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THE DOC(MANHATTAN) IS IN – Love Boat

THE DOC(MANHATTAN) IS IN – Love Boat

Di DocManhattan

Mare profumo di mare, con l’amore io voglio giocare, è colpa del mare. E pure del cielo, ma soprattutto del mare, come cantava l’indimenticato Little Tony nella sigla di Love Boat. La serie TV nata da una storia vera, deposito di facce note della TV americana anni 70/80 e di future stelle del cinema e della musica. E incentrata su una nave da crociera, vera pure quella, anni dopo apprezzatissima… dai narcotrafficanti. Eh?

Tutto ha inizio nel 1976, quando va in onda il film per la TV The Love Boat, con Tom Bosley e Dick Van Patten (La famiglia Bradford). Una pellicola tratta dal libro Love Boats di Jeraldine Saunders: una ex responsabile di bordo di una nave da crociera che aveva raccolto una serie di aneddoti della sua esperienza lavorativa. L’anno dopo ne vengono realizzati due seguiti: The Love Boat II e The New Love Boat, che funge da pilota per la serie televisiva.

Il solito Aaron Spelling – ai tempi alle prese con le Charlie’s Angels – e Douglas S. Cramer, tra le altre cose dall’81 suo braccio destro per Dynasty, oltre che sfornatore seriale di trasposizioni televisive di romanzi rosa di Danielle Steel, vogliono trasformare le storie d’amore e le gag da sitcom in un appuntamento settimanale per la famiglia americana.

The Love Boat debutta sulla ABC il 24 settembre del 1977 – in Italia, perso l’articolo del titolo, nel giugno dell’80 su Canale 5. Con “Love boat (Profumo di mare)” di Little Tony al posto della sigla originale di Jack Jones – e va avanti per nove stagioni e 249 episodi, fino al maggio dell’86. Solo tre membri del cast hanno partecipato a tutte e 249 le puntate: Gavin MacLeod (il capitano Capitano Merrill Stubing), Bernie Kopell (il Dr. Adam “Doc” Bricker) e Ted Lange (il barista Isaac Washington).  L’unico dei tre a non indossare quegli inquietanti pantaloncini da anziano americano.

Gopher (Fred Grandy) si è fermato a 246 presenze. Ma oh, Grandy era impegnato, e da grande – se ci si lascia passare questo gioco di parole davvero terribile – si è messo a fare il parlamentare per sei anni. “Senza Gopher, Fred Grandy non sarebbe mai entrato al Congresso”, dichiarò ai tempi (1987) l’attore in un’intervista. Viva la sincerità. 

Serie di Spelling? Hai visto mai che non ci piazza la figlia Tori?

Due elementi in particolare rendevano Love Boat differente. Il primo era il formato. Ogni puntata ha in originale tre titoli (“A Tasteful Affair / Oh, Dale! / The Main Event” per l’episodio 2, ad esempio) per la semplice ragione che si trattava di tre storie distinte, scritte da gruppi di sceneggiatori diversi, che non si intersecavano quasi mai, salvo rarissime eccezioni (come far incrociare due guest star che provenivano dallo stesso show).

La prima storia era incentrata in genere su un membro dell’equipaggio, la seconda sul rapporto tra un membro dell’equipaggio e un passeggero (non la chiamavano Love Boat per caso), la terza su uno o più passeggeri in giro per i fatti loro. C’era la laugh track, e nonostante le chiare radici da sitcom di Love Boat, non era affatto una cosa comune per le serie dal segmento di un’ora. Le risate registrate erano comunque più frequenti nel primo segmento, quello comico, e meno nel secondo (romantico) e nel terzo (reparto lezioni di vita e sfighe cosmiche a bordo).

La seconda caratteristica di Love Boat era la quantità di passeggeri famosi, una carrellata infinita di guest-star. Stelle della TV di quegli anni e del passato, o giovani promesse che famose lo diventeranno soprattutto in seguito. Un assortito mix di vecchi leoni di ieri e qualche cariatide, matricole e meteore, a spulciare il quale saltano fuori John Ritter e Scott Baio, le Charlie’s Angels a varie riprese, Leslie Nielsen, John Astin, Corey Feldman, Larry Wilcox, Catherine Bach, Richard Dean Anderson, Linda Blair

Ma anche Sinatra, una ventenne Jamie Lee Curtis, i giovani Tom HanksMichael J. Fox, Janet Jackson, Lorenzo LamasDavid Hasselhoff. O i Menudo, la boy band portoricana con Ricky Martin. O i Village People. O decine e decine di altri.

Quella volta che il principe Sinatra è finito nella Casa nella prateria. Su una nave da crociera.

Né il formato antologico né la parata di nomi famosi erano però una novità assoluta: Love Boat si limitò a perfezionare e a spremere come un limone la formula usata tra il ’69 e il ’74 da Love, American Style. Vecchia serie ABC il cui titolo era ispirato a quello internazionale del Divorzio all’italiana di Pietro Germi con Mastroianni (Divorce, Italian Style) e che, tra le altre cose, aveva ospitato per la prima volta la storia di Richie Cunningham: un suo episodio del ’72 aveva fatto da pilota a Happy Days. Stessa formula anche per Fantasilandia con Ricardo Montalbán, sempre prodotta da Aaron Spelling e mandata in onda dal ’78 al sabato sera sulla ABC, subito dopo Love Boat. Due ore scarse di tizi della TV lì a innamorarsi per finta, insomma.

Oltre a un crossover con Charlie’s Angels (due episodi del ’79 con gli angeli a bordo della Pacific Princess), vanno segnalati i vari special televisivi di Love Boat e un film reunion per la TV del ’90, The Love Boat: A Valentine Voyage. Nel ’98 è salpato il revival Love Boat: The Next Wave, ma il suo giro è durato solo 25 puntate.

E la nave? Buona parte degli episodi, trattandosi di una sitcom, venivano girati in studio, in California. Altre riprese, come quelle della nave in navigazione o dei ponti gremiti di turisti, furono effettuate durante vere crociere della vera Pacific Princess e delle sue sorelle, altre navi della stessa compagnia, la Princess Cruises.

Dopo una serie di passaggi di proprietà e cambi di nome, la Pacific Princess è stata demolita in Turchia nel 2013. Non se la passava benissimo già da un po’, la vecchia Principessa del Pacifico, e come tante vecchie stelle dimenticate di Hollywood era finita in brutti giri. Nel ’98 venne bloccata al Pireo, il porto di Atene, con tutti i suoi 600 passeggeri, perché la polizia greca aveva trovato 25 kg di eroina a bordo e sosteneva che la nave era adoperata da tempo da qualche membro dell’equipaggio per trafficare droga in giro per il Mediterraneo.

Il viale del tramonto è duro pure per le navi da crociera, oh.

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