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THE DOC(MANHATTAN) IS IN – Stargate SG-1

THE DOC(MANHATTAN) IS IN – Stargate SG-1

Di DocManhattan

Nonostante l’accoglienza tutt’altro che calorosa riservatagli dalla stampa, lo Stargate di Roland Emmerich aveva portato a casa nel ’94 quattro volte il suo budget e impresso nell’immaginario collettivo la sua storia di alieni, egiziani e comodi portali interstellari per non trovare traffico sulla statale. Riaccendere lo Stargate era una tentazione troppo forte per la MGM. Soprattutto quando il suo presidente, John P. Symes, si trovò sulla scrivania ben due proposte distinte per trasformare Stargate in una serie TV.

Era infatti successo che sia Brad Wright, sia Jonathan Glassner – che avevano lavorato insieme a Oltre i limiti (The Outer Limits), la serie antologica che rappresentava una versione sci-fi di Ai confini della realtà – si erano fatti avanti dopo aver sentito che la major era interessata a uno spin-off televisivo del film con Kurt Russell. Symes chiese ai due di lavorare assieme al progetto, venne scelto il titolo di Stargate SG-1, dal nome della squadra d’elite dell’Aviazione USA che fa amicizia con gli alieni nel telefilm, e la MGM iniziò a promuovere il nuovo show praticamente subito, in cerca di un network disposto a comprarlo.

Alcuni personaggi del film furono ripresi, ma cambiandone interprete e a volte caratterizzazione. Il Jonathan “Jack” O’Neill di Kurt Russell prese così il volto di Richard Dean Anderson, che qualche anno prima ha appeso al chiodo le invenzioni allucinanti del sempre-pieno-di-risorse MacGyver. Anderson accettò solo a patto che fosse una serie corale e non gli toccasse trascinare la carretta da solo com’era successo in tutte quelle puntate risolte tirando fuori un lanciamissili da un tubetto di dentifricio. L’attore chiese inoltre di poter dare al personaggio un taglio più rilassato rispetto a quello visto nel film.

Per l’occhialuto Daniel Jackson, al posto di James Spader c’era Michael Shanks. Ingaggiato perché, secondo lo showrunner Brad Wright, era un imitatore perfetto di Spader. Son soddisfazioni. Il Daniel Jackson surrogato diventerà materiale per un inside joke ricorrente degli sceneggiatori a causa delle sue tante “morti” in SG-1, e sarà anche l’unico ad apparire nei film e nelle serie successive Atlantis e Universe.

Altri protagonisti di tutte le stagioni di Stargate SG-1 sono l’astrofisica Samantha “Sam” Carter (Amanda Tapping), l’alieno in cerca di pace Teal’c (Christopher Judge) e il generale Hammond (Don S. Davies). Il canale Showtime compra la serie per due stagioni (44 episodi) e nel ’96 partono le riprese. Si gira tutto a Vancouver, per ragioni fiscali, e buona parte del cast e della crew sono canadesi. L’aviazione USA ci mise invece del suo, fornendo una consulenza su tutti gli aspetti militari e riempiendo i buchi: molte comparse in divisa dello show facevano parte del vero personale dell’USAF. In due episodi appaiono, nei panni di loro stessi, perfino due generali del corpo.

Il setting e le premesse del film vengono estesi, ampliando il numero di razze aliene (Goa’uld, Jaffa, Unas, Replicatori, Ori, Asgard…) e di mitologie a cui attingere: non più solo quella egiziana, ma anche quella greca e nordica. E, già che c’erano, pure la leggenda di Re Artù. Xena la principessa guerriera, abbracciamoci forte.

L’episodio pilota lungo due ore, I figli degli dei, segna un record di ascolti per Showtime. In senso assoluto, non sono numeri altissimi, e fosse andato in onda su un grande network, probabilmente Stargate SG-1 non sarebbe sopravvissuto alla prima stagione, a detta dei suoi produttori. Ma per la TV via cavo che lo ospita sono numeri importanti, superiori a quelli di qualsiasi film trasmesso da Showtime, e così l’emittente ordina altre due stagioni. Per abbattere i costi molto alti (circa 1,3 milioni di dollari a puntata, che saliranno a due nel corso della serie), la MGM decide di vendere la serie anche in syndication, sei mesi dopo la messa in onda su Showtime. Quest’ultima accetta, ma dopo la quinta stagione si tirerà fuori, sostenendo che la disponibilità in syndication degli episodi impedisce a Stargate SG-1 di portarle nuovi abbonati.

Le marionette in stile Thunderbirds del folle episodio “200”, nella decima stagione.

Dalla sesta stagione (2002), SG-1 cambia perciò casa. È Sci Fi Channel a portare avanti lo show, che nel corso delle due stagioni successive tocca punte di oltre tre milioni di spettatori. E siccome gli ascolti vanno bene, i progetti pensati per rimpiazzare SG-1 devono farsi da parte. O proseguire in parallelo. È il caso di Stargate Atlantis, che parte nel 2004 e andrà avanti per cinque stagioni fino al 2009. Ma dopo il momento di gloria, gli anni in cui su Sci Fi Channel è arrivata anche Battlestar Galactica, con la nona stagione inizia il declino di SG-1. Per tutta una serie di ragioni.

Probabilmente il pubblico non gradisce la presenza limitata di O’Neill, dettata dal fatto che per motivi familiari – dichiarò di voler trascorrere più tempo con sua figlia – Anderson appare solo una manciata di volte nelle ultime due stagioni (narrativamente, la cosa viene spiegata con una promozione del personaggio). Molto fece anche il calo degli ascolti anche negli episodi in syndication, un mercato in cui le serie d’azione e avventura avevano ormai vita meno semplice che in passato. Fatto sta che Sci Fi Channel decise di terminare la corsa di Stargate SG-1 dopo la decima stagione, che si chiuse nel giugno del 2007.

Le avventure dell’SG-1 proseguirono comunque in una serie di film direct-to-video. Il primo, Stargate: L’Arca della Verità (The Ark of Truth) uscì nel 2008. Senza Anderson, ma con i nuovi protagonisti visti nelle ultime stagioni, come Adria (Morena Baccarin) e Vala Mal Doran (Claudia Black). Quanto ad Anderson, tornò a vestire i panni di O’Neil nella pellicola successiva, Stargate: Continuum (2008). Il franchise sarebbe inoltre proseguito, oltre che con le menzionata Atlantis, con la serie animata non canonica Stargate Infinity (2002-2004), con Stargate Universe (2009-2011) e con la web serie Stargate Origins (2018). Oltre che con tutta una lunga lista di giochi su licenza considerati canon dagli autori e dai fan.

In Italia, Stargate SG-1 arriva nel ’99 su TMC (l’attuale La7), con un doppiaggio zeppo di errori abbastanza imbarazzanti, per poi passare su Sky e praticamente tutte e tre le reti principali della Rai. La7 ha mandato in onda anche i due film collegati. All’inizio della sua avventura italiana, Stargate SG-1 viene trasmessa all’interno del programma Stargate – Linea di confine, di e con Roberto Giacobbo, che poi ha portato tutti quei discorsi sulle piramidi e gli UFO nel programma simile Voyager, sulla RAI. Il che ha generato a sua volta Mistero con Adam Kadmon.

Richard Dean Anderson e il resto della squadra SG-1 non lo sanno, ma ci hanno riempito indirettamente la TV di piramidi, dischi volanti, templari e avvistamenti buffi per tutta una serie di anni, cacchiarola. Un caso? Noi ovviamente crediamo di no.

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