L'annuncio si chiuderà tra pochi secondi
CHIUDI 
L'annuncio si chiuderà tra pochi secondi
CHIUDI 
Rocketman presentato a Cannes 72, la nostra recensione

Rocketman presentato a Cannes 72, la nostra recensione

Di Andrea D'Addio

Un film su una persona ancora in vita è sempre rischioso. Soprattutto se è anche tra i produttori della pellicola. Rocketman, da questo punto di vista, è un film quanto mai ambizioso: come raccontare in maniera (almeno apparentemente) onesta cadute, contraddizioni e il presente di un artista facendo in modo che a fine film si abbia ancora più voglia di sentire le sue canzoni? La scelta di Lee Hall, sceneggiatore, Dexter Fletcher, regista e probabilmente dello stesso John, è di soffermarsi soprattutto sulla prima fase della carriera di “Rocketman” (Uomo razzo), quella che lo ha messo davanti alle difficoltà di gestire il successo, l’omosessualità e le dipendenze da droghe e alcol, lasciando ad una serie di didascalie sui titoli di coda il riassunto di ciò di significativo è accaduto dagli anni ‘80 in poi.

una grandiosa messa in scena, degna dei migliori musical

Il film supplisce a questa assenza di informazioni forse attese con una grandiosa messa in scena fatta di costumi, coreografie e raccordi narrativi musicali degni dei migliori musical. Seppur a volte si abbia la sensazione che alcune canzoni entrino in maniera innaturale nella narrazione (come nel caso di Tiny Dancer), come se ci si trovasse ad un concerto con la playlist scelta del pubblico, in altre occasioni il testo dei capolavori di John sembra essere nato per raccontare un pezzo della sua vita. Se il termine di paragone naturale è Bohemian Rhapsody, visti temi, protagonisti, regista (Fletcher che ha raccolto il testimone di Synger nella pellicola su Mercury) e vicinanza delle date di uscita, si può dire che se il film su Mercury racconta in crescendo il rapporto tra sofferenza, dedizione e talento, qui il talento ci viene subito sbattuto in faccia e ci si aspetta solo la caduta e la già conosciuta ripresa. Se per Fletcher è un’ottima scusa per dare libero sfogo alla sua fantasia: soprattutto la prima parte del film è un vero tripudio di immagini e creatività, per Edgerton è l’occasione per dimostrare la sua eccezionale bravura: al di là del canto, gli bastano poche scene di veri dialoghi per dare spessore al suo personaggio e lasciare che ci accompagni fino alla fine facendo il tifo per lui. Il risultato è una pellicola che forse non poteva essere realizzata meglio di così, ma nonostante questo lascia un pochino di amaro in bocca.

Vi invitiamo a seguire il nostro canale ScreenWeek TV. ScreenWEEK è anche su Facebook, Twitter e Instagram.

Da No Time to Die a Ghostbusters, ecco le nuove date dei film 2021 (in costante aggiornamento)

Cinema chiusi fino al 27 marzo, QUI gli ultimi aggiornamenti.


Vi invitiamo a scaricare la nostra APP gratuita di ScreenWeek Blog (per iOS e Android) per non perdervi tutte le news sul mondo del cinema, senza dimenticarvi di seguire il nostro canale YouTube ScreenWeek TV. ScreenWEEK è anche su Facebook, Twitter e Instagram.

LEGGI ANCHE

In The Lost Lands – Milla Jovovich e Dave Bautista diretti da Paul W. S. Anderson 3 Marzo 2021 - 22:05

Il racconto di George R R Martin diventa un film, il progetto verrà presentato a Berlino.

The Gray Man: Nel cast Billy Bob Thornton, Alfre Woodard e Regé-Jean Page 3 Marzo 2021 - 21:35

Nuove entrate nel cast del film dei fratelli Russo, le riprese di The Gray Man cominceranno tra due settimane a Los Angeles

Thunder Force: il trailer del film Netflix con Super Octavia Spencer e Super Melissa McCarthy 3 Marzo 2021 - 20:36

Octavia Spencer e Melissa McCarthy sono due supereroine in Thunder Force, commedia d’azione scritta e diretta da Ben Falcone, in arrivo su Netflix il prossimo 9 aprile.

Spawn (FantaDoc) 28 Novembre 2020 - 12:00

All'inferno (e ritorno) i super-eroi!

Small Soldiers (FantaDoc) 2 Novembre 2020 - 16:08

La storia dei soldati giocattolo di Joe Dante.

Universal Soldier – I nuovi eroi (FantaDoc) 16 Ottobre 2020 - 16:51

Storia di un clonazzo di Terminator per cui Van Damme e Dolph Lundgren sono arrivati a menarsi (per finta) a Cannes.