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17 aprile 2019 • 16:30 • Scritto da DocManhattan

THE DOC(MANHATTAN) IS IN – Professione Vacanze

L’estate televisiva infinita di Jerry Calà, Gegia, Mara Venier e un villaggio turistico in crisi.
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Il nostro viaggio tra le serie TV, sottocartella “produzioni italiani facilmente e anche legittimamente etichettabili come trash, ma in realtà accesso diretto a ricordi di pomeriggi e serate di risate davanti alla televisione”, dopo Classe di Ferro ci porta direttamente nel villaggio turistico più famoso degli anni 80. È il 1986 e Calogero Calà, in arte Jerry, ha un’idea.

Jerry Calà in quegli anni spopola al cinema, girando in una manciata di mesi un numero impressionante di commedie, come Bomber con Bud Spencer e Vado a vivere da solo (entrambi dell’82), diretto da un giovane Marco Risi. Ma soprattutto come i successi dei Vanzina, in cui l’ex Gatto di Vicolo Miracoli infila i suoi tormentoni: Sapore di Mare, Vacanze di Natale, Vacanze in America. Dopo aver girato nell’85 un film TV in due puntate per Italia 1, Yesterday – Vacanze al mare, Calà prosegue la collaborazione con le reti del Biscione, immaginando una miniserie in sei episodi ambientata in un villaggio vacanze. Il titolo? Una parodia del Professione Pericolo con Lee Majors.

L’idea piace a Berlusconi e Calà inizia a lavorare alla sceneggiatura, affiancato, tra gli altri, dal regista della serie, Vittorio de Sisti. Nel cui curriculum figura, più avanti, pure un Professione Fantasma con Massimo Lopez (1998), ma non divaghiamo. I sei episodi di Professione Vacanze vengono girati in Puglia, nel resort di Cala Corvino a Monopoli, e raccontano la storia di un animatore, Enrico Borghini (Calà), che dopo un brillante colloquio a cui si presenta con gli Almanacchi di Topolino nella ventiquattrore, viene messo a capo di un villaggio in condizioni disastrose. Tempo quella mezza dozzina di puntate e si dovrà a) mettere tutto a posto, b) far accoppiare i protagonisti e arrivare felici e contenti alla fine della stagione.

Protagonisti pescati ovviamente dalle vacanze dei Vanzina e dai film precedenti con Calà, innanzitutto: accanto a Jerry – che in quei giorni gira anche le sue scene del Rimini Rimini di Corbucci – il calciatore Antonio Palombelli è Claudio Amendola, Alice è Isabella Ferrari, il grande Guido Nicheli è il Giangi. Mara Venier, all’epoca compagna di Calà, è Olimpia. E dal microcosmo di attori che orbitano attorno a Calà in quegli anni viene anche l’interprete di Caramella: Gegia, che in Bomber era stata sua sorella.

E ancora Teo Teocoli (capo di una banda di playboy nel terzo episodio), Sandro Ghiani, Sabrina Salerno (provocante diva dei fotoromanzi nella seconda puntata, “Nove settimane e un mazzo”), l’Eva Lena di Superfantozzi, Isabel Russinova, Alessandro Benvenuti. Non mancano, come i Mangosi in College, i punk da prendere in giro, qui banda di turisti scalmanati arrivati al villaggio per un viaggio premio e guidati dal trucido Ottone (Sergio di Pinto). Battuti da Enrico unendosi a loro: Calà in versione punk, un mix tra i Demolition del wrestling e Ziggy Stardust, che canta “Pattini e ti spettini”. E come te lo scordi.

Appaiono anche Giacomo Poretti e Marina Massironi, allora fidanzati e animatori nel villaggio in cui veniva girata la serie.

Le storie, a cui collabora la scrittrice Maria Rita Parsi, che è stata anche presentatrice di programmi per ragazzi su Junior TV, giocano sulla rivalità con un altro resort, il cui capovillaggio si fa chiamare Conan (Bruno Bilotta), l’andirivieni di belle donne con Calà nei panni del latin lover impacciato che piace, e i soliti elementi improbabili per ravvivare il tutto, come spie in possesso di materiali radioattivi e fantasmi. I titoli degli episodi fanno il verso a film famosi (“A qualcuno piace calcio”, “Incontri ravvicinati del solito tipo”…).

E d’altronde Calà, qualche anno dopo, dirigerà se stesso in Chicken Park, ragione per cui ancora gli vogliamo bene e lo temiamo allo stesso tempo.

Il mix funziona: Professione Vacanze va in onda per la prima volta su Italia 1 il 16 aprile dell’87 e diventa un classico, riproposto sulla rete giovane di Mediaset per anni e anni. Tanto da diventare un ricordo aggiuntivo delle vacanze vere di tanti italiani, neanche si fosse stati davvero vicini di ombrellone della Gegia e di Calà (della Salerno l’avrebbero voluto in tanti).

Quello che non funziona è invece l’idea di riproporre il tutto, venticinque anni dopo, con il film Operazione vacanze di Claudio Fragrasso. Nato come remake di Professione vacanze e poi diventato in corsa qualcosa di leggermente diverso. Un notevole flop al botteghino, ricordato da Calà come la pellicola più brutta mai interpretata.

Pensavo Chicken Park, giuro.

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3 commenti a “THE DOC(MANHATTAN) IS IN – Professione Vacanze

  1. Ma solo ora realizzo che Maria Rita Parsi la psicologa ha un’omonima. Perché ti prego di non dirmi che sono la stessa persona.

  2. Io più che un commento all’articolo sul mitico Jerry Calà nei panni del capo animatore, se è possibile, vorrei approfittarne per fare una riflessione…dato che i mattatori dei villaggi (c’è chi li ama e chi invece li odia) sono comunque gli animatori turistici, dico, vista la situazione precaria a livello occupazione specie dei giovani e visto che non mancano le opportunità di lavoro estivo per gli animatori nei villaggi turistici, allora perché i giovani non ne approfittano?. Tutti sappiamo che nei villaggi lavorano animatori,fonici,Dj, sportivi e artisti vari, eppure nonostante le richieste, sono in tanti i giovani che non considerano proprio l’ipotesi di lavorare come animatori e questo a mio avviso, è un atteggiamento sbagliato.
    Certo nessuno pensa che si possa fare l’animatore per sempre, però con la crisi del lavoro in atto,l’idea di lavorare come animatori turistici, i giovani dovrebbero consideralo come un’esperienza in più ma soprattutto come uno dei tanti mezzi per entrare nel mondo del lavoro. Parlo per conoscenza del settore, da anni collaboro con Animandia.it che opera nel settore dell’animazione ed offre tante opportunità di lavoro in questo campo ed ho conosciuto tantissimi giovani che proprio grazie all’esperienza da animatori turistici, hanno poi avuto l’occasione di fare il giusto incontro e adesso svolgono un lavoro a loro più congeniale.

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