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StreamWeek: La fine di Game Of Thrones, la ripresa di Fleabag, il ritorno di Spike Lee

StreamWeek: La fine di Game Of Thrones, la ripresa di Fleabag, il ritorno di Spike Lee

Di Michele Monteleone

Il lunghissimo arco narrativo de Il Trono di Spade si chiude, arrivano la nuova Mummia con l’immortale (guardandolo in faccia, certificato di nascita alla mano sembrerebbe lo sia davvero) Tom Cruise, la nuova strappacuore, stagione di Fleabag, BlacKkKlansman, l’ultimo film di Spike Lee.

Settimana superdensa, quindi iniziamo con qualche segnalazione generale. Su Prime Video è arrivato Final Girls un po’ commedia, un po’ horror, sulla falsa riga “meta” di Scream. Un gruppo di ragazzi finisce letteralmente dentro un classico horror vintage (idea che sicuramente devono a Last action hero). Il film è slasher d’annata, la cui protagonista è proprio la mamma di una di loro. Mentre la ragazza avrà modo di conoscere la madre, la loro lotta per la sopravvivenza al maniaco di turno non avrà tregua, ma i nostri, coscienti di essere imprigionati in un film horror, riusciranno, in parte a truccare la partita. Il tutto risulta divertente il giusto e, anche se non si avvicina neanche alla perfezione di Quella casa nel bosco, funziona abbastanza da rimpinzarsi di pop corn seduti sul divano ed essere felici.

Sempre su Prime The End of the Tour ripercorre la lunga intervista concessa da David Foster Wallace nel 1996, al giornalista David Lipsky. In quegli anni Wallace ha appena pubblicato il capolavoro che lo consacrerà come uno dei giganti della letteratura americana di fine secolo. Lipsky lo segue per cinque giorni, condividendo con lui la fine del suo tour promozionale e crea con lui un rapporto che trascende l’articolo di Rolling Stone. Jesse Eisenberg è bravo e lo sapevamo tutti, ma la vera sorpresa è  Jason Segel in un ruolo compassato e drammatico.

Se avete bisogno di una presentazione per Spartacus, non vi meritate niente, ma io sono un bravo ragazzo. Comunque Spartacus è stato caricato su Netflix ed è un peplum, un filmone hollywoodiano, girato da un giovane Stanley Kubrick. Interpretato da un grandioso Kirk Douglas, conosciuto per essere un ribelle e sospettato di essere un po’ troppo vicino ai comunisti, e scritto da Dalton Trumbo, che era ufficialmente considerato un comunista e iscritto nella black list del maccartismo, il film ha una fortissima componente eversiva considerando che arriva a ridosso della fine del periodo maccartista. Ah, e comunque, oltre all’interessante politico del film, ha scene di guerra tra le più incredibili mai girate.

Sempre su Now Tv, trovate il nuovo film di Spike Lee, tornato al tema del razzismo raccontando con BlacKkKlansman una storia vera che è vera e stramba e paradossale e assurda, quanto solo la realtà può essere. Il regista americano torna a trattare uno dei temi che gli è più caro e che in questo momento storico in America è anche più attuale, adattando il libro scritto dall’ex poliziotto Ron Stallworth, primo agente di colore a Colorado Springs e anche improbabile infiltrato nel Ku Klux Klan.

Arriva su Now Tv la quarta stagione di Billions, un tuffo negli orrori e anche nel glamour dell’alta finanza. La sfida tra il procuratore distrettuale Chuck Rhoades (interpretato da Paul Giamatti) e il miliardario Bobby Axelord (Damian Lewis), continua in questa stagione, confondendo ulteriormente il nostro senso di bene e male, giusto e sbagliato.

Ogni settimana seleziono per voi tre visioni imprescindibili, non sono sempre i migliori usciti (anche perché se una settimana caricano Quarto Potere, non potrei mai dirvi che l’ennesima serie di supereroi con gli effetti visivi realizzati con paint, è meglio), ma sono sempre le serie o i film più attesi, chiacchierati, snobbati o anche solo criticati degli ultimi sette giorni. O semplicemente quelli che piacciono più a me.

Il Trono di Spade (Now Tv)

Questa è la settimana della fine de Il Trono di Spade, che vi sia piaciuto o meno, negare che lo sia vi proietta fuori dal mondo. C’è chi lo ha atteso per anni (dieci per chi lo ha conosciuto con la tv, molti di più per chi come me lo legge da quando si conosceva come Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco), chi non avrebbe mai voluto che terminasse (siete, anche solo inconsciamente, la maggior parte). La scorsa puntata ha fatto infiammare gli animi dei fan, fondamentalmente perché gli spettatori hanno iniziato a voler vedere quello che volevano loro, quello che avevano immaginato, non quello che gli veniva offerto. È un mal costume che non è certo nato ora, ma che la rete ha amplificato e portato alle conseguenze più estreme. Ricordo quello che successe con il finale de I Soprano, di Lost e, non c’ero per vederlo, ma ho letto delle vere e proprie minacce di morte che Patrick McGoohan e George Markstein ricevettero alla fine di The Prisoner, famosissima serie degli anni sessanta. Ho letto di molti che dicono che quando Game of Thrones è diventato mainstream si è rovinato. La verità è che quando i prodotti di intrattenimento arrivano a una base tanto vasta, scontentare qualcuno purtroppo è inevitabile. Compiere una scelta narrativa ne pregiudica un’altra, creando il malcontento in quelli che avrebbero voluto battuta un’altra pista: è l’essenza delle scelte. Mi pare sia un discorso incredibilmente scontato, ma sembra anche che ultimamente sia diventato necessario farlo. Detto questo, come è l’ultima puntata de Il Trono di Spade? Se lo chiedete a me, risponderò che è un grande episodio. Tutti i nodi vengono al pettine e la matassa viene sbrigliata con garbo, senza particolari strattoni. La scelta di Benioff e Weiss di finire apparentemente in anticlimax, calando i ritmi, aggiungendo alla vicenda il giusto lirismo l’ho trovata coraggiosa e, alla fine, appagante a un livello intellettuale superiore a quello di pancia. Ma non voglio parlarne ulteriormente prima che tutti l’abbiate vista. Vi invito solamente a provare a godervela dimenticandovi quello che volete dalla serie, ma lasciandovi andare a quello che la serie è.

Fleabag (Prime Video)

Mi era mancato quel senso di vuoto e tristezza che solo Phoebe Waller-Bridge con il suo Fleabag era riuscita a darmi. La serie, nel 2016 si rivela essere una sorpresa un po’ per tutti. La Waller è un’incredibile comica e la serie stessa è il prolungamento dell’omonimo spettacolo che l’autrice aveva creato nel 2013 e gli era valso il premio Fringe. La sua opera prima televisiva rivela in lei anche un grandissimo talento nella scrittura e un registro drammatico strappacuore. Fleabag mi ha fatto male ed è riuscito a farlo facendo leva su delle insicurezze tanto umane e realistiche da riuscire a colpire quasi sempre sotto la cintura. Fleabag è una donna fragile, preda dei suoi desideri, vittima delle sue debolezze, incredibilmente umana e dolorosamente fallibile, la sua è una storia di fallimenti e questa stagione sembra, quanto la prima, non volergli dare tregua. La sua vita sentimentale, sessuale e la sua situazione sentimentale e affettiva, la travolgono come un fiume in piena e, come succede a ognuno di noi prima o poi, sembrano decisi ad affogarla. L’amore negato è uno schifo perché colpisce dove fa più male, ma anche quello che ci viene concesso può avere devastanti risultati sulla psiche.

La Mummia (Prime Video)

Il classico degli anni novanta era un concentrato di cazzonissimo divertimento e avventura pulp. Brendan Fraser lavorava in bilico tra l’Harrison Ford di Indiana Jones e un amichevole cazzone (è la seconda volta che uso la parola cazzone). La direzione che invece la Universal ha deciso di dare a questa nuova incarnazione di uno dei suoi mostri storici, è diametralmente opposta. Infatti l’intenzione era di spingere sull’acceleratore dell’action dando al nuovo eroe della storia, il volto (perfettamente conservato a dispetto del tempo) di Tom Cruise. Il film è stato un flop terribile e si è portato a fondo con sé, l’idea di creare un universo cinematografico dedicato ai personaggi Horror della Universal. Sinceramente penso che non si meritasse un destino tanto meschino. Tom come al solito si è caricato il film sulle spalle, recitando in un paio di scene action davvero impressionanti (combattendo, ad esempio, nella carlinga di un aereo in volo ribaltato e quindi in assenza di gravità), ma il peccato principale del film è scambiare la storia originale di Dracula con quella della Mummia. Mi chiedo perché, e vi assicuro che è esattamente così: la bara che arriva a Londra, dopo un disastro aereo (dove nel romanzo era il Demeter che si schiantava su un molo), i poteri della Mummia, che può generare accoliti, trasformarsi in nebbia, avere il controllo sulle bestie feroci. Tutto è saccheggiato da un personaggio che poi avrebbe dovuto far parte dell’universo che stavano costruendo. Mi chiedo davvero come sia stato possibile fare un simile casino, ma nel frattempo vi segnalo che il film è godibile. E poi c’è Tom e, se seguite questa rubrica, sapete quanto lo ami.

Come tutte le settimane, siamo arrivati all’ultima parte della rubrica dedicata a una chicca, a un contenuto che probabilmente vi siete persi nell’uragano di novità con cui veniamo bombardati.

Succession (Now Tv)

Jesse Armstrong è uno degli autori più strani e interessanti lì fuori. Il suo Four Lions, la storia paradossale di quattro terroristi, aveva dimostrato quanto sapesse lavorare sul filo tra dramma e commedia e quanto non avesse problemi a infilarsi nei meandri più oscuri della morale umana. Il suo Succession ci da un altro esempio di questa sua capacità di farci ridere (a crepapelle) per poi precipitarci in un gorgo di dolore. La storia di una grande, potentissima, famiglia di miliardari che hanno investito la loro fortuna in un impero mediatico, ruota tutta attorno alla possibile successione del capo famiglia, un uomo brutale e granitico che sfrutta i sentimenti d’affetto di chi lo circonda come se fossero vergognose debolezze. Una delle serie più interessanti degli ultimi anni, porta il marchio di qualità della HBO, infiocchettata con una scrittura ad altissimi livelli, interpretazioni impeccabili e location sfarzose (a dir poco). La seconda stagione dovrebbe arrivare ad agosto, ma voi potete già cominciare a recuperare i primi dieci episodi della prima su Now Tv. Fidatevi, non ve ne pentirete.

Alla prossima settimana, miei fedeli bingewatchers: se vi è piaciuto qualcuno dei consigli che vi ho dato, se volete segnalarmi qualcosa che mi sono perso o se volete suggerirmi qualcosa di cui discutere la prossima settimana, vi invito a commentare l’articolo. La vostra guida allo streaming compulsivo è sempre disponibile!

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