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Il sole è anche una stella – La nostra intervista a Charles Melton: “Adoro il romanticismo senza speranza di Daniel”

Il sole è anche una stella – La nostra intervista a Charles Melton: “Adoro il romanticismo senza speranza di Daniel”

Di Adriano Ercolani

Dopo essersi imposto presso il giovane pubblico televisivo grazie a serie come American Horror Story e soprattutto Riverdale, il ventottenne Charles Melton ha adesso la possibilità di conquistare il grande schermo con Il sole è anche una stella. Nell’adattamento del best-seller young adult scritto da Nicola Yoon (Noi siamo tutto) l’attore interpreta infatti Daniel Bae, ragazzo che in uno dei giorni più importanti della sua vita si innamora della coetanea Natasha (Yara Shahidi), impegna ad evitare che la sua famiglia venga deportata. I due hanno solo questo: un giorno. Per decidere il proprio futuro ma soprattutto per innamorarsi. A New York abbiamo dunque incontrato Charles melton, che ci ha raccontato Il sole è anche una stella.

È vero che è stato scelto dai social media per interpretare il protagonista del film?

In parte sì. Un giorno ho visto su Instagram che la scrittrice del libro Nicola Yoon ha postato una mia foto scrivendo: “Chi dovrebbe interpretare Daniel Bae?” Così ho creato duecento account falsi e mi sono taggato per aumentare le mie possibilità! A parte gli scherzi, molti fan del romanzo hanno apprezzato la mia candidatura, così ho comprato subito il libro e l’ho finito in due giorni, è stato emozionante! Mi sono subito connesso con la psicologia di Daniel. Dieci mesi dopo ho fatto la prima prova con Yara per testare l’alchimia ed è subito nato qualcosa di organico, speciale.

Ci sono differenze particolari tra il testo di partenza e il copione del film?

La sceneggiatura di Tracy Oliver interpreta il libro, non lo segue alla lettera. Penso sia l’approccio migliore per un adattamento, aiuta molto anche gli attori perché in questo modo abbiamo avuto due fonti diverse per capire meglio i personaggi e poterli connettere in qualche modo con la nostra personalità.

Cosa l’ha colpita maggiormente del personaggio di Daniel Bae?

Sono rimasto contagiato dal romanticismo senza speranza di Daniel. Non è un ragazzo che ha alzato la guardia, si concede ai propri sentimenti con assoluta libertà, è disposto a mostrarli al prossimo senza inibizioni. Io invece sono sempre stato più restio ad aprirmi con le persone, soprattutto quando si tratta di amore. Eppure interpretare Daniel mi ha ispirato, mi ha incoraggiato a essere più spontaneo e coraggioso, a rischiare ed espormi ai sentimenti di qualcun altro, anche se può ferirti qualche volta.

Quale è stata la scena emotivamente più difficile da girare?

Per me è stata una scena in cui paradossalmente devo soltanto osservare Natasha che apprende definitivamente che la sua famiglia verrà deportata. Daniel osserva quanto la notizia sia devastante per la ragazza di cui si è innamorato, è un momento molto doloroso.

C’è un messaggio che vorrebbe arrivasse al pubblico che guarderà Il sole è anche una stella?

In una prospettiva più allargata dovremmo vedere l’essere umano dietro il colore della pelle, la razza, la religione e tutti gli altri fattori. Nel profondo possediamo tutti amore e speranza. Siamo come una scatola di M&M’s, dove ce ne sono di rosse, marroni, gialle, verdi. Ma sotto la superficie il nocciolo è lo stesso. So che è una metafora sciocca: quando ero all’asilo la nostra maestra, Miss May, ci disse di portare in classe la nostra cioccolata preferita. Lei portò una grossa pentola dove sciolse tutti i dolci creando una sola, grande tavola di cioccolato. Così ci ha spiegato cosa significa melting pot. Mi è rimasto impresso…

E lei a differenza di Daniel ha avuto il supporto della sua famiglia quando ha scelto di diventare un artista?

Assolutamente. È stato fondamentale avere l’appoggio totale della mia famiglia, sono stati tutti sempre felici prima della mia scelta e successivamente delle mie decisioni a livello professionale.

E se come Natasha avesse un solo giorno restante da passare a New York, cosa farebbe?

Passerei la maggior parte del tempo con la mia famiglia, poi andrei in giro per la città ad assaggiare la miglior pizza!

E invece qual è il segreto per conquistare l’amore di uno sconosciuto in ventiquattr’ore?

Il segreto è sempre lo stesso: bisogna essere aperti alle possibilità e abbracciarle quando si presentano. Se stai sempre attaccato allo schermo del tuo telefono magari l’amore della tua vita ti passa accanto e nemmeno lo noti. Cosa sarebbe successo se Daniel stava guardando il suo telefono quando Natasha stava per essere investita dall’auto?

QUI trovate la recensione del film

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