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10 motivi per vedere Trinkets, la nuova serie Netflix

10 motivi per vedere Trinkets, la nuova serie Netflix

Di Andrea Suatoni

Trinkets è una delle serie per teenager del canale online Netflix più chiacchierate del momento, ma sicuramente degna di essere apprezzata anche da parte di un pubblico più adulto: la trama ruota attorno alla storia di 3 ragazze, conosciutesi agli appuntamenti obbligatori ad un gruppo di supporto per taccheggiatori anonimi, che pur appartenendo a mondi estremamente differenti (frequentando però la stessa scuola) riescono a creare un rapporto d’amicizia più profondo di quanto avessero mai potuto credere.

Abbiamo apprezzato moltissimo Trinkets, nonostante la serie non sia esente da vari – anche piuttosto evidenti – difetti (prima fra tutte, la carenza recitativa di molti dei protagonisti): ecco quali sono secondo noi i motivi per cui non dovreste lasciarvela sfuggire!

LA PERFETTA SERIE DA LUNCH-BREAK

Con i suoi episodi della durata di 25-30 minuti, Trinkets è perfetta da usare come riempitivo per i “momenti morti” della giornata: è una serie semplice, molto didascalica in ciò che vuole raccontare, in cui nulla viene lasciato all’interpretazione dello spettatore, che non ha bisogno di essere particolarmente concentrato su di essa ma allo steso tempo può apprezzare un prodotto di alta qualità. Per nulla spensierata, ma anche per nulla impegnativa.

DIPENDENZA

Il tema della dipendenza dal taccheggio è centrale in Trinkets: le 3 ragazze protagoniste, Elodie, Moe e Tabitha, sono 3 cleptomani che si trovano a reagire alle diverse difficili situazioni che le riguardano nello stesso identico modo: rubando. Anche se all’opposto lo show sembra in alcuni momenti voler quasi spettacolarizzare l’arte del taccheggio, in alcune scene realizzando delle sequenza da vera e propria video-guida, è sempre chiaro il lato oscuro della “felicità” che la loro dipendenza produce.

I RAPPORTI MADRE FIGLIA

Ognuna delle 3 protagoniste vive un rapporto diversissimo con la propria madre rispetto alle altre: 3 (forse anche 4, nel “doppio caso” di Elodie che dopo la morte di sua madre si trova a dover vivere con suo padre e la sua nuova moglie) rapporti che declinano vari aspetti del rapporto madre figlia, indagandone i grigi anche lì dove saremmo spinti a vedere tutto bianco o nero.

I DRAMMI DI FONDO

E allo stesso modo ognuna delle 3 ragazze vive un proprio profondo dramma personale: come accennavamo precedentemente, in modo assolutamente didascalico e con pacata ingenuità il “problema” arriva sempre dalla componente maschile della famiglia o delle relazioni. Tradimenti, criminalità, indecisione cronica, violenza domestica o semplice incapacità genitoriale sono problemi che investono praticamente tutto il lato maschile del cast.
Ad ogni modo, sarà molto semplice lasciarsi scorrere più di una lacrima sul viso, andando avanti con gli episodi di Trinkets.

GIRL POWER

Il girl power è trattato come riscoperta (ed affermazione) della propria potenza personale femminile per ognuna delle protagoniste: i loro problemi vengono affrontati personalmente da ognuna di esse, mentre il confronto, la consolazione o i consigli arrivano sempre a fatto compiuto. Elodie, Moe e Tabitha sono perfettamente in grado (o meglio, imparano a farlo strada facendo proprio nei 10 episodi della serie) di cavarsela da sole per quanto riguarda quei drammi personali di cui sopra, ma il supporto delle amiche rende il tutto meno pesante da sopportare.

SOLIDARIETA’ FEMMINILE

Ed appunto l’amicizia arriva a rivestire un ruolo di solidarietà più passiva che attiva, ma onnipresente fin dal secondo episodio della serie, dove le premesse del pilot (che evidenzia l’estrema solitudine di Elodie, Moe e addirittura di Tabitha, per essendo una delle ragazze più in vista della scuola) vengono presto ribaltate: nessuna delle 3 amiche prevarica l’altra, nessuna è migliore delle altre nonostante le loro marcatissime differenze e nessuna arriva a risolvere i problemi delle altre, in un dare e ricevere perfettamente equilibrato che insiste nel voler mostrare le differenze fra la vera amicizia fra le 3 e gli effimeri rapporti che isolatamente ognuna di loro ha sviluppato precedentemente al loro incontro casuale.

Trinkets

(SCHOOL) CLASS ACTION

Le differenze di classe fra Tabitha, proveniente da una famiglia fredda, disinteressata ed agiata, di Elodie, nella classica middle-class in una nuova famiglia dopo la morte di sua madre, e di Moe, la cui madre è costretta a continui straordinari per tirare avanti mentre suo padre è in prigione, sono marcatissime, ma mai volutamente giudicanti. Nessuno nel cast dei genitori è esente da difetti, mai però di fatto derivanti dal loro stato sociale, mentre sono proprio le ragazze ad evidenziare le loro differenze prima e a scoprire poi i loro molti punti in comune rispetto alle proprie origini e all’educazione ricevuta.
La distinzione è ancora più evidente nelle scene ambientate a scuola: per Elodie, Moe e Tabitha sarebbe quasi assurdo mostrare di conoscersi anche all’interno dell’ambiente scolastico: la loro amicizia è coperta da un velo di segretezza, che invece di svilirla acuisce ancor di più la peculiarità di tale rapporto.

STRUGGLE ADOLESCENZIALE

Ovviamente immancabili le classiche love story liceali, accanto all’altrettanto immancabile struggle adolescenziale marchio di fabbrica di ogni serie teen. Da primo approccio alle droghe alla scoperta della propria sessualità fino ai problemi scolastici o alla semplice incapacità di accettare il cambiamento, Trinkets affronta praticamente tutti gli aspetti più noti della “tradizione”, pur se con superficialità e leggerezza per lasciare più ampio spazio ai più profondi drammi di cui abbiamo già parlato.

LA FORTE TEMATICA LGBTQ

L’omosessualità di Elodie è uno dei temi portanti della serie, a partire dal coming out con le amiche, alle prime cotte, alle prime esperienze fino all’accettazione in famiglia: anche qui i temi classici la fanno da padroni, ma la trattazione di essi è perfettamente figlia dei nostri tempi, esprimendosi nella maniera più moderna possibile. Al punto che l’unico personaggio maschile omosessuale, presentato con biondi capelli platinati e rossetto ed estremamente effeminato, non riesce più a farci pensare ad una immagine vecchia e stereotipata, praticamente offensiva, dell’immaginario gay, bensì ad un ragazzo consapevole e fiero della propria immagine e della propria identità queer.

BRIANNA HILDEBRAND

Infine, e basterebbe davvero questo per rendere Trinkets una serie da vedere assolutamente, Elodie è interpretata da Brianna Hildebrand, resa nota da Deadpool e Deadpool 2 per il ruolo della mutante Ellie Phimister, alias Testata Mutante Negasonica. L’espressività di Brianna, la sua dolcezza e l’incredibile differenza che riesce ad intavolare con tutte le sue interpretazioni precedenti sono testimoni di una capacità recitativa molto sopra la media (anche se, a onor del vero, non era affatto difficile spiccare in competenze attoriali in un cast che a tratti sembra quasi improvvisato). Elodie diventa fin dall’inizio inevitabilmente il personaggio preferito del pubblico, soprattutto proprio grazie alla potenza della sua interprete, che seppur chiamata a vestire i panni di una giovanissima teenager all’età di 23 anni (22 al tempo delle riprese) riesce ad essere assolutamente credibile.

LEGGI ANCHE: ALLA SCOPERTA DEL CAST DI TRINKETS

LEGGI ANCHE: BRIANNA HILDEBRAND DA DEADPOOL A TRINKETS UNA CARRIERA IN ASCESA

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