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StreamWeek: A Star is Born, gli intrighi del Trono di Spade e un nuovo medico per il creatore del Dr. House

StreamWeek: A Star is Born, gli intrighi del Trono di Spade e un nuovo medico per il creatore del Dr. House

Di Michele Monteleone

Una settimana densissima di novità tra l’arrivo di The Good Doctor e Doctor Who su Prime video, Interstellar su Netflix, Il Filo Nascosto su Infinity e A Star is Born su Tim Vision. E visto che ci aspetta anche la nostra chiacchierata sul nuovo episodio de Il Trono di Spade, direi di cominciare subito.

Direi di cominciare “dal basso” e salire fino ai veri e propri pezzi da novanta che sono stati aggiunti alle nostre piattaforme di streaming la scorsa settimana. Mentre è ancora nei cinema il controverso (a me, bene o male, è piaciuto) Hellboy di Neil Marshall, su Netflix potete iniziare a recuperare i vecchi film della gestione Del Toro con il suo Hellboy. Devo ammettere che rivederlo adesso fa fare una figura misera al nuovo film, è indubbia l’impronta autoriale che Del Toro ha impresso alla pellicola con il suo stile inconfondibile. Ah, se volete completare il rewatch prima di andare al cinema, dovrete avere accesso anche al catalogo Infinity, su cui è caricato Hellboy: The Golden Army.

Sempre su Netflix hanno caricato The Judge, una commedia molto piacevole con protagonista Iron Ma… Robert Downey Jr.. Una storia di avvocati in cui un figlio si ritrova a difendere il padre giudice e a ricucire con lui un rapporto logorato dal tempo. Invece su Prime Video potete godervi e rigodervi (come si confà al concept della storia) Edge of Tomorrow, un bellissimo film fantascientifico con protagonista il vero Iron Man (in quanto inossidabile ed eternamente giovane) Tom Cruise. Se ve lo siete perso al cinema e amate la fantascienza, non posso che consigliarvi vivamente di recuperarlo, è uno dei migliori film del genere da parecchi anni a questa parte.

Sempre di fantascienza parliamo passando a un instant classic a firma di Christopher Nolan con un (come al solito) straordinario e commovente Matthew McConaughey che interpreta un astronauta in cerca di un nuovo pianeta abitabile grazie al quale salvare la razza umana costretta a vivere su una Terra che ormai si sta trasformando in un arido e infertile deserto in Interstellar. Il film per tematiche e respiro, si avvicina a capisaldi del genere come Solaris e 2001: Odissea nello spazio, ma forse in questo manca dello slancio visionario necessario a battersi alla pari in quel campionato. Rimane comunque un film di “fantascienza concettuale” di ottimo livello e ora potete godervelo quante volte volete su Netflix (anche se devo dire che a stretto giro è uscito Arrival che mi sembra lo prenda un po’ a pizze nel suo stesso campo da gioco).

Che succede se un film per ragazzi alla Harry Potter, con qualche eco di Lemony Snicket, invece di essere dato in mano a un qualunque regista, viene affidato a uno come Eli Roth che si è fatto una reputazione con horror incredibilmente crudi? Succede Il Mistero della casa del tempo uno strano film per ragazzi con un’anima un po’ horror che farà rizzare i peli sulla nuca dei vostri figli. Una visione piacevole che osa poco, ma che quando lo fa dà corpo e carattere alla pellicola.

È possibile tenere lo spettatore in continua tensione per un’ora e quarantasette minuti, non mollando mai un colpo, tenendo il ritmo teso come una corda di violino, descrivendo perfettamente l’orrore della guerra senza mai far vedere il nemico contro cui si combatte e, nello stesso momento, ispirando grandezza tramite il sacrificio? Se siete Christopher Nolan, uno dei più grandi registi del nostro tempo, è possibile e, sempre se siete lui e nessun altro, potete anche infilarci in mezzo un montaggio e un’idea della frammentazione del tempo, assolutamente folle e mai tentata. Dunkirk è tutto questo, un film grandissimo che fa impallidire quelli che dovrebbero essere i kolossal del nostro tempo, con un messaggio sulla sconfitta e la resistenza, che ci ricorda che se siamo ancora qui a dire la nostra, è anche perché un paese intero, ha detto NO alla tirannia e alla dittatura di un folle. E se avete problemi con il nazionalismo inglese, vi ricordo che noi negli stessi anni, ci alleavamo con lo stesso mostro a cui loro resistevano.

Il film più bello (in assoluto) degli ultimi anni è Il Filo Nascosto di Paul Thomas Anderson. Ne sono sicuro come sono sicuro che respiro. Regia, fotografia, interpretazioni e colonna sonora, concorrono a creare un vero e proprio capolavoro del cinema che, sono certo, rimarrà negli annali di questo medium, a dispetto dello snobismo di Hollywood e degli Oscar che non gli hanno tributato il dovuto rispetto preferendogli una storiella come La Forma dell’Acqua. Se non volete fare lo stesso errore, recuperatelo su Infinity.

Ogni settimana seleziono per voi tre visioni imprescindibili, non sono sempre i migliori usciti (anche perché se una settimana caricano Quarto Potere, non potrei mai dirvi che l’ennesima serie di supereroi con gli effetti visivi realizzati con paint, è meglio), ma sono sempre le serie o i film più attesi, chiacchierati, snobbati o anche solo criticati degli ultimi sette giorni. O semplicemente quelli che piacciono più a me.

Il Trono di Spade (Now Tv)

La scorsa settimana siamo diventati tutti raffinati strateghi militari e luminari della fotografia. Ho letto tante stupidaggini sul terzo episodio del Trono di Spade che mi chiedo davvero se vi piaccia ancora guardare la Tv, perché chiunque ama ancora sedersi sul divano ed essere stupito, ha amato quella puntata. Gli altri invece mi sembrano ragazzini in sugar rush che hanno un bisogno viscerale di trovare qualcosa che non gli piace per poterla commentare con (presunta) sagacia sui social. Un assedio di un’ora, una furiosa battaglia girata con i mezzi della televisione che ti fa scattare in piedi a fare il tifo, che ti fa contorcere le viscere al pensiero della sconfitta, inquietante come un horror, galvanizzante come una carica di Rohirrim. E voi avete avuto problemi con gli schieramenti delle catapulte. Vi auguro, un giorno, di tornare a divertirvi, nel frattempo beccatevi la quarta puntata, in cui si passa alla fase degli intrighi che mi ha piacevolmente cullato nel dubbio e nell’angoscia, ma che voi potete commentare parlando delle accelerazioni di ritmo. Sempre per sembrare sagaci… e invece finire per essere noiosi come i vecchi al bar.

A Star is Born (Tim Vision)

Continuiamo la nostra corsa alle novità della settimana con A Star is Born, ennesima incarnazione del classico anni trenta che arriva alla quarta versione e vede protagonisti gli affiatatissimi Bradley Cooper Lady Gaga. Il film mi ha stupito per due motivi: il primo è che non mi aspettavo una storia tanto drammatica e strutturata, in cui l’approfondimento psicologico e le rivoluzioni emotive dei personaggi vengono tanto approfondite. Il crepuscolare personaggio di Cooper (che dirige anche il film oltre a cantare come un cavolo di professionista), mi ha davvero incantato. La seconda cosa che mi ha stupito purtroppo lo ha fatto in negativo. Il film sembra non finire più, sembra che Cooper si sia un po’ troppo affezionato al suo girato e non abbia saputo rinunciare in fase di montaggio a tanto materiale che appesantisce inutilmente una storia che avrebbe funzionato decisamente meglio con una mezz’ora in meno. Peccato, la canzone del film rimane comunque il punto più alto dell’intera pellicola (la sto giusto ascoltando mentre scrivo).

The Good Doctor (Prime Video)

The Good Doctor è proprio il motivo per cui, prima di ogni podio in questa rubrica, vi faccio il solito disclaimer in cui spiego che non decido le tre postazioni a seconda della bellezza, ma di quello che penso interessi di più al momento, delle vere novità. Lo dico perché il nuovo show del creatore di Dr. House, non è certo un capolavoro, anzi è proprio la somma di tutto quello che funziona nelle serie sugli ospedali senza un minimo di inventiva. C’è un dottore autistico e molto giovane che però con il suo pensiero laterale riesce sempre a trovare una soluzione strana, ma funzionante (e spesso le soluzioni sono davvero TROPPO strane, mi fa tornare la nostalgia di ER). Ci sono i casi pietosi che cercano a tutti i costi di strapparti le lacrime anche se l’assurdità di certe situazioni fa venire lo sconforto. Ci sono degli orribili flashback sul rapporto tra il buon dottore e il fratello morto che proprio non riesco a giustificare e che, se fosse possibile, sarebbe l’ideale saltare con un tasto come i filmati nei videogiochi. Insomma nulla di nuovo sotto il sole, ma io e la mia ragazza cerchiamo sempre qualcosa da vedere mentre mangiamo e The Good Doctor è perfetto. A patto di distogliere lo sguardo dalle operazioni chirurgiche che, e questo gli va concesso, sono tra le più truculente che io abbia mai visto a schermo.

Come tutte le settimane, siamo arrivati all’ultima parte della rubrica dedicata a una chicca, a un contenuto che probabilmente vi siete persi nell’uragano di novità con cui veniamo bombardati.

Questione di Tempo (Netflix)

Se deciderete di seguire anche solo uno dei miei consigli questa settimana, guardate Il Filo Nascosto. Ma se avete tempo per un secondo film, in barba alla bellezza degli altri, al glamour e alla novità, io vi consiglierei Questione di Tempo. Parte come una classica commedia romantica, aggiunge alla ricetta una nota di fantascienza e finisce con un dramma familiare che, invece di lasciare un retrogusto amaro in bocca, eleva lo spirito di chi lo guarda. Richard Curtis, l’autore di Notting Hill, Il Diario di Bridget Jones e Quattro Matrimoni e un funerale, scrive e dirige quello che penso sia il suo vero capolavoro, un film che è passato, ingiustificabilmente inosservato e che invece merita un posto speciale nel pantheon dei film che fanno bene al cuore.

Alla prossima settimana, miei fedeli bingewatchers: se vi è piaciuto qualcuno dei consigli che vi ho dato, se volete segnalarmi qualcosa che mi sono perso o se volete suggerirmi qualcosa di cui discutere la prossima settimana, vi invito a commentare l’articolo. La vostra guida allo streaming compulsivo è sempre disponibile!

QUI TUTTI I POST DELLA RUBRICA STREAMWEEK

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