L'annuncio si chiuderà tra pochi secondi
CHIUDI 
L'annuncio si chiuderà tra pochi secondi
CHIUDI 
Quel miracolo di Capitan Shazam!

Quel miracolo di Capitan Shazam!

Di Roberto Recchioni

La storia del fumetto di Shazam è lunga e complicata. A cominciare dal fatto che il personaggio, a dire il vero, non si chiama nemmeno Shazam.
Andiamo con ordine.
È il 1939 e sono sei anni che nel mondo è esplosa la “SupermanMania”.
Il kryptoniano con le mutande portate sopra la calzamaglia e capace di saltare gli edifici con un balzo, ha creato un nuove genere narrativo, quello dei supereroi, e fatto diventare ricchi i suoi creatori, Jerry Siegel e Joe Shuster. No, non è vero, ha fatto diventare ricca la casa editrice che lo pubblica, la DC Comics, lasciando i due autori con il becco d’un quattrino, ma questa è un’altra storia, come si suol dire. Comunque sia, tutti vogliono un “loro” Superman da pubblicare perché la domanda di nuove storie è tanta e l’offerta sembra non bastare mai. Così, Bill Parker e C. C. Beck creano, per la Fawcett Comics, un clone con degli indubbi elementi di popolarità a cui danno il nome di Captain Marvel. No, non quello della Marvel Comics, quello arriva molto dopo. Almeno loro due diventano ricchi? No. Ma questa volta nemmeno l’editore perché, se è vero che il Captain Marvel della Fawcett incontra un enorme successo di pubblico ed è il primo supereroe nella storia del cinema a essere trasposto su pellicola, quando inizia a vendere troppo e supera Superman in termini di popolarità, si attira addosso gli avvocati della DC che gli fanno causa per plagio. E vincono.
La Fawcett è costretta a sospendere le pubblicazioni e si ritira dal giro dei supereroi: tranne che in Inghilterra, nessuno sente più parlare di Captain Marvel per quasi vent’anni. Dico “tranne in Inghilterra” perché l’editore inglese che aveva i diritti per pubblicare il personaggio della Fawcett decide di continuare autonomamente la produzione, cambiano un poco il nome del personaggio e il suo aspetto: nasce così Marvelman, che sul mercato ci resta dieci anni , fino al 1963, e poi sparisce pure lui. Passa del tempo e nel 1972, proprio la DC Comics rileva i diritti del Captain Marvel che aveva assassinato e lo integra nel suo universo supereroistico (dando un nuovo senso al detto sulle spoglie dei vinti). C’è un problema però: durante gli anni che Captain Marvel della Fawcett (e adesso della DC) ha trascorso nel limbo, la Marvel Comics ha creato un personaggio del tutto diverso a cui ha dato il nome di Captain Marvel. La creatura di Parker e Beck viene quindi ribattezzata Shazam ed diventa ufficialmente parte del mondo di Batman e Superman dove, per qualche anno, resta un poco sullo sfondo. Bisogna aspettare il 1987 e il lavoro di Keith Giffen, J.M. DeMatteis e Kevin Maguire, per vederlo finalmente emergere come un personaggio a tutto tondo, dotato di un delizioso spirito infantile e giocoso. Intanto, in Inghilterra, anche Alan Moore ha resuscitato Marvelman, dando vita a un nuovo ciclo si storie straordinarie per la rivista Warrior che presto vengono pubblicate anche in USA dalla Eclipse, ma con un titolo diverso (Miracleman) a causa di un’ennesima causa legale: fatta dalla Marvel Comics, questa volta. La storia editoriale del Captain Marvel inglese, comunque, è ancora più tormentata della sua controparte americana e, con il fallimento della Eclipse, si scatena una guerra di diritti che porta Neil Gaiman e vari altri sceneggiatori e disegnatori coinvolti nella realizzazione delle sue storie a battagliare con Todd McFarlane che ne ha comprato i diritti a un’asta fallimentare. Gaiman non avrebbe la forza economica per sostenere la causa legale ma riceve un aiuto insospettabile: quello della Marvel Comics che sostiene economicamente Gaiman e spinge McFarlane a desistere. Ovviamente, la Casa delle Idee non lo fa per beneficenza ma per ottenere il diritto di pubblicazione delle storie del personaggio. E ci riesce. Quindi, oggi, lo schema è questo:

– il Captain Marvel originale della Fawcett adesso appartiene alla DC Comics e si chiama Shazam, a causa del fatto che nell’universo Marvel c’è già un Captain Marvel (del tutto diverso per storia e poteri).

– la versione inglese di Captain Marvel (identica a quella DC per storia e poteri), ribattezzata in un primo momento come Marvelman, adesso appartiene alla Marvel Comics e si chiama Miracleman, perché la Marvel ha già più di un Captain Marvel nel suo gruppo di personaggi.

Io ve lo avevo detto che era una storia lunga e complicata, eh?
Questa complessa e travagliata storia editoriale, però, ci dice qualcosa sul film?
Sì.
Per esempio, rende evidente per noi italiani che Shazam (o Captain Marvel che dir si voglia) lo conosciamo poco, è un personaggio che, nonostante tutte le difficoltà, ha avuto fortuna ogni volta che è stata proposto, in ogni versione in cui è stato proposto.
E il perché è presto detto: si basa su un concept geniale.
L’idea che un ragazzino, una volta detta una parola magica, si possa trasformare in un superuomo dotati di poteri uguali (se non superiori) a quelli di Superman è spettacolare e permette approcci narrativi diversi. Ci si può concentrare sull’aspetto da comico della faccenda, alla maniera di Giffen e DeMatteis, togliendosi il gusto di scherzare con il mito del supereroe, mettendone in luce gli aspetti più giocosi e infantili. Oppure si può fare come hanno fatto Moore e Gaiman, lavorando sui traumi dell’infanzia e del crescere, per esplorare le questioni più profonde e complesse dell’animo umano. O, ancora, si può fare una classica storia di supereroi, utilizzando però l’originale meccanismo di fondo per discostarsi dal trito concetto dell’identità segreta.
Non è quindi strano che la Warner abbia visto in Shazam l’opportunità di fare un film di supereroi diverso, alla maniera di quanto realizzato dalla Fox con Deadpool. Ma se i film del mercenario mutante e chiacchierone hanno pestato duro sul lato grottesco, violento e politicamente scorretto, la pellicola d David F. Sandberg punta tutto sui toni della commedia, andando a rifarsi tanto al lavoro dei già più volte citati Giffen e DeMatteis ma, ancora di più (con tanto di citazione esplicita) al Big di Penny Marshall, interpretato da un giovane Tom Hanks, che poi era il remake dell’italico Da Grande di Franco Amurri, con Renato Pozzetto.
E la cosa funziona perché per due terzi della sua narrazione, Shazam! è un film davvero delizioso, ben scritto, ben girato. Tutti gli elementi comici e i meccanismi da commedia funzionano alla perfezione e rimandano a un certo tipo di cinema dei tardi anni ‘80 che non si fa più da un pezzo e che è un piacere rivedere sullo schermo. Se proprio vogliamo trovare un difetto a questa parte è la scarsa alchimia tra Asher Angel, che interpreta un Billy Batson adolescente, cupo e drammatico, e Zachary Levi, che è sempre Billy Batson ma nel corpo di Shazam, che invece fa solo facce sceme e sorride costantemente. Non è ben chiaro perché la stessa persona, anche se in due corpi diversi, debba parlare, muoversi e atteggiarsi in maniera così antitetica. Comunque, sono dettagli e i problemi veri del film non sono questi ma quelli che, inevitabilmente, emergono nel terzo atto, quando arriva il momento di tirare le fila degli elementi drammatici e violenti della trama. Il problema è che il film non solo non ha alcuna epica (che ci può anche stare, visto l’approccio deciso per il personaggio) ma ha pure una regia anemica nel linguaggio dell’azione e pessimi effetti visivi (anche rispetto a quelli del film di casa Marvel, generalmente mediocri). Carino però il colpo di scena finale. In conclusione, Shazam! è una divertente commedia e va benissimo così. Solo che è un peccato perché, con poco, sarebbe potuta essere molto di più.

Vi invitiamo a seguire il nostro canale ScreenWeek TV. ScreenWEEK è anche su Facebook, Twitter e Instagram.

Vi invitiamo a scaricare la nostra APP gratuita di ScreenWeek Blog (per iOS e Android) per non perdervi tutte le news sul mondo del cinema, senza dimenticarvi di seguire il nostro canale ScreenWeek TV. ScreenWEEK è anche su Facebook, Twitter e Instagram.

LEGGI ANCHE

El Camino: il teaser trailer del film di Breaking Bad, dall’11 ottobre su Netflix 25 Agosto 2019 - 1:18

Ecco il trailer di El Camino, il film di Breaking Bad che prosegue la storia di Jesse Pinkman, il personaggio interpretato da Aaron Paul. Dall'11 ottobre su Netflix.

Frozen 2: Evan Rachel Wood sarà la madre di Anna e Elsa 24 Agosto 2019 - 21:39

Evan Rachel Wood da Westworld a Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle. L'attrice presterà la voce alla madre di Anna e Elsa nel sequel animato, in arrivo nelle nostre sale il prossimo novembre.

Raya and the Last Dragon: il nuovo film Disney con le voci di Cassie Steele e Awkwafina 24 Agosto 2019 - 21:26

Durante l’edizione 2019 del D23 Expo la Disney ha annunciato la prossima realizzazione di un nuovo film animato, intitolato Raya And The Last Dragon.

Yado – Red Sonja (FantaDoc) 22 Agosto 2019 - 14:49

La storia di Yado (Red Sonja) con Brigitte Nielsen e Arnold Schwarzenegger: come una certa modella danese si è ritrovata a portare sulle spalle l'eredità di Conan il barbaro. Morendo di freddo in Abruzzo.

THE DOC(MANHATTAN) IS IN – Kronos, sfida al passato 21 Agosto 2019 - 16:20

La storia della serie TV Kronos - Sfida al passato (The Time Tunnel) e dei suoi viaggi nel tempo all'insegna del riciclo totale e delle sfighe cosmiche. Con un pizzico di John Williams.

7 cose che forse non sapevate su Nino il mio amico ninja 20 Agosto 2019 - 14:38

Dall'inquietante versione live action al remake e al treno dedicato, sette curiosità su Nino il mio amico ninja.