dacula ha dato vita a sua volta a una serie collegata. I criminali francesi Gaston e Pierre vennero trasformati in una coppia di umani alle prese con un mondo pieno di animali antropomorfi, in stile BoJack Horseman, in Victor & Hugo: Bunglers in Crime, serie del ’91 durata 30 episodi. La Cosgrove Hall Films ha chiuso i battenti nel 2009, due anni prima della scomparsa di Hall, dopo aver collaborato alla realizzazione di serie per bambini come PocoyoIl postino Pat. Se avete figli/nipotini che le guardano, c’è un pezzetto di Conte Dacula pure lì dentro, in un certo senso.

3. L’ALTRO PAPERO VAMPIRO

Dacula non è stato però il primo papero vampiro animato. Quasi dieci anni prima, nel 1979, la Filmation aveva infatti Quacula, un personaggio con le stesse caratteristiche: un altro incrocio tra Dracula e un papero, una sorta di Daffy Duck con le piume azzurrine. E anche lui aveva a che fare con un topo: Quacula era infatti un segmento del programma The New Adventures of Mighty Mouse and Heckle & Jeckle, accanto a Supermouse/Supertopo. Ma non è finita qui. La stessa Filmation fu portata in tribunale dal fumettista e animatore Scott Shaw, che nel ’76 aveva pubblicato sull’antologico Quack! #1 un fumetto del vampiro chiamato… Duckula. Shaw e la Filmation raggiunsero un accordo extragiudiziale, e il papero pasticcione venne eliminato dal programma contenitore dopo 16 puntate.

4. IL RITORNO 

Torniamo al Conte Dacula. Nel 2015 torna sullo schermo come comprimario di una nuova serie di Danger Mouse prodotta dalla britannica FremantleMedia e distribuita negli USA da Netflix. Questo reboot ha raggiunto a marzo le 99 puntate e Dacula appare in diversi episodi (con titoli sufficientemente meravigliosi come “From Duck to Dawn”), in una versione che fonde in pratica il villain nemico del topo con la benda sull’occhio nei primi anni 80 e il vampiro vegetariano del 1988.

5. NIENTE SAX, SIAMO EGIZIANI

Il successo di Count Duckula in Europa e negli USA ha dato vita a vari prodotti su licenza. C’erano ad esempio i fumetti, come quelli realizzati in Italia e pubblicati sul Corriere dei Piccoli, o la serie Marvel. Una collana da 15 uscite del 1988, tradotta in Italia da Play Press a partire dal 1990, nella quale Dacula aveva il ketchup al posto del sangue, per un errore nella cerimonia di rinascita, e ce n’era con Vanna Von Goosewing, la nipote del Dr. Von Goosewing.

La britannica Alternative Software, software house ancora attiva nel settore gaming e ai tempi specializzata in giochi budget, cioè a basso prezzo, pubblicò nel 1989 il platform per computer a 8 e 16 bit (Commodore 64, ZX Spectrum, Amstrad CPC, Atari ST e Amiga) No Sax Please, We’re Egyptian!, in cui il Conte, Igor e la Tata dovevano recuperare un sassofono magico legato alla tomba di un faraone. Nel 1992 è uscito il seguito, Count Duckula 2 Featuring Tremendous Terence.

6. IL PAPERO E IL GATTO

La sigla italiana, Conte Dacula, venne scritta da Alessandra Valeri Manera (testo), su musica e arrangiamento di Enzo Draghi (l’interprete delle canzoni dei Bee Hive e di sigle storiche come Lupin, l’incorreggibile Lupin e I Cinque Samurai). A interpretarla, ovviamente, la Cristinona nazionale. La sigla venne pubblicata su un 45 giri il cui lato B era dedicato a un’altra sigla della D’Avena e degli stessi autori, quella di Ciao, io sono Michael.

7. DACULA DAL VIVO

Nell’autunno del 2015, nel parco dei divertimenti Cadbury World, nei pressi di Birmingham, si è tenuto lo spettacolo live The Jewels of Duckula. Una rappresentazione dal vivo in cui Dacula, dopo aver perso tutti i suoi soldi e sul punto di perdere il proprio castello, doveva recuperare insieme a Igor e alla Tata gli antichi gioielli del titolo. Se ve lo siete perso, facile non abbiate più alcuna possibilità di abbracciare un Dacula in carne, ossa e gommapiuma, o di farvi menare dalla Tata. E oh, succede: Conte Dacula sarà pure tosto, togo e giusto, ma il mondo là fuori mica tanto.

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